domenica, Agosto 1

Aleppo inghiottita dalla violenza. L'Onu tenta soluzioni

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Continua da giorni la carneficina ad Aleppo, soprattutto nella parte ovest, dove decine di persone sono rimaste uccise nei combattimenti tra ribelli e forze governative di Assad. I civili continuano a morire sotto i bombardamenti. Nel mirino ancora gli ospedali. Già la settimana scorsa, nell’area est di Aleppo, era stato bombardato un ospedale gestito da Medici Senza Frontiere, provocando la morte di 30 persone, tra cui anche l’ultimo pediatra di quella zona.
Anche se la guerra è ormai totale, le gente non intende arrendersi: «Non lasceranno Aleppo. Nessuno ci farà lasciare Aleppo. Non Assad, non l’America, non la Russia, nessuno al mondo. Resteremo, nonostante Assad. È solo un povero cane come quelli che stanno con lui», dichiara un uomo in mezzo alle macerie.

Intanto il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito per tentare di trovare una risoluzione per proteggere almeno gli ospedali, una risorsa essenziale per Aleppo, praticamente allo sfacelo. Così, all’unanimità, ha concordato una risoluzione sull’assistenza medica in guerra: il documento chiede la fine degli attacchi alle strutture e al personale che vi opera, il rispetto per le unità medico-sanitarie e per il personale umanitario che svolge funzioni mediche. Rispetto, anche, per i mezzi di trasporto, le strutture, i feriti e i malati, affinché questi ultimi possano ricevere le cure e l’attenzione necessarie. Joanne Liu, Presidente di Medici Senza Frontiere, afferma: «Per me quello che importa oggi è muoversi per prevenire gli attacchi e non limitarsi a votare una risoluzione qui».

Dall’inizio della guerra in Siria sono stati documentati 360 attacchi in circa 250 strutture mediche nel Paese e l’uccisione di 730 membri del personale medico.

(Video tratto dal canale Youtube: Euronews)

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