martedì, Agosto 3

Alla scoperta della Val Camonica Incisioni preziose del patrimonio italiano

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 Valle_Camonica_da_Gorzone

Gli esperti preferiscono definire questo sito UNESCO “Incisioni Rupestri della Valle Camonica”, non già “Arte Rupestre” come recita la dicitura ufficiale, in quanto il concetto di arte sembra non essere pertinente con la categoria del bene, prezioso prima ancora che per la sua natura artistica, per lo stretto legame che le incisioni hanno con la storia dell’umanità. La testimonianza risale a di 8000/10000 anni fa, annovera una quantità sorprendente di soggetti incisi, che proprio per la loro rilevanza storico-artistica, nel 1979 furono il primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. La scoperta di questo impareggiabile patrimonio consente di compiere un viaggio nel tempo, fino a trovarsi immersi nella vita quotidiana della preistoria e protostoria europea per giungere, attraverso le incisioni più recenti, sino alle soglie del XX secolo. La prima volta che ci si trova di fronte a questi particolarissimi capolavori non si può rimanere certo indifferenti, un’emozione ancestrale  riporta all’epoca primordiale con istantaneità, i segni si recepiscono direttamente nell’animo e, soltanto in un secondo momento, subentra una curiosità più razionale. Eminenti specialisti hanno raccolto una ricca bibliografia in una pubblicazione rintracciabile anche sul web  a riprova che l’insieme delle incisioni è da lungo tempo oggetto di ricerche scientifiche e di letteratura più in generale.  Studi di elevatissimo valore condotti da tecnici settoriali di fama internazionale sono tuttora in corso.

Si tratta, oltre che dei classici scavi, di ricerche archeopalinologiche e paleobotaniche, e di indagini archeometallurgiche. Le località interessate dai ritrovamenti sono  180, ubicate in  24 comuni, in un percorso che attraversa oltre 12 mila anni di storia. Questo lungo itinerario si snoda in prevalenza nella provincia di Brescia. Gli antichi Camuni furono in Europa fra i massimi produttori di incisioni rupestri, che oggi si rinvengono su entrambi i versanti della Valle lungo quasi settanta chilometri di tracciato. Tra i giacimenti di arte rupestre più noti al mondo, la Valle risulta il più ricco per quantità, il più vario per temi che si snodano nel più ampio arco di tempo. Dunque, se è vero che ciascun sito UNESCO ha, e deve avere, un carattere di unicità che lo distingua in modo netto da qualsiasi altro luogo, certo la Valle Camonica rappresenta un insieme di straordinarie aree protette, di Parchi Nazionali difficilmente rintracciabile altrove. Forse, però, è proprio l’insieme che costituisce uno dei problemi più delicati per la gestione di questo eccezionale patrimonio. Le numerose sovrapponibili competenze di enti diversi (Sovrintendenza Statale, Regione Lombardia, Municipalità, ecc…) mal si coniugano con l’esigenza di mettere in atto azioni comuni di tutela e valorizzazione tali da incrementare un programma di sviluppo condiviso e sostenibile. La mappa evidenzia l’estensione territoriale del sito, interessantissima da un punto di vista storico-geologico, ma di evidente complessità gestionale.

Negli anni non sono mancati sforzi apprezzabili che hanno reso possibile il raggiungimento di alcuni obiettivi fondamentali, quali l’apertura del Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica, all’interno dell’abitato di Capo di Ponte o, dal 2006, l’istituzione del Gruppo Istituzionale di Coordinamento (GIC), un’encomiabile iniziativa che si concretizza nella costituzione di un tavolo di lavoro nel quale i vari enti gestori  hanno deciso si riunirsi proprio per superare le difficoltà. Del resto, l’intera regione nella quale le iscrizioni rupestri sono state rintracciate è caratterizzata da un paesaggio di rara bellezza che fa da cornice ad altre testimonianze di epoca romana e medioevale di non minore attrazione, quali il teatro e l’anfiteatro a Cividate Camuno, le vestigia del Santuario di Minerva a Breno, i castelli di Gorzone a Darfo Boario Terme, di Breno, di Lozio, di Cimbergo, o i centri storici di molti comuni della Valle.

Vale la pena di soffermarsi, alllora, su alcune riflessioni. Quanti conoscono il valore di un sito di tale eccezionalità? Quali attività sono promosse per fare in modo che i siti UNESCO siano percepiti in tutta la loro peculiarità? Non è forse tempo di dare la giusta importanza al patrimonio di cui l’Italia dispone rafforzando la consapevolezza in special modo con programmi educativi e di formazione che prevedano l’approfondimento della conoscenza della nostra eredità? Non è forse sensibilizzando anzitutto le giovani generazioni che si può sperare nella rivalutazione di mete turistiche in un certo senso eco-sostenibili? Occorre fare in modo che la storia dell’arte e dell’architettura sia vissuta attraverso gli spostamenti, le vacanze e, perché no, i cosiddetti “viaggi di istruzione”, che potrebbero rappresentare un’occasione imperdibile di crescita culturale per bambini e ragazzi. La Valle Camonica, la vita dei Camuni è solo uno degli esempi di paesaggio non solo storico da rilanciare attraverso azioni e incentivi che permettano di recuperarne il valore anche in termini strettamente economici, favorendo lo sviluppo di imprese culturali sostenibili correlate alla conoscenza dei luoghi di pregio che il nostro territorio può vantare.

Per saperne di più: www.vallecamonicaunesco.it/  

valle

 

 

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