domenica, Settembre 26

Algeria, nuova tragedia aerea field_506ffb1d3dbe2

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La compagnia aerea ha confermato che il volo di linea partito oggi dal Burkina Faso e diretto in Algeria si è schiantato al suolo. Sono ancora contrastanti invece le notizie circa la nazionalità dei passeggeri a bordo anche se è confermata la presenza di 51 francesi, gli algerini a bordo sarebbero sei ed è stato reso noto che tutto il personale era di nazionalità spagnola. Il velivolo, un MD-83, non era in perfette condizioni tecniche e sarebbe caduto in una zona desertica che si trova tra Gao e Tessalit, nel nord del Mali. Tutti i passeggeri dovevano fare scalo ad Algeri per poi dirigersi verso altre destinazioni in Europa, Medio Oriente e Canada. Contrariamente a quanto riportato da alcuni media americani, Mariela Castro, figlia del presidente cubano Raul Castro e nipote dell’ex presidente Fidel Castro non era tra i passeggeri del volo AH5017 della Air Algerie. A bordo 116 persone.
Per l’aviazione mondiale si conclude così una tragica settimana: giovedì scorso un Boeing 777 delle linee aeree malesi, il volo MH17, è stato abbattuto nei cieli dell’Ucraina: tutti morti quanti erano a bordo, 298 persone. E ieri, all’aeroporto di Taiwan, un Atr-72 della compagnia TransAsia si è schiantato al suolo in fase di atterraggio sull’isoletta di Penghu, investita dal tifone Matmo: 48 i morti.

L’operazione Margine Protettivo svolta da Israele a Gaza, al suo 17° giorno, continua a mietere vittime. Alcuni Stati richiamano i propri Ambasciatori: il Brasile considera inaccettabile l’escalation di violenza e riporta a casa il proprio rappresentante in Israele. Turchia e Serbia bloccano i voli per la capitale Tel Aviv, la Thailandia lancia un monito al governo israeliano di metter al sicuro i propri concittadini.

Intanto, negli ultimi giorni, il Segretario di Stato americano è stato impegnato con israeliani, palestinesi, egiziani, europei, Onu, Lega araba, Qatar, Giordania, Turchia e Emirati Arabi Uniti per discutere su come raggiungere la fine della violenza in corso e costruire un processo che possa creare un percorso sostenibile.
Mentre il nuovo Presidente israeliano Reuven Rivlin si è insediato oggi alla Knesset, la compagnia aerea egiziana Air Sinai, controllata da Egypt Air e l’unica a collegare Egitto e Israele, ha sospeso sine die i voli verso Tel Aviv a causa della situazione pericolosa. Sale a 82 il numero dei morti solo oggi: almeno 17 civili palestinesi hanno perso la vita, e tra di essi vari bambini, e più di 200 sono rimasti feriti in un nuovo bombardamento israeliano su una scuola dell’Onu nella località di Beit Hanun, nel nord di Gaza. “Ci stanno ammazzando, ci stanno ammazzando“, ha gridato una donna, portando in braccio un bebè di nemmeno due mesi con gli abiti macchiati dal sangue del fratello, morto nell’attacco.
Il numero dei feriti è salito a 4750 in 2 settimane. L’ayatollah iraniano Khomeini ha invocato la lotta armata come unica arma di resistenza all’offensiva israeliana su Gaza mentre il Ministro della Difesa iracheno Saadun al-Dulaimi è arrivato a Mosca oggi in una visita mirata ad accrescere la collaborazione militare con la Russia.

Combattimenti sono scoppiati per la prima volta tra i ribelli della Siria e i combattenti di al Nosra, diramazione siriana di al Qaida, che erano finora alleati nella guerra contro il regime. Scontri inediti che complicano ulteriormente il conflitto siriano in cui si scontrano ribelli e regime, ma anche ribelli e jihadisti ultraradicali dello Stato islamico. Ha già giurato intanto il curdo Fuad Masum, nuovo Presidente dell’Iraq: è stato eletto in Parlamento con 221 voti a favore su 269.

Sono ripresi a Bengasi gli scontri tra l’Esercito libico, fedele al generale Khalifa Haftar, e le milizie di Ansar al Sharia, che hanno provocato la morte di 9 persone e il ferimento di altri 44. Secondo quanto riferiscono fonti del ministero della Sanità libico, l’ospedale di Bengasi ieri sera ha accolto 9 cadaveri e 19 feriti con gli scontri che sono durati per tutta la notte, mentre un secondo ospedale della provincia ha ricoverato 25 feriti.

In Ucraina la situazione già ampiamente provata dal filone separatista va ad accrescere le sue problematiche questa volta sotto il profilo politico: «Annuncio le mie dimissioni, tenuto conto della rottura della coalizione parlamentare, che blocca le iniziative del governo“, ha detto Iatseniuk. Lo scioglimento della maggioranza, ha aggiunto, “avrà conseguenze drammatiche per il paese. Il nostro governo non ha risposte alle domande su come pagare domani gli stipendi, come finanziare l’Esercito».

«E’ merito dei grandi rapporti di amicizia tra l’Italia e il Sudan che hanno consentito la collaborazione con rispetto reciproco», se si è arrivati alla svolta nel caso di Meriam Yahya Ibrahim Ishag, la giovane donna cristiana condannata a morte da un Tribunale di Prima Istanza per apostasia e poi liberata dopo mesi di prigionia ed oggi in visita ufficiale in Italia. E’ stata accolta oggi all’aeroporto militare di Ciampino dal ministro Mogherini e dal presidente Renzi prima di recarsi in Vaticano da Papa Fracesco.

 

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