lunedì, Giugno 27

Albania: elezioni a rischio, sognando l’Europa

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L’Albania è candidata all’ingresso nella Ue, ufficialmente dal 2014. Qual è l’approccio rispetto ai problemi del Paese, collegabili a quelli del contesto dei Balcani, peraltro di lungo corso?

Usa e Germania stanno sostenendo il processo di entrata dell’Albania nella Ue, per superare i passi un po’ in avanti e un po’ indietro nelle negoziazioni. Il Pd di Berisha si oppone anche a questo, dopo essere sceso in piazza per chiedere l’istituzione di un governo tecnico e l’allontanamento di Rama, anche in connessione al problema della corruzione in Albania, dove ognuno accusa l’altro di essere complice del fenomeno, anche con forme vere e proprie di delinquenza. Sembra quasi una rottura con il normale sistema di avvicendamento dei partiti tramite le elezioni. In questo contesto, ritengo che la volontà di accelerare l’ingresso dell’Albania in Europa non sia una grande scelta: in una situazione di questo tipo, entrare in una situazione di libero mercato, comporta non pochi problemi; una situazione problematica che, peraltro, vive la stessa Europa. Il fatto che l’Albania, assieme al Montenegro, sia diventata il crocevia di tutta una serie di malaffari internazionali, ci può scandalizzare ma è estremamente comprensibile: non c’è nessuna economia, non ci sono grandi aziende, si ha un’agricoltura che non rende molto, la pesca è stata molto limitata.

Da questo punto di vista, il tema della corruzione e delle sue manifestazioni, nell’ottica di riformare il Paese, si lega a quello della riforma della magistratura albanese: un compito delicato.

Considerando il quadro generale, i processi di globalizzazione in atto, le grandi circolazioni di capitali internazionali, la grande crisi internazionale, il terrorismo di matrice islamica, l’Albania rappresenta l’anello debole all’interno di tali transiti: di uomini, di armi, eccetera. Si assiste a una grande crisi economica e politica che riguarda tutto il mondo: come si può pretendere in un contesto del genere che l’Albania possa essere al passo con i parametri europei? Tentare di bonificare la magistratura e la polizia – istituzioni che viaggiano insieme – riportare queste istituzioni ad un’etica, a un’onestà di fondo, è fondamentale.

E quindi, che fare?

L’Europa e gli Usa, piuttosto che accelerare il processo di ingresso nella Ue, dovrebbero puntare all’obiettivo di formare classe dirigente in Albania. La stessa Università Sapienza portò avanti negli anni scorsi dei progetti per la modernizzazione dell’area balcanica, la formazione dei giuristi albanesi e dei funzionari dei ministeri: da parte italiana c’è stato quindi uno sforzo, peraltro solo in parte dettato da possibili interessi. Peraltro, un problema di classe dirigente si ha anche in Italia, in Francia, non in Germania o Inghilterra, dove si ha una maggiore stabilità, anche sul piano governativo. È comprensibile quindi che nei Paesi dell’area balcanica tali problemi crescano in maniera esponenziale, là dove esistono situazioni come quelle della Bosnia Erzegovina, del Kosovo, risolte solo sulla carta.

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