mercoledì, Maggio 12

Albano: "Migranti? Considerarli fratelli" "Rapporti con la Russia? Le polemiche le rispediamo al mittente"

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albano

E’ il cantante della felicità, del buon vino, dell’olio verace, dell’“orgoglio pugliese”. Una voce unica, un personaggio straordinario, padre, marito, figlio con forti radici con la sua terra, con i valori profondi della famiglia e del rispetto della persona. Albano Carrisi non smette mai di mettersi in gioco e di gettarsi in nuove avventure come in quella televisiva che lo vedrà nelle prossime settimane conduttore di un nuovo ciclo di puntante della fortunata trasmissione “Così lontani, così vicini” che ricuce famiglie, strappi tra parenti, restituendo loro la felicità di un abbraccio. Elegante come sempre nel suo completo scuro, con una grande elegante sciarpa, gira ad Anguillara Sabazia, sul lago di Bracciano, la puntata su “German” un ragazzo cileno che sarà protagonista di una delle nuove puntate del programma. Tra una ripresa e l’atra, Albano, accetta di buon grado di rilasciare una intervista su fatti di estrema attualità.

 

Albano, cosa ne pensi è una cosa umana o meno quello che sta avvenendo con i migranti oggi?

L’emigrazione nasce con la nascita dell’uomo. L’uomo per moltissime ragioni una diversa dall’altra, vuoi guerra, vuoi pestilenza, vuoi bisogno di cambiare vita, vuoi bisogno di nuovi pascoli, decide di emigrare. L’emigrazione sappiamo che è un parto che non sai mai come va a finire e questo taglio del cordone ombelicale produce sì vita da una parte ma purtroppo anche tragedie dall’altra. Osserviamo in questo momento, quale è stata la tragedia di queste ultime ondate di migrazione, gente che scappa dalla guerra, gente che scappa dai tagliatori di testa, gente che scappa dalla miseria e dalla fame più nera. Purtroppo arrivano qui in questa terra in un momento in cui non è che stiamo bene e possiamo fare più di tanto. Con la differenza che bisogna sottolineare che loro sono veramente tanti, dovremmo moltiplicarci di più, considerarli fratelli, considerarli figli e capire che noi siamo stati grandi emigranti. Che dire, quanti italiani sono andati in America, in Canada, in Australia, in terre le più remote del mondo perché non trovavamo giusto vivere nella loro terra, la terra natia. L’emigrazione esiste da sempre e dovremmo accoglierla nel bene e nel male.

Con la Russia hai un rapporto particolare…

 Allora, io dico con la Russia ho un rapporto come ce l’ho con l’America, come c’è l’ho con il Canada, come ce l’ho con la Germania, con la Spagna, con il Sudamerica.

Queste polemiche…

Queste polemiche le lasciamo, le mandiamo al mittente, a chi le crea. Io non voglio creare nessun tipo di polemica. Io canto dappertutto da sempre. In Russia da 30 anni in altri Paesi da 40-45 anni. Non vedo dove c’è tutta questa polemica. Poi se altri vogliono speculare per motivi aziendali, per motivi politici. Appartiene a loro questo tipo di scelta, a me non mi appartiene.

Il Teatro dell’Opera di Roma ha licenziato 120 lavoratori, tra coristi ed orchestrali. Non era mai successo. Come hai commentato la notizia o ti ha lasciato freddo, ma non credo?

Come si fa a restare freddo di fronte a disgrazie del genere. Ricordo sempre un film di Fellini a tal proposito “Prove d’Orchestra” si chiamava. Quando vedo tutto quello che succede mi riporta sempre a quel film perché molto elegantemente ha denunciato i mali anche aziendali, anche sindacali se vogliamo che esistono in Italia. Non entro nel merito però  fa male perché la musica dovrebbe essere libera da qualsiasi tipo di condizionamento politico perché lì si tratta di politica.

Come si fa ad avere una voce come la tua?

Lo devi chiedere a Dio come ha fatto a darmi una voce così, io ti posso dire come la mantengo, rispettando sempre tutto ciò che ho fatto nell’arco di questi anni. Sapendo che è la mia terza gamba, sapendo che è la mia voce non soltanto perché canta ma perché dice delle cose cantando e soprattutto essendo cosciente del fatto che il buon Dio mi ha fatto un gran bel regalo.

Con questo programma “Così vicini, così lontani” entri nei sentimenti profondi delle famiglie. Secondo te che ruolo hanno oggi le famiglie?

Da sempre la famiglia ha un grande ruolo nella società. E non bisogna prendere spunto dalle famiglie sbagliate, perché grazie a Dio ce ne stanno tante, la moltitudine, la maggioranza, che non fanno rumore, ma fanno fatti, e fatti anche molto positivi.

 Sei un cantante anche un po’ contadino nella tua azienda produci olio e vino

Siccome nel mio corpo ci stanno due anime, quella artistica e quella contadina le rispetto tutte e due con grande attenzione per l’una e per l’altra. Tutto le cose che faccio le faccio perché c’è una passione che mi spinge a farle. E questa passione, grazie a Dio, è più viva e vegeta che mai. E’ più cosciente ancora, perché prima l’istinto, adesso c’è anche la ragione.

Tra i cantanti qual è che senti proprio un tuo grande amico?

Grazie a Dio ce ne stanno tanti. Noi ci vediamo forse più sui giornali che non dal vivo. Però quando ci vediamo dal vivo capisci sempre chi è dalla tua parte e se io sono dalla sua parte. Esempi ce ne sono tanti. Io vado moltissimo d’accordo con Morandi, con Ranieri, con Adriano Celentano, con Bocelli, persona straordinaria, Cutugno e tanti altri.

Con Modugno?

Modugno è stato il mio grande maestro anche se lui non lo sapeva perché viveva a due chilometri e mezzo da dove vivevo io. Quindi per me è stato il faro, l’orgoglio pugliese. L’uomo che è partito alla ricerca della sue realizzazioni e c’è riuscito alla grande. Ecco per me è stato un maestro e continua ad esserlo.

 

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