domenica, Settembre 19

Algeria: più Cina, meno Europa Accordi senza precedenti. Ma a rischiare sono anche le imprese nazionali

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Algeria Cina

Algeri – L’Algeria e la Cina non si accontenteranno di quanto è stato già realizzato in materia di cooperazione, in quanto il loro partenariato economico, commerciale e culturale – particolarmente forte grazie al solido background storico su cui è fondato – presenta ancora un elevato potenziale di sviluppo. E’ questa la conclusione alla quale è giunta la sesta riunione del China-Arab States Cooperation Forum (CASCF), tenutasi, nel giugno scorso, in Algeri, riunione durante la quale è stato sottoscritto il piano quinquennale di collaborazione.

Algeria e Cina hanno stretto un partenariato strategico globale  – il primo partenariato strategico cinese con un Paese arabo – e il Ministro degli Affari Esteri algerino, Ramtane Lamamra, con il suo omologo, Wang Yi,  ha affermato che tra l’Algeria e la Cina si avvieranno negoziati per raggiungere un accordo su una strategia globale tra i due Paesi. Lamamra aspira a un accordo bilaterale per diversificare e ampliare il partenariato, grazie all’espansione degli investimenti cinesi in Algeria anche nei settori relativi a idrocarburi, difesa, energia e spazio, oltre che nell’ambito della cooperazione politica mediante l’armonizzazione delle posizioni sulle questioni internazionali, in particolare sulle questioni di interesse cruciale per il mondo arabo e africano. Mediante questo partenariato, le relazioni tra i due Paesi saranno eccezionali e senza precedenti nella storia delle relazioni estere dell’Algeria, riguarderanno diversi ambiti, comprese le risorse umane, dato che in Algeria sono presenti circa 30 mila cinesi che lavorano a diversi progetti di infrastrutture, e nell’ambito delle privatizzazioni, che rappresentano la maggior parte dei 16 miliardi di dollari investiti durante gli ultimi 10 anni.

La Cina è attiva sul mercato algerino con un numero crescente di grandi imprese proiettate all’espansione sul mercato africano, in particolare nei settori relativi a edilizia, infrastrutture (in primis realizzazione di strade), telecomunicazioni, trasporto dell’energia e irrigazione.  Il volume degli investimenti da parte delle imprese cinesi attive nel settore edile in Algeria ammonta a 14 miliardi di dollari negli ultimi otto anni, il che rende l’Algeria il secondo mercato per le imprese edili cinesi in Africa dopo la Nigeria. Questo fenomeno ha richiamato sul settore edile l’attenzione degli uomini d’affari cinesi che si stanno adoperando per conquistare progetti per il prossimo quinquennio, affrontando la tenace concorrenza del vicino Marocco, che aspira all’acquisizione dello statuto dell’Algeria nel partenariato con il gigante cinese.

Il rapporto economico tra Cina e Algeria è iniziato nel 1979: dal ‘79  al 2013 i due Paesi hanno firmato circa 200 accordi, per un valore di oltre 20 miliardi di dollari, e il valore del lavoro ammonta a circa 902.480.000 dollari. Secondo gli esperti ciò che distingue la Cina dai Paesi occidentali è la percezione del rischio: l’Occidente si sta allontanando dagli investimenti ad alto rischio, contrariamente alla Cina che spera di conseguire grandi profitti a lungo termine investendo maggiormente nelle economie con grandi possibilità. I cinesi sono considerati esperti di investimenti esteri, investimenti, tra l’altro, strettamente connessi alla politica (la Cina punta al sostegno dell’Africa su questioni particolarmente delicate, come l’indipendenza di Taiwan).

Le relazioni economiche tra i due Paesi si sono rafforzate dall’inizio del 2000, nel giro di circa 10 anni, verso la creazione di un partenariato strategico e, secondo le ultime statistiche, nel 2013, la Francia ha perso il suo status di primo attore economico in Algeria a vantaggio della Cina. Questa posizione è stata mantenuta dalla Cina durante il primo trimestre di quest’anno, come confermato dai dati registrati dalla dogana algerina, secondo cui il valore delle esportazioni cinesi in Algeria è stato pari a 1,87 miliardi di dollari durante il primo trimestre 2014, rispetto agli 1,67 miliardi di dollari registrati dalla Francia.

L’Algeria è quindi il primo partner commerciale della Cina, nonché il più grande mercato d’esportazione nei Paesi del Maghreb, che sono stati protagonisti degli scambi intercorsi tra i due Paesi in più del 40 per cento delle transazioni effettuate dalla Cina nel bacino del Maghreb, pari a circa 21 miliardi di dollari, il valore degli investimenti ha raggiunto i 14 miliardi di dollari nel giro di 8 anni.

