martedì, Settembre 21

Alfano, nessuna dimissione

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La querelle Alfano non smette di far parlare di se e assume, ora per ora, toni sempre più tesi. Se a tenere banco ieri è stata l’assunzione del fratello alle Poste oggi spunta anche il nome del padre del Ministro degli Interni, fatto durante una telefonata da Marzia Capaccio, la segretaria di Raffaele Pizza «la sera prima… mi ha chiamato suo padre… mi ha mandato ottanta curriculum… ottanta…. dicendomi… non ti preoccupare….tu buttali dentro… la situazione la gestiamo noi… e il fratello comunque è un funzionario di Poste…. anzi è un amministratore delegato di Poste…» avrebbe detto la donna riferendosi proprio ai membri della famiglia Alfano. Frasi ‘scomodo’ che hanno provocato una nuova e decisa reazione del il leader di Nuovo Centro Destra (Ncd) «Oggi la barbarie illegale arriva a farmi scoprire, dalle intercettazioni tra due segretarie, che un uomo di ottant’anni, il cui fisico è da tempo fiaccato da una malattia neurodegenerativa che non lo rende pienamente autosufficiente, avrebbe fatto ‘pressioni’ presso le Poste per non so quale fantastiliardo di segnalazioni». Ha dichiarato Alfano difendendo il padre ed ha aggiunto «le due signore che parlano, anche insultandomi non so chi siano, ma quell’uomo lo conosco bene perché è mio padre ed è indegno dare credito e conto a ciò che i magistrati avevano scartato dopo avere studiato». Concludendo «Nel frattempo il contenuto reale dell’inchiesta giudiziaria passa in secondo ordine in spregio ai tanti uomini dello Stato che a quella inchiesta si sono applicati». Ma alle opposizioni le ‘giustificazioni’ del Ministro non bastano e la parola che risuona nelle stanze del potere è ‘dimissioni’. Il primo a chiedere l’uscita di Alfano dal governo Renzi è Matteo Salvini che non perde tempo per scrivere sul suo profilo di Facebook «Ministro Alfano, faccia una cosa giusta: dimissioni. Non per l’assunzione del fratello alle Poste o per quello che avrebbe fatto il padre, ma per la sua totale incapacità di difendere i confini e la nostra sicurezza, i cittadini italiani e le stesse Forze dell’Ordine. #angelinoacasa». Neppure i cinquestelle demordono e dopo la richiesta avanzata ieri da Alessandro Di Battista, che chiedeva un intervento chiarificatore del Ministro in Parlamento, oggi arrivano le dichiarazioni dei capigruppo di Camera e Senato Laura Castelli e Stefano Lucidi «Poste Italiane SpA, sta per ‘Poste Italiane Società per Alfano’? Le intercettazioni telefoniche inchiodano letteralmente il ministro degli Interni del Governo Renzi. Tra il padre che invia 80 curriculum alle Poste e l’assunzione del fratello del ministro nella stessa società, dovrebbe rassegnare oggi stesso le dimissioni» proseguono «Tra l’altro il caso dell’assunzione del fratello di Alfano fu denunciato nel 2013 dal Movimento 5 Stelle il 18 settembre 2013 in una interrogazione a prima firma Andrea Coletti che non ha mai avuto risposta. Chiediamo le immediati dimissioni del ministro degli Interni, se vuole per chiederle siamo pronti ad inviare un raccomandata senza ricevuta di ritorno tramite “Poste Società per Alfano». Intanto Alfano riunitosi con i vertici del suo partito viene rassicurato che non si verificherà un nuovo caso simile a quello che aveva precedentemente coinvolto Maurizio Lupi, ma la situazione sembra restare appesa ad un ‘filo di lana’.

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