mercoledì, Settembre 22

Al Qaeda vs Stato Islamico

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Al Qaeda, da questo punto di vista, nasce e si sviluppa sotto un profilo diverso. Salita alla ribalta delle cronache con l’11 Settembre 2001, l’attentato diventato simbolo indiscusso del cambiamento geopolitico mondiale, questa organizzazione punta a scopi politici ed economici dichiarati. Meno legata all’adozione di una Sharia oppressiva e violenza, si limita ad imporre una legge islamica, severa ma con qualche eccezione permessa, una visione ugualmente folle dell’Islam ma che si distanzia da quella dell’IS.

Al Qaeda ha come scopo ultimo il controllo della zona mediorientale, un’auto dipendenza proclamata dal mondo occidentale, soprattutto in quei Paesi che sono economicamente ed energicamente colossali. Questo network si muove con un’aspirazione più politica e per certi versi raffinata, usa l’astuzia e l’ingegno prima che sfruttare la volontà di vendetta (che è pur sempre un azzardo) delle sue milizie. Considerato la missione di liberazione, utilizza principalmente soggetti e tribù mediorientali, possibilmente danneggiati dall’ondata di occidentalizzazione che ha portato lo scorso secolo.

Un’occidentalizzazione che ha come conseguenza la perdita di potere e di controllo su molte frange della popolazione, soprattutto sulle donne. Una perdita di controllo che passa dalla popolazione e giunge fino agli interessi economici illeciti, legati al traffico di droga e merce di contrabbando, gravemente danneggiati dalle invasioni e guerre in Medioriente.

Al Qaeda ha, dunque, una dimensione più economica che sociale, il suo reclutamento è basato su una rete di conoscenze e di informatori che sono una sorta di centro per l’impiego in ogni piccolo villaggio. Il suo personale viene addestrato all’uso delle armi, prima, quasi alla luce del sole, oggi, in maniera sempre più occultata, all’uso degli esplosivi e alla conseguente mimetizzazione dei suddetti. Un lavoro minuzioso e preciso che ha permesso di continuare una resistenza in Afghanistan per anni contro truppe occidentali armate ed addestrate.
Gli attentanti sono veloci e tendono ad utilizzare armi di grosso calibro (sapendole usare sono efficaci allo scopo), con sequestro di ostaggi e asserragliamento in hotel e palazzi.
L’uso degli ordigni è limitato a due casi specifici, quasi ripetitivi: il primo è per forzare posti di blocco o check point nelle vicinanze degli obiettivi in cui fare irruzione,  il secondo è contro forze terrestri appiedate o non per aumentare la pressione psicologica.

Questi jihadisti hanno addestramenti para-militari che, per quanto rudimentali, li aiutano a mantenere il sangue freddo e una capacità di ragionamento anche in fase acuta di stress. Questo grado di preparazione militare e di coordinamento politico, gli introiti economici derivati dai traffici di droga e beni di contrabbando, conferisce ad Al Qaeda una solidità e una credibilità maggiore rispetto all’IS. Finanziariamente gli investimenti che vengono fatti attraverso società di facciata e donazioni anonime sono più sicuri nelle mani di Al Qaeda che ha una maggior credibilità ed affidabilità.

La brutalità dello Stato Islamico e la sua crescente rabbia verso l’Occidente e gli infedeli mette e a rischio anche quegli islamici che, pur credendo nella jihad, la praticano in modo non aderente ai dettami. La mannaia del Califfato potrebbe, dunque, finire sulla testa di qualche leader qaedista, pochi vorrebbero finanziare i propri boia. Nelle remote zone dalla Siria o dell’Iraq i talebani di Al Qaeda che sono stati anche solo sospettati di essere collaborazionisti o spie sono stati uccisi in modo talmente barbaro che è stato quasi impossibile renderlo noto ai media occidentali. La sorte per chi tradisce la vera fede proclamata da Al Baghdadi è ricca di sofferenze e i membri di Al Qaeda sanno che loro saranno i primi traditori ad essere giustiziati.

Gli ultimi eventi fanno pensare che i militanti di Ayman Al Zawahiri stiano adottando maggior crudeltà verso gli infedeli occupanti delle zone mediorientali, avvicinandosi ai metodi di guerriglia dell’IS. Una modificazione tattica di indubbia necessità che forse porterà una svolta nella lotta intestina per il potere nell’Islam radicale.

 

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