martedì, Maggio 18

Alleanza Thailandia-Cina field_506ffbaa4a8d4

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Bangkok – La visita del Premier thailandese Prayut Chan-o-cha in terra cinese è stata salutata molto pragmaticamente con la apposizione delle firme a numerosi Memorandum d’Intesa Thailandia-Cina su varie materie economiche e confermano l’attuale stato positivo nelle relazioni tra le due Nazioni in material di scambi correnti e nella cooperazione del mercato nella sua accezione più estesa, anche finanziario e monetario. Lo scopo principale è quello di assicurare il flusso della moneta cinese, lo Yuan, e di facilitare l’accesso alle transazioni di capitale e nei valori correnti nella regione.

Prayut ha partecipato in persona alla firma di Quattro Memorandum di Intesa e patti con il Premier cinese Li Kegiang, dopo il loro primo incontro a Pechino, come peraltro confermato anche dalla Casa del Governo thailandese. La Banca Popolare Cinese e la Banca di Thailandia hanno anche apposto le firme ad un accordo di scambio bilaterale BSA Yuan-Baht per definire meglio e più chiaramente la moneta cinese sul mercato thailandese. L’accordo di scambio bilaterale è da considerarsi una estensione di un precedente accordo siglato tre anni orsono.

Secondo questo accordo di scambio, 70 miliardi di Yuan (circa 370 miliardi di Baht thailandesi) saranno resi disponibili per tre anni, come ha confermato la Banca di Thailandia. Le transazioni in termini di scambio tra la Banca di Thailandia e la Banca  Popolare Cinese renderanno disponibili accessi reciproci per entrambe le banche in relazione alla disponibilità monetaria corrente, ha confermato la casa del Governo thailandese. Tutto ciò dovrebbe migliorare il clima di reciproca fiducia nel settore privato e nelle istituzioni finanziarie in relazione alla disponibilità di valuta corrente locale per il commercio transfrontaliero tra i due Paesi e per la allocazione di investimenti, affermano esponenti esperti di entrambe le parti.

La Banca di Thailandia ha chiarito che il miglioramento delle procedure di ingresso e diffusione dello Yuan cinese con le correlative procedure snellite ed alleggerite potrebbe facilitare ulteriormente l’accesso al mercato di scambio straniero onshore. Ciò condurrebbe a prezzi più bassi e migliorare l’efficienza per le banche commerciali thailandesi quando si conducono transazioni tra i due Paesi. La Banca Popolare Cinese sarà ufficializzata come banca commerciale operativa in Thailandia a seguito del riconoscimento dello Yuan come moneta facilitata in ordine al condurre lo Yuan stesso al suo stabilirsi in territorio thailandese.

Pechino ha accordi similari in relazione alle valute con Hong Kong, che è parte della Cina ma ha la sua propria valuta ed altre Nazioni della regione così da acconsentire un accesso facilitato allo Yuan per gli operatori del commercio e gli investitori, secondo quanto chiarito da un funzionario della banca di Thailandia ai media locali. Pechino recentemente ha proposto di implementare un sistema di stabilizzazione delle valute asiatiche in un tentativo di assicurare che lo Yuan possa svolgere ruoli più rilevanti e possa diventare una valuta corrente convertibile in modo più stabile nella regione.

I leader cinesi hanno proposto durante un meeting con i Membri ASEAN nello scorso mese d’Agosto che le Nazioni nell’Asia Orientale si sleghino dalle loro dipendenze dalle valute occidentali, soprattutto il Dollaro USA. Il precedente governo eletto thailandese aveva inizialmente mostrato interesse nella cooperazione valutaria con la Cina in ordine all’ottenere valute alternative e strumentazioni correlative diversificate per il flusso di denaro e capitali nella regione, in quanto il commercio cinese e gli investimenti sono in crescita e le valute occidentali sono invece in fase di fluttuazione.

Le due Nazioni nella giornata di venerdì scorso hanno siglato due Patti per lo sviluppo della linea ferroviaria thailandese del valore di 10.6 miliardi di Dollari USA (348 miliardi di Thai Baht) e per la implementazione dei prodotti agricoli thailandesi, soprattutto riso e gomma. Lo scopo principale del Premier thailandese in carica Prayuth è quello di forgiare mutue relazioni proficue ed una relazione più profonda con i leader cinesi, così come tutto ciò esprime la volontà della Thailandia di rafforzare la sua partnership strategica nell’ambito della cooperazione con la Cina, come peraltro sanzionato anche ufficialmente in un suo pronunciamento pubblico scritto da parte del Governo thailandese. Nello stesso testo si conferma che le visioni congiunte sulla prossima fase della cooperazione Thailandia-Cina saranno improntate alla determinazione, specialmente per quel che riguarda i temi connessi con la connettività economica regionale a fini di mutuo beneficio. I dettagli dei Memorandum di Intesa, però, non sono stati resi noti in sede pubblica.

Se la Thailandia ha bisogno di cooperare in clima pacifico e sereno con il colosso cinese, bisogna anche aggiungere che la Cina ha sempre più bisogno di pacificare la regione intorno a sé vista certa acrimonia dettata dalle dispute territoriali annose e complesse che tante ire hanno attirato verso la Cina da parte di più Nazioni dal Giappone fino alle Filippine nel Mar Cinese Meridionale. La cooperazione con una economia regionale sviluppata, nonostante i segni della crisi globale non manchino anche da queste parti, è quindi un buon viatico per entrambi e pare che sia i vertici governativi ed economici thailandesi sia quelli cinesi ne siano perfettamente coscienti. La Thailandia, per conto suo, ha sempre preferito rendersi partner apprezzato e ricercato perché animata da spirito pragmatico, dove le necessità dell’economia e di sviluppare il commercio soprattutto d’area, possono più della diplomazia stessa. Il commercio ed oggi le necessità del mercato valutario da mettere al riparo a fronte della sempre più manifesta asfitticità delle economie occidentali, sono un linguaggio facilmente riconoscibile come fattore comune. Ecco perché le ultra-pragmatiche banche di Cina e Thailandia dialogano e si capiscono meglio di qualsiasi politico e diplomatico delle due parti possa mai fare.

 

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