martedì, Settembre 21

Al Baghdadi morto, ma a Mosul si combatte ancora

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La morte di Abu Bakr al Baghdadi, capo dell’Isis, è confermata. A dirlo la televisione irachena ‘Al Sumariya‘, che cita una fonte nella provincia di Ninive, secondo cui la conferma dell’uccisione di Al Baghdadi arriva direttamente dallo Stato Islamico. «Le autorità di Daesh a Tel Afar, diventata la ‘capitale’ provvisoria dell’Isis dopo la caduta di Mosul, hanno annunciato la morte di Baghdadi, senza fornire dettagli, e hanno detto che il nome del nuovo ‘Califfo’ verrà annunciato presto», ha detto la fonte.

Anche l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), grazie alla sua rete di informatori nel Paese, ha affermato di avere informazioni confermate sulla morte di al Baghdadi. L’Ondus sottolinea di avere appreso tali informazioni da dirigenti dell’Isis nella provincia orientale siriana di Deyr az Zor. La Russia aveva detto in giugno di avere probabilmente ucciso Al Baghdadi in un raid a sud di Raqqa il 28 maggio, ma di non avere prove in merito. Ma l’Isis non molla e, secondo la fonte,  il gruppo «fa appello ai seguaci perché continuino sulla via del Jihad, e si tengano al riparto da crisi interne». Sempre secondo questa fonte, «la morte presunta di Baghdadi ha provocato un ‘colpo di Stato’ interno, con le rivalità per occupare le più alte cariche nella struttura del gruppo terrorista che hanno portato anche a scontri armati, e la proclamazione del coprifuoco in tutto il distretto».

Intanto nella ‘liberata’ Mosul comunque si combatte ancora. In particolare nel centro, dove un numero imprecisato di jihadisti dell’Isis continua a resistere. Fonti militari affermano che ci sono ancora sacche di resistenza in particolare nei quartieri di Qilaiat e Shahwanm nella Città vecchia. Le forze lealiste sono intervenute anche con elicotteri per bombardare queste postazioni, ,mentre operazioni contro l’Isis sono segnalate anche nel villaggio di Al Imam, una sessantina di chilometri a sud di Mosul, occupato la settimana scorsa dalle milizie del ‘Califfato’.

La città di Mosul comunque è un cumulo di macerie. Secondo Amnesty International, l’Isis ha usato «intere famiglie come scudi umani» e, sul fronte opposto, le forze irachene e della coalizione a guida Usa hanno utilizzato «armi inappropriate rispetto alle circostanze ed in alcuni casi può essersi trattato di crimini di guerra». La denuncia è contenuta in un rapporto, intitolato ‘A tutti i costi: la catastrofe di civili a Mosul ovest’. Nel documento vengono descritti 45 attacchi in cui sono morti almeno 426 civili e ne sono stati feriti più di 100 e fornisce un’analisi su nove di questi, condotti dalle forze irachene e dalla coalizione a guida Usa.

Riunione oggi dei ministri degli Esteri dei Paesi Osce nel castello di Mauerbach, nei pressi di Vienna, per discutere della crisi di fiducia e le tensioni che attraversano l’Europa. «Ci vogliono strategie comuni per combattere il terrorismo e l’estremismo. Tutti i Paesi sono minacciati, per cui bisogna agire nella stessa direzione», ha dichiarato nel suo discorso d’apertura il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz.

E proprio in ambito terrorismo, oggi Usa e Qatar hanno firmato un memorandum d’intesa. Presente il segretario di Stato americano Rex Tillerson e il suo omologo qatarino Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani. La firma è avvenuta durante una missione di Tillerson nel Golfo (domani sarà in Arabia) per cercare di favorire una mediazione del Kuwait per mettere fine alla disputa tra il Qatar da un lato e, dall’altro, Arabia Saudita, Bahrain, Emirati arabi uniti ed Egitto che accusano Doha di sostenere gruppi terroristici e di intrattenere relazioni troppo strette con l’Iran.

Mentre intano la Ue porta a casa l’accordo di associazione con l’Ucraina. Questo è stato adottato dal Consiglio con una decisione che rappresenta la ratifica definitiva del processo. Sancito l’impegno a una relazione stretta e a lungo termine su tutte le principali politiche. La piena implementazione dell’accordo partirà dal 1 settembre 2017.

Lewis M. Eisenberg è il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti in Italia. A nominarlo il presidente degli Stati Uniti Trump. Finanziere, investitore e filantropo, Eisenberg è cofondatore e managing partner di Ironhill Investments che ha base a New York. E’ stato per sei anni presidente della Port Authority di New York e New Jersey anche durante gli attacchi dell’11 settembre. Lunga anche la sua carriera a Wall Street, a Goldman Sachs, dal 1966 al 1989. Nel partito Repubblicano ha ricoperto diversi ruoli, anche quello di tesoriere.

Intanto per Trump sono ancora guai.  Il figlio è stato accusato di aver avuto contatti con Natalia Veselnitskaya, avvocata russa che avrebbe legami col governo di Mosca e che avrebbe proposto file compromettenti su Hillary Clinton. A smentire però ogni legame con la vicenda è stato il Cremlino. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, infatti ha ribadito: «No, non sappiamo di chi si tratta, e certamente non possiamo tracciare gli incontri di tutti gli avvocati russi, sia dentro il Paese sia all’estero».

In serata poi Donald Trump Jr ha pubblicato sul suo profilo Twitter lo scambio di mail che ha preceduto il suo incontro lo scorso anno con l’avvocatessa russa «per essere totalmente trasparente». E annuncia: «Se è come dite, molto bene». Intanto, in un’intervista alla Nbc, anche la Veselnitskaya afferma di «non avere mai avuto informazioni dannose per Hillary Clinton. Non e mai stata questa la mia intenzione. E’ possibile che forse loro cercassero tali informazioni. Le volevano disperatamente al punto di sentire solo quello che volevano».

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