sabato, Settembre 25

Allergica agli orologi a cucù field_506ffb1d3dbe2

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C’è una frase memorabile, nella spy story ‘Il terzo uomo’ (1949), pronunciata da Orson Welles e rivolta a Joseph Cotten: «Sai che cosa diceva quel tale? In Italia sotto i Borgia, per trent’anni, hanno avuto assassinii, guerre, terrore e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e che cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù».

Mi è venuta in mente or ora, sguinzagliandomi a caccia di notizie utilizzabili per imbastire la mia polpetta avvelenata (per un po’ di soggetti – bersaglio) quotidiana. Una frase che, quasi quasi ci assolve – si fa per dire – dal nostro Hellzapoppin’ quotidiano di cui danno conto i giornali, in un luna park permanente a cui è difficile tenere dietro. Possediamo un gioiello di città che il mondo c’invidia e che, per puro accidente, è anche la nostra Capitale.

Dotati di solida logica (autodistruttiva), per nulla attenti al fatto che costituiamo un unicum nel mondo, contenendo questa città persino uno Stato a sé stante nel suo perimetro (vi sfido, venite a dirmi il nome di un posto del pianeta dove ci sono rappresentanze diplomatiche doppie – ma anche triple, non dimentichiamoci della FAO -), sembriamo partecipare ad una gara surreale in cui si insegue il record su come rendere Roma più invivibile e inaccogliente ai turisti.

Un esempio? Leggo su ‘Il Messaggero’ che sono previsti tagli pari a circa 300 milioni di euro (mica bruscolini) per i contratti di servizio di ATAC ed AMA… ovvero trasporti e pulizia possono andare a farsene benedire.

Perché, sembra che nel ring del Consiglio Comunale perennemente convocato (e dire che fino a poco tempo fa si mugugnava che ancora non c’era stata una riunione del Consiglio: poi ne avviano una ed ecco che diventa eterna, con annessi siparietti muscolari…) la proposta è di decurtare le risorse a disposizione di questi due fondamentali servizi, da 1.400 milioni di euro a 1.137; non contenti di questo tirare la cinghia, nel 2014 si prevede un ulteriore taglio di altri 176 milioni di euro (mica telline) proprio perché le esauste finanze capitoline sono alla canna del gas.

Un marziano capitato a zonzo nella Capitale, di fronte a questi risparmi draconiani, si chiederà senz’altro se l’intenzione è quella di ritrasformarla in un accumulo di monnezza e carretti, com’era ai tempi della decadenza medioevale. O forse siamo già nel Medioevo? Basta dircelo… Secondo voi, gli allora abitanti di Roma dell’anno Mille erano consapevoli di vivere nel Medioevo? Pensavano che ci fosse una vita migliore rispetto ai luoghi malsani e paludosi che costellavano la Caput mundi? No che non ne erano consapevoli. Sarà forse così anche per noi, coi bus-miraggio e lo slalom fra gli ammassi di rifiuti?

Il tutto è ancora peggiorato dal nuovo sport romsvuota il cassonetto alla ricerca di rifiuti riciclabili, gettati da questi scemi di consumisti’. Un nome un po’ lunghetto, che è necessario per descrivere la scena che si replica in tante strade, misteriosamente costellate di cassonetti semi-svuotati, circondati di brandelli di rifiuti (il che rende poco agevole la raccolta con i camion trituratori).

Ora non prendetemi per razzista o per persecutrice degli zingari – mi viene sempre in mente, a tal proposito, la frase di Bertold Brecht, contro le infamie del nazismo -; ma, se proprio vogliono attingere dalla spazzatura che, in fin dei conti, è res nullius, non possono poi rimettere nel cassonetto quello che sono i rifiuti dei rifiuti? Commercializzano quello che noi, superficiali cicale, gettiamo via; dunque, dovrebbero, in un certo qual modo ringraziarci di cedere loro delle risorse; ma, ingrati, ci lasciano le strade come un’immensa discarica. Vi sembra bello, questo?

Ecco, adesso mi sono fatta la fama di orribile razzista, quale invece non sono… mica non desidero che attingano mezzi di sostentamento dagli oggetti di cui noi non sappiamo che farcene; quello che aborro è il caos maleodorante che lasciano dopo il loro passaggio, muniti di apposito carrello.

Apprendo con un certo divertimento che il mio bersaglio preferito, Daniela Garnero già Santanché si è sporcata la fedina penale per una delle sue incaute sortite. ‘«La Santanchè non poteva manifestare contro l’Islam». Lo ha deciso il Tribunale di Milano che ha condannato la parlamentare di Forza Italia a 4 giorni di arresto e 100 euro di ammenda convertiti in 1.100 euro di ammenda. L’accusa è di aver organizzato senza informare il questore una protesta anti burqa davanti alla Fabbrica del Vapore il 20 settembre 2009, durante la preghiera per celebrare la fine del Ramadan. Condannato invece a 2.500 euro di multa, più 10mila euro come risarcimento nei confronti della Santanchè più le spese legali (2.650 euro), l’egiziano Ahmed El Badry che quel giorno aggredì la parlamentare durante una lite, sferrandole un pugno nello sterno. Il giudice monocratico Maria Luisa Balzarotti in aula ha dichiarato la sospensione condizionale per la pena per la parlamentare di Forza Italia.’ Insomma, quasi quasi il povero egiziano l’ha pagata cara….

Per non peccare di favoritismi, ecco che guardo anche a sinistra. Domenica mattina, con un’amica a prendere un cappuccino – per vederla, affronterei qualsiasi buriana – facevamo il pelo ed il contropelo alla triade delle primarie, di cui vedevamo cumuli di difetti – come quelli lasciati dai rom dopo l’assalto ai cassonetti – e ben poche virtù. Ridevamo come matte sull’osservazione fatta da qualcuno su Pippo Civati, di stupore perché sapesse fare battute brillanti.

Tutto questo sdilinquimento su tale virtù, che non dovrebbe essere una conditio sine qua non per un politico – mica bisogna fare un esame per Zelig -, si aggiunge ad un’altra sua trovata che ha immediatamente dato un’ulteriore ragione di perplessità.

Si è, infatti, auto intervistato, per colmare il gap comunicativo rispetto a Cuperlo e Renzi, baciati da Fazio… una sorta di sorellastra di Cenerentola o di pulcino Calimero… anzi Calimero mi sembra un’immagine assai calzante, viste anche le dimensioni.

Insomma, una bella squadretta, il Renzi montato (tutto di panna montata come un Mont Blanc… e dire che i suoi lo chiamano ‘il predestinato’!); il Cuperlo controfigura di Baffino e lui, Civati, il battutista professionista…

A vederli, mi cascano le braccia e mi risuona nella mente una canzoncina tratta da ‘Rinaldo in campo’ e scritta dal mitico Domenico Modugno che la canta con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia: ‘Siamo sempre in tre, tre somari e tre briganti’. E vi posso assicurare che CRC non ritengo che siano dei briganti… Bene, certamente preferisco l’epoca dei Borgia… troppi uccellini da orologio a cucù, ai giorni nostri…

 

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