lunedì, Giugno 27

Al-Azhar e la Chiesa stanno per incontrarsi

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Quali saranno le questioni più urgenti che potrebbero affrontare nel corso dell’incontro il Grand Imam  di al-Azhar e Papa Francesco?

Il primo punto che io credo affronteranno sarà la pace nel mondo: credo sia la questione umana più importante, ben oltre qualunque aspetto teologico. Il Grand Imam di al-Azhar è una voce autorevolissima del mondo sunnita: il Papa sta cercando di disinnescare quella mina vagante che è il fondamentalismo. Penso anche l’ecologia: il Papa ha scritto un’enciclica su questo, è un tema sentito indistintamente, dove le appartenenze religiose svaniscono; la salvaguardia del creato riguarda tutti noi. Altro tema che sarà affrontato è la delicatissima questione della libertà religiosa: gradualmente i cristiani se ne stanno andando dal Medio Oriente, perché le condizioni attuali non permettono una permanenza in quei territori. In Egitto, dove i cristiani sono una minoranza consistente, subiscono parecchie ingiustizie. Difendere i concetti di uguaglianza e di cittadinanza è più importante dell’appartenenza religiosa.

Il Papa in dialogo con uno dei massimi rappresentanti del mondo islamico sunnita: che messaggio vuole lanciare il Pontefice?

Nel mondo islamico non esiste un’istanza in grado di accomunare tutti i musulmani: in questa grande divisione tra sciiti e sunniti, i primi sono rappresentati dalla guida suprema iraniana, anche se riconoscersi in una persona è sempre una questione di consenso, più che di investitura. Nel mondo sunnita, finché c’è stato il sultano ottomano, è esistita una figura di riferimento al vertice. Caduto l’impero ottomano, ha smesso di esistere un rappresentante del mondo sunnita. Al-Azhar rappresenta il centro sunnita più importante del mondo islamico, tanto dal punto di vista culturale, quanto da quello religioso: senza alcun dubbio è un’autorità riconosciuta, ma non in maniera universale.

Secondo lei è possibile che la Chiesa desideri offrire la propria esperienza all’islam?

La Chiesa ha avuto in passato esperienze abbastanza tristi: dalle sue origini ad oggi ha attraversato numerose fasi, tra cui quella delle persecuzioni. Ora, però, è bene sottolineare che nel mondo islamico è il Corano stesso a presentare passaggi in cui si chiede di combattere chi non crede, i miscredenti. È anche vero che sempre nel Corano ci sono numerosi versi che invitano alla collaborazione: ecco che la sfida sta nel far prevalere il senso di collaborazione rispetto a quello di opposizione. Il Papa potrebbe anche sollecitare una riflessione sul fatto che i tempi esigono una scelta di questo tipo. Forse, al di là della rispettiva fede, è giunto il momento di collaborare su alcuni temi molto concreti e urgenti. Si potrebbe spingere verso un’interpretazione moderata del Corano. Anche se Il Corano non ha un interprete ufficiale, chiudersi in questo modo è ormai impossibile.

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