venerdì, Maggio 14

Al fuoco, al fuoco!

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A inizio luglio 2015, per l’esattezza il 5, il trentaseienne Tommaso Palumbo ha dato fuoco ai boschi attorno al comune di Falciano del Massico (Caserta). Meglio: avrebbe, anche se indizi e prove a suo carico ve ne sono più che in abbondanza. Secondo le Forze dell’Ordine e gli inquirenti, il fine era quello di aumentare l’allarme sociale, rendendo così più probabile, forse addirittura necessario, il suo arruolamento tra i volontari della Protezione Civile comunale.

Quindi per poter poi essere assunto a tenere sotto controllo i fuochi, il ‘geniale’ Palumbo quei fuochi anzitutto li appiccava. Ultimo, preclaro, esponente dell’italica arte di arrangiarsi, coniugata con l’ancor più italica ‘arte’ di prescindere dal concetto di bene comune. Dare fuoco a una montagna per farsi arruolare dalla Protezione Civile deve essergli sembrata una grande idea. Ma, a inchiodarlo, le immagini di alcune telecamere. Le indagini, coordinate dalla Procura, sono state realizzate dal Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato di Caserta con il supporto della Stazione dell’Arma di Castel Volturno attraverso dispositivi di ‘cattura foto-video’ installati sulla strada panoramica che costeggia le pendici del Monte Massico. Finito ai domiciliari per disposizione del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, l’ineffabile Palumbo ha cominciato a lamentarsi. Non tanto di essere vittima di un errore, uno scambio di persona, quanto di non capire il perché di tanto rigore. In fondo trattavasi solo di incendio boschivo di natura dolosa.

Quella mattina, verso le 12, il nostro ‘eroe’ è stato dunque ‘visto’ scendere da una Fiat 500, risultata intestata alla moglie. Ha dato fuoco con un accendino a fogli di carta con cui ha appiccato il rogo alla vegetazione secca presente ai bordi della strada. In breve l’incendio si è propagato fino a coprire ben 25 ettari di bosco, costringendo il Corpo Forestale a intervenire immediatamente con cinque unità. In aiuto sono poi arrivate 12 unità del servizio antincendio boschivo della Regione, un elicottero e due Canadair che hanno effettuato 60 lanci d’acqua in oltre 10 ore di intervento. Insomma una ‘iradiddio’ di persone, mezzi e sforzi, per tamponare l’improvvida pensata di uno sciagurato. Probabilmente pure fiero, prime di essere beccato, della bella trovata che aveva messo a punto.

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