martedì, Maggio 18

Alfano pronto alla guerriglia sulla legge elettorale image

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Le continue bordate di Matteo Renzi al Ncd su legge elettorale, ius soli, unioni civili e caso De Girolamo, hanno prevedibilmente scatenato la reazione degli esponenti del Ncd. Per Angelino Alfano, le uscite di Renzi vanno inquadrate nella competizione interna al Pd fra il sindaco e Letta. «Se giocano a chi toglie la sedia all’altro – ha dichiarato a “Radio Anch’io”– il governo entra in fibrillazione». Si stanno giocando la premiership dice in sostanza Alfano ma lo stanno facendo «sulla pelle degli italiani». «Noi non vogliamo dettare legge – ha aggiunto – ma neanche subire quella degli altri. Se i punti di compromesso saranno ragionevoli, manderemo avanti il governo, ma se il governo si paralizza o prevale l’arroganza allora noi saremo i primi a dire che noi non andiamo avanti».

Così sintetizza Fabrizio Cicchitto, deputato del Ncd e vero regista di tutte le mosse del partito: «o c’è un’intesa di maggioranza sulla legge elettorale o si rischia di andare al voto con queste regole». La minaccia non è per niente costituita da una pistola scarica perché, dopo la sentenza della Consulta, la legge elettorale che è rimasta in vigore è un sistema proporzionale (seppur con lo sbarramento dell’8% al Senato e del 4% alla Camera) depurato del premio di maggioranza (cioè la legge da sempre preferita dai centristi presenti nei vari partitini). È l’unica legge che garantisce al Ncd la sopravvivenza politica (seppur a scapito della governabilità) e per questo, paradossalmente, se gli eventi precipitassero, ad Alfano converrebbe andare alle elezioni il prima possibile, senza dare il tempo al Pd e a Forza Italia di trovare un accordo.

Ecco perché Alfano spinge affinchè Renzi concordi la sua proposta di sistema elettorale prima con loro e poi con le altre forze politiche presenti in Parlamento. È l’unica, vera battaglia politica su cui Alfano è disposto a fare guerriglia (lo ius soli e le unioni civili sono pura propaganda).

Stando alle dichiarazioni di oggi, il Ncd sembra avere un alleato anche nell’ala più a sinistra del Pd. L’on. Alfredo D’Attorre ha infatti intimato a Renzi di non incontrare Berlusconi per trattare sulla legge elettorale «perché è un pregiudicato». Una dichiarazione senza sprezzo del ridicolo in quanto proviene da un area politica che, dopo aver perso le elezioni, si è pure alleata con Berlusconi contrattando di tutto. 

Come prevedibile, il sindaco di Firenze non ha tenuto in gran conto le dichiarazioni di D’Attorre e ha continuato a tenere colloqui sulla legge elettorale. Oggi ha incontrato Nichi Vendola e lo stesso Alfano e si vocifera di un incontro a breve con Berlusconi. E’ lo stesso Renzi, con un tweet, a crearne le premesse: «Legge elettorale: le regole si scrivono tutti insieme, se possibile. Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato»

Se il Ncd trova una sponda nell’ala sinistra del Pd sulla legge elettorale, il Pd trova una sponda nel M5S sul caso De Girolamo: il capogruppo del M5S a Montecitorio, Federico D’Incà ha annunciato che presenterà un mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro per l’Agricoltura. Una mossa che Renzi sfrutterà per affossare il ministro e far capire ad Alfano chi comanda nella nuova fase dell’alleanza di governo. L’atterraggio di Letta di rientro dal Messico sarà molto turbolento.

 

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