sabato, Settembre 18

Alla guerra nel cyberspazio

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‘Colore nero, livello cinque’: il cyber attacco costituisce un pericolo imminente per le infrastrutture del Paese, la stabilità del Governo nazionale e le vite dei cittadini. È il livello più alto di pericolo per la cybersecurity degli Stati Uniti secondo la nuova scala valori introdotta pochi giorni fa dall’amministrazione Obama. Stati, organizzazioni e società adesso si attrezzano per affrontare l’eventualità di attacchi informatici e difendersi da conseguenze che possono essere disastrose. Non si tratta più solo di controllare email e cellulari di cittadini e politici nazionali o di altri Stati. Perché se rendere nota la corrispondenza elettronica del partito democratico degli Stati Uniti può influenzarne le imminenti elezioni, il pericolo oggi non riguarda più solo la reputazione e la guerra psicologica. Non si parla di segreti che possono essere svelati. Gli Stati si stanno armando per danneggiare fisicamente le infrastrutture critiche di un Paese attraverso il cyberspazio.

Lo spionaggio elettronico è da tempo la minaccia nera per gli Stati: oggi c’è una quantità enorme di dati informatici che vengono sottratti dalle agenzie d’intelligence. Non si spiano solo i nemici, ma spesso anche gli alleati” ci spiega Stefano Mele, avvocato specializzato in diritto delle tecnologie, privacy, sicurezza delle informazioni e intelligence. “Non è da sottovalutare il fatto che un attacco informatico può impattare in maniera significativa la sfera economica di un Paese e colpire duramente gli interessi nazionali. Insomma, se uno Stato riesce a sottrarre le informazioni necessarie per la fabbricazione di un aereo da guerra come l’F35, è in grado di riprodurne uno uguale a metà prezzo. Perché non ha speso un dollaro in ricerca”.

 

Come si ottengono questi software che consentono di spiare e ottenere informazioni?

Nella maggior parte dei casi, semplicemente su internet all’interno di specifici mercati. Paghi in bitcoin, la nuova moneta digitale, e hai il tuo software malevolo da inviare o da mettere su chiavetta Usb.

Quindi potenzialmente non ne hanno accesso solo gli Stati, ma anche organizzazioni di vario tipo?

Certo, li possono acquistare anche le organizzazioni o persino i privati. Ma certe tipologie di software malevolo ad alto livello di complessità e di danno sono quasi sempre il lavoro su commissione di uno o più Stati. Questi software richiedono ingenti investimenti per essere sviluppati e acquisiti.  Ad esempio, dietro un malware come Stuxnet, che ha danneggiato le centrali di arricchimento dell’uranio iraniane nel 2010, ci sono almeno due anni di lavoro. È necessaria una tale quantità di informazioni sui sistemi informatici del bersaglio, fondamentali per lo sviluppo del malware, che solo Stati e agenzie di intelligence possono svilupparlo. Analizzando il virus si scoprì che per realizzare alcuni moduli erano state impiegate, quasi certamente in modo inconsapevole, anche organizzazioni criminali russe.

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