lunedì, Giugno 21

Algoritmi all’asilo e Shakespeare alle Medie field_506ffb1d3dbe2

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Londra – Il nuovo anno scolastico sarà il più impegnativo di sempre per i bambini inglesi. Al via la riforma che prepara i piccoli studenti alla ‘vita moderna’ nel Regno Unito.

L’età della spensieratezza in Gran Bretagna finisce quando si mette piede in una scuola. Da questo anno i bambini dell’asilo e delle elementari impareranno materie che nel Bel Paese vengono introdotte solo alla fine delle scuole medie o nei primi anni di scuole superiori.

In Italia il tempo dell’asilo, soprattutto il nido dove l’età media è di due anni, è quello in cui si gioca e si impara a stare in una piccola comunità. In Gran Bretagna, la nuova riforma governativa fa si che si inizi da subito a studiare per arrivare preparatissimi alle sfide della carriera nel Regno Unito.

L’inizio del nuovo anno scolastico coincide con un sistema educativo rivoluzionato alle basi. La nuova riforma del ministero dell’educazione inglese ha infatti recentemente   rinnovato le materie per i piccoli studenti dai due ai quattordici anni introducendo materie che li preparano con largo anticipo ai test universitari.

Le nuove materie sviluppano competenze matematiche, di logica e computeristiche che dovranno essere acquisite dai piccoli studenti inglesi entro i nove anni di età. Comparandole con i programmi scolastici attuali italiani, le stesse materie vengono inizialmente introdotte quando lo studente ha almeno quattordici anni.

Non è così in nel Regno Unito. Non da quest’anno almeno.

Per preparare la futura classe dirigente di Sua Maestà il governo inglese ha approvato un nuovo programma scolastico che si presenta da subito come una corsa ad ostacoli per raggiungere il prima possibile le conoscenze che dovranno essere poi dettagliatamente sviluppate in futuro.

Già all’età di due anni i piccoli studenti inglesi dovranno saper contare fino a venti e saper riconoscere il valore dei numeri. A cinque anni inizieranno con lo studio della matematica, precisamente verranno introdotte le frazioni, gli algoritmi e i problemi di logica.

Tra i cinque e i sette anni il nuovo programma sono pianificate materie di tecnologia avanzata e decisamente fin ora considerate ‘fuori dalla portata’ dei bimbi. In questi due anni infatti ogni studente inglese dovrà apprendere tecniche ‘semplici’ di debug, piu’ semplicemente si richiede allo studente di individuare traducendo i codici le componenti che potrebbe ostacolare la programmazione di un software.

Come riportato dalla BBC, raggiunti gli undici anni gli alunni dovranno dimostrare di saper «progettare, utilizzare e valutare astrazioni computazionali che modellano lo stato e il comportamento dei problemi del mondo reale e dei sistemi fisici».

Undici si annuncia come l’età dove si diventa grandi, almeno scolasticamente parlando. Certo è che le conoscenze che gli studenti imapareranno sono state, fino ad ora, affrontate degli universitari. Gli undicenni inglesi dovranno infatti studiare Shakespeare e, non solo acquisire ma anche saper commentare almeno due opere del famoso scrittore inglese. Sempre comparando con l’Italia, sarebbe come chiedere ad un bambino di undici anni di studiare Dante e sapere esporre e criticare due delle sue opere.

Nuovi lezioni di scienze che introducono ai temi quali il cambiamento climatico e lo studio del sistema solare verranno inseriti nelle materie scientifiche delle scuole elementari.

Fin dall’ingresso nell’asilo, che avviene solitamente intorno ai due anni, il bambino inglese imparerà a maneggiare il computer. Alla fine della scuola elementare dovra’ dimostrare con test severi di saper riconoscere i codici di progettazione e avere nozioni chiare su come si fa teoricamente e praticamente la stampa tridimensionale. Alle scuole secondarie, che corrispondono alle medie del sistema scolastico italiano, la robotica diverrà una delle materie da studiare.

Certo le innovazioni creano qualche problema al corpo insegnante che in poco tempo dovrà prepararsi e soprattutto preparare gli studenti alle nuove normative governative.

L’Indro ha incontrato una direttrice di un asilo e due direttrici di scuole elementari londinesi che spiegano le problematicità di questa novità in ambito scolastico.

 

“Il fatto è che all’età di due anni si dovrebbe imparare gicando. Noi cercheremo di insegnare i numeri e i rudimenti di matematica ai nostri studenti senza stressarli troppoMary Talley, direttrice dell’asilo St Edward, situato a Waterloo nel cuore di Londra ha dichiarato a L’Indro. 

I test di ingresso per gli asili prestigiosi di Londra sono una realtà e sapere come verranno fatti ora che è stato approvato il nuovo sistema scolastico è stata una domanda che L’Indro ha rivolto alla direttrice Talley.

“Certo i test di ingresso diventeranno piu’ difficili. Tutto si conformerà al nuovo sistema scolastico”

 

Sarah Mussil, direttrice della Scuola elementare di Mile End, un quartiere ad est di Londra, non si è mostrata molto felice dei nuovi cambiamenti in campo scolastico. 

Immagina che noi ora dobbiamo insegnare ad un bambino di sette anni a creare programmi al computer. Lo stesso bambino che, per forza di cose – e perchè il nuovo sistema educativo inizia da quest’anno – non ha avuto un imprinting scolastico adeguato all’asilo. In piu’ gli insegnati non sono preparati alle nuove materie”.

 

Ancora piu’ scontenta e’ Tara Lonsley, direttrice della scuola cattolica londonesi St Patrick.

“Nel primo anno ci saranno piu’ problemi che soddisfazioni. Avrebbero dovuto cambiare gradualmente e far finire gli studenti degli anni passati con il nostro vecchio sistema”.

Mary, Sarah e Tara non sono solo tre casi isolati di direttrici che si lamentano del poco tempo a disposizione per adeguare il corpo insegnante e gli studenti al nuovo ordine scolastico.

 

Russell Hobby, il Segretario nazionale dell’associazione insegnanti ha espresso perplessità sulla nuova riforma educativa nel Regno Unito.

«Ci sara’ da lavorare sodo per portare oggi tutti al livello stabilito dal governo, soprattutto per quanto riguarda le materie scientifiche e tecnologiche» ha rivelato in una intervista alla BBC.

 

Chi invece sembra entusiasta delle novità in campo scolastico e poco preoccupato delle conseguenze è l’ideatore della riforma, ossia il ministero dell’educazione, che, come riportato dalla BBC – British Broadcasting Coorporation -, la televisione pubblica inglese, tramite un portavoce ha dichiarato: «Crediamo sia giusto che attuare il cambiamento il prima possible e che da quest’anno in poi ogni studente inglese ne possa beneficiare» 

«Vogliamo assicurare che ogni bambino che finisca la scuola possa essere adeguatamente prepararato per la vita moderna nel Regno Unito» ha aggiunto il portavoce sempre nell’intervista alla BBC. 

 

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