Le imprese cinese in Algeria hanno investito più di 20 miliardi di dollari in diversi settori, in particolare edilizia e lavori pubblici, trasformando l’Algeria nel secondo mercato per le imprese edili cinesi in Africa dopo la Nigeria e in uno dei primi 15 partner a livello mondiale. Negli ultimi anni, il settore edile ha catturato l’interesse delle imprese cinesi, particolarmente interessate ai progetti relativi alla realizzazione dell’autostrada est-ovest, della nuova sede del Ministero degli Affari Esteri, della grande moschea della capitale e i progetti relativi al settore abitativo.

Nell’ultimo decennio, dunque, si è assistito a un rapido aumento di imprese cinesi in Algeria, al punto da suscitare gravi preoccupazioni tra i partner europei capeggiati dai francesi (il numero delle aziende cinesi nel Paese sarebbe già superiore rispetto a quello delle imprese francesi). La Cina ha ampliato la sua rete nel settore commerciale algerino, con la presenza di 4.000 rivenditori attivi, con oltre 30 mila lavoratori. La presenza della Cina in Algeria si intensificherà ulteriormente in seguito alla scelta di imprese cinesi per la realizzazione di diversi progetti nel settore edile e dei lavori pubblici, ma anche delle tecnologie informatiche e della comunicazione. 

Nel settore degli idrocarburi si è assistito alla nascita della prima raffineria cinese in Algeria, nella regione di Adrar, che ha consentito di far salire la capacità nazionale petrolifera della Cina a 600 mila tonnellate annue, grazie alle quali è possibile rifornire le regioni meridionali con derivati del petrolio. Grandi imprese cinesi hanno accelerato l’apertura di uffici di rappresentanza e di succursali in Algeria, come la China National Petroleum, la SINOPEC, una delle più importanti società cinesi attive nel settore degli idrocarburi, la CITIC. C. R.C, incaricata di realizzare il cantiere autostradale est-ovest. Il gigante cinese Huwei, specializzato nelle telecomunicazioni, si è lanciato nella campagna per garantirsi il proprio posto sul mercato algerino.  All’inizio del 2000, l’Algeria ha firmato 198 contratti con la Cina per un valore di 9,1 miliardi di dollari che alla fine del 2000 si è rivelato il valore più elevato in Africa e il quinto a livello mondiale. L’Algeria è diventata la fonte più importante di contratti per la Cina in Africa e uno dei Paesi di destinazione più importanti per la manodopera cinese.

La presenza di manodopera cinese in Algeria è aumentata considerevolmente, e la maggior parte delle fabbriche impiega personale cinese, fenomeno dovuto apparentemente alla mancanza di manodopera specializzata in Algeria, e alla nota dedizione cinese al lavoro rispetto all’inattività e alla pigrizia attribuita ad alcuni algerini. In Algeria  -il Paese dipende dalla manodopera estera per 18.191 unità, ovvero lo 0,006 per cento della popolazione -, la comunità cinese è molto forte, concentrata negli Stati algerini di Ouargla, Oran e Adrar.

Il fatto che la Francia abbia ceduto alla Cina il posto di primo fornitore dell’Algeria, fa dire a molti analisti che il futuro economico del Paese sarà segnato dall’ascesa della Cina e dalla discesa dell’Unione europea. Ma la preoccupazione non è soltanto degli europei. Il gran numero di investimenti cinesi in Algeria suscita interrogativi sul futuro delle imprese nazionali che stanno perdendo l’accesso ai grandi progetti, a partire da quelli delle infrastrutture. La crescita, nei prossimi anni, delle imprese cinesi procederà di pari passo alla riduzione dei ritmi di crescita delle imprese nazionali algerine, unitamente all’aumento dei posti di lavoro occupati dagli immigrati cinesi a scapito dei lavoratori algerini, il tasso di disoccupazione – nel primo semestre 2014 di poco superiore al 9%, in discesa rispetto al 2013 – potrebbe tornare a crescere, soprattutto quello dei giovani. 

La domanda di fondo che ora gli analisti si pongono è: quali prospettive per la cooperazione algerino-cinese? L’accordo tra Algeria e Cina riuscirà a generare autentici vantaggi per l’Algeria? La presenza cinese farà crescere i settori strategici per il futuro economico del Paese o i vantaggi saranno esclusivamente per il PIL cinese?

Traduzione,  Maria Ester D’Angelo Rastelli

 

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