lunedì, Settembre 20

Aiutiamo Matteo Renzi a casa sua

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Ora, dico, questo signore nella schiera dei suoi adoratori può vantare anche un noto psicoanalista, che all’ultima edizione della Leopolda si era esibito in una memorabile perorazione, che spero i suoi figli non abbiano visto. Ecco, si faccia spiegare cosa nasconde un esagerato livello di autostima, si faccia ragguagliare sui danni che di solito infliggono al mondo le persone che ne sono affette. Del resto basterebbe rileggere gli esisti delle ultime consultazioni, referendum e comunali. Due flop clamorosi. Lui dice che avendo vinto le ultime primarie il resto non gli interessa, ma la realtà coincide col Paese non col partito. Se uno vince le primarie e perde nel Paese sta andando dalla parte sbagliata. Dice pure che non gli interessa parlare di alleanze, peccