domenica, Settembre 19

All’Ican il Premio Nobel per la Pace 2017 Secondo giorno di vertice russo-saudita a Mosca: sul tavolo armi, energia e geopolitica

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In Siria il gruppo Stato islamico (Isis) avrebbe abbattuto un elicottero russo nel villaggio di Shaykh Hilal, a est di Hama. A dare la notizia è l’agenzia di stampa dell’Isis ‘Amaq’, mentre gli attivisti hanno diffuso immagini dell’area in cui sarebbe caduto l’elicottero, da cui si innalzano colonne di fumo. Il villaggio di Shaykh Hilal si trova sotto il controllo delle forze governative siriane.

La settimana scorsa, l’Isis aveva annunciato di aver fatto prigionieri due soldati russi durante le battaglie nel Rif di Deir Ezzor, nel nordest della Siria, diffondendo un video in cui comparivano i due ostaggi. Mosca sostiene di aver perso solo 40 militari nel corso del suo intervento militare nel Paese, ma fonti europee sostengono che siano almeno quattro volte tanto.

Sul fronte politico, il regime di Bashar al-Assad e i gruppi dell’opposizione armata sono giunti a un accordo per una tregua nella provincia di Homs, tra le quattro zone di de-escalation proclamate nel Paese a maggio. Le condizioni della tregua sono quelle stabilite nei colloqui di Astana con la mediazione di Turchia, Russia e Iran. In base al testo dell’accordo la tregua permetterà ai convogli con aiuti umanitari di entrare nella zona per fornire assistenza umanitaria di base. I rappresentanti dell’opposizione a Dar al-Kabirah hanno anche consegnato ai russi una lista di circa 12mila prigionieri nelle mani del regime siriano. Per gli ultimi cinque anni circa 250mila civili sono rimasti sotto l’assedio delle forze del regime siriano alla periferia settentrionale di Homs.

In Turchia attualmente vivono oltre 3,2 milioni di profughi siriani. Lo ha annunciato la Direzione generale per la Gestione dei Migranti del ministero dell’Interno di Ankara, riferendo il numero dei siriani registrati fino al 28 settembre. Circa 511mila vivono a Istanbul, seguita dalla provincia sudorientale di Sanliurfa, dove ce ne sono 445mila. Seguono le province di Hatay e Gaziantep, al confine con la Siria, che ospitano rispettivamente 416mila e 341mila siriani.

Le spese militari di Ankara saliranno a 40,4 miliardi di lire turche (oltre 9,5 miliardi di euro) nel 2018, facendo registrare un aumento del 40% rispetto a quest’anno. È quanto scrive il quotidiano Hurriyet, riferendo dei nuovi piani del governo in materia di Difesa. Nei giorni scorsi, all’indomani dell’incontro fra Vladimir Putin e Recep Tayyp Erdogan ad Ankara, il consigliere del Cremlino per la cooperazione militare, Vladimir Kozhin, ha reso noto che la Turchia ha già versato alla Russia l’anticipo per l’acquisto deisistemi di difesa missilistica S-400.

In Libia sono cessati gli scontri tra milizie rivali che da metà settembre si trascinavano nella città libica di Sabratha. Lo riferisce il portale libico di notizie Alwasat che riporta un annuncio della ‘sala operativa per la lotta all’organizzazione dello Stato islamico’ (Is), fedele al generale Khalifa Haftar, in vista della «liberazione totale» della città. La stessa ‘sala operativa per la lotta all’Is’ invita comunque «la popolazione a non rientrare nelle proprie case perché sono in corso operazioni di sminamento» nella zona.

In Iran è stato arrestato Mehdi Jahangiri, fratello del vice presidente Eshagh Jahangiri. Al momento non si hanno informazioni precise sui motivi e il modo dell’arresto Mehdi Jahangiri ha interessi nel settore del turismo, dell’acciaio e dell’industria mineraria. È inoltre presidente della Tourism Financial Group e vice presidente della Camera di Commercio di Teheran. Il fratello è vice presidente nel governo di Hassan Rohani dal 2013. Lo scorso 16 luglio era stato arrestato anche il fratello di Rohani, Hossein Fereydoun, per reati finanziari e traffico di influenze, poi rilasciato due giorni dopo dietro pagamento di una cauzione.

La nuova Frontex, cioè la Guardia Costiera e di Frontiera Europea, compie un anno e nel 2017 ha effettuato finora circa 10mila rimpatri di cittadini di Paesi terzi che non avevano diritto a rimanere nell’Ue, il doppio rispetto a tutto il 2016. La nuova agenzia è costruita su Frontex, che nell’ultimo anno ha aumentato il suo personale a quota 488: i dipendenti cresceranno ancora, fino ad arrivare a mille entro il 2020.

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