lunedì, Settembre 20

Per Alitalia arriva Ryanair, il conquistatore sceso da Dublino Ryanair presenterà un'offerta vincolante per l'acquisto di Alitalia entro il 2 ottobre; potrebbe essere l'inizio di una guerra asimmetrica

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Tornando a Ryanair, dovrebbero essere due le compagnie in esercizio e rimarrebbero ben separate. Ma con tutta la buona volontà, come confidare che la scure che limita gli sprechi non vada a colpire i rami più illustri di una compagnia che ha fatto del clientelismo la sua carta più strategica?
Come credere, poi, che Ryanair e Alitalia potranno continuare a crescere in tandem se ci saranno (come dettato contrattuale) trattamenti diversi per lavoratori con le stesse mansioni e responsabilità? Bordoni nel suo libro racconta con cura come Rayanair si è trovata a operare in Italia: già dal 1998 il nostro Paese era terra di conquista per le compagnie aeree, con 18 competitor contro i nove del Regno Unito e i sei della Germania. Troppi per non sbriciolare un patrimonio di esercizio. E l’autore di ‘Rayanair nel Bel Paese‘, poi, conclude con una grande previsione. «E’ facile intravedere una strategia che permetta alle compagnie europee più forti di fare acquisti in casa altrui escludendo intrusi di altri continenti». Ma in questo modo è facile pure diventarne subalterni.

Intanto, sono di questi giorni le cancellazioni di voli decise da Rayanair che hanno coinvolto circa 400 mila passeggeri con la stima delle richieste di rimborso che arriveranno fino a 20 milioni di euro per circa il 2% della popolazione volante con la compagnia. Una situazione molto grave perché sono stati provocati gravi disagi a cittadini e utenti e che allo stesso vettore irlandese è costata una perdita del 5% sulla piazza di Londra, per poi riprendersi sia pur lievemente. La causa? Una combinazione di ritardi e scioperi dei controllori di volo, del maltempo e dell’impatto crescente delle assegnazioni di ferie a piloti ed equipaggio di cabina. Diciamocelo: motivazioni poco sostenibili per i clienti con in tasca i biglietti già acquistati, ma anche relative prenotazioni alberghiere o domestiche e le associazioni dei consumatori si sono dichiarate pronte a chiedere rimborsi e risarcimenti. Ancor peggio per l’immagine che potrebbe avere ripercussioni in futuro: «È il danno potenziale a lungo termine che ci preoccupa», riporta prima di tutti ‘The Washington Post‘ la dichiarazione dell’analista di Rbc Capital Markets Damian Brewer all’agenzia ‘Bloomberg‘, il quale sottolinea che se la compagnia viene considerata «inaffidabile e meno puntuale» si corrono rischi sulle prenotazioni future, in particolare per i viaggi d’affari. E una visibilità così negativa non sarà propizia a chi potrebbe essere acquistato in tempi assai brevi.
In realtà c’è anche una polemica in questa vicenda: O’Leary ha puntato il dito contro le compagnie aeree rivali di Gran Bretagna, Germania e Irlanda che andrebbero a caccia dei piloti di Rayanair. Mentre Norwegian Air ha annunciato che quest’anno ha reclutato oltre 140 piloti proprio dalla low cost irlandese. Su questo, Rayanair ha ribadito che la situazione non durerà a lungo e ha annunciato il varo di rigorose misure per fermare gli equipaggi pronti a passare alla concorrenza, ma di converso il ceo avrebbe poi espresso l’intenzione di voler ingaggiare piloti da Alitalia e da Air Berlin. E questa affermazione, a parer nostro, appare l’inizio di una guerra asimmetrica, anche se la prestazione di un pilota di aerei è un po’ diversa da quella di un autista di autobus, in quanto occorre formazione, addestramento e abilitazione all’apparecchio che si deve condurre, ma certo non manca l’atteggiamento di sfida universale. Commercialmente parlando, sia ben chiaro! È un’altra delle armi tollerate dalla Airline Deregulation Act, approvata nel 1978 negli Stati Uniti, anni in cui Alitalia e i suoi dominatori del tempo ben poco avevano capito dei nuovi orientamenti di mercato, tutti intenti a giocare a golf sui campi più prestigiosi e -peggio ancora- a alleare amicizie in circoli poi dichiarati fuorilegge, quando la deregolamentazione dell’industria aerea si avviava a essere anche regola europea.

Ora la compagnia ‘no frills’ ha destinazioni per oltre 200 aeroporti, coprendo quasi tutti i Paesi europei, dal Portogallo all’Estonia, dalla Bulgaria alla Norvegia e anche in Marocco, Israele e Canarie con Boeing 737-8AS e dei Learjet 45 utilizzati questi ultimi per la logistica della compagnia. Così, la cancellazione dei voli che ob torto collo è costretta a operare, si sente pesantemente su tutta la rete del trasporto aereo. Questo evento, dunque, deve far cmprendere quanta valenza strategica risiede nell’uso e nella gestione di un esercizio aereo e quale sia il sacrosanto motivo per cui certe attività dovrebbero essere affidate a professionisti di razza e non a soggetti politicizzati disposti a passare da un incarico all’altro, senza competenza né capacità manageriale.

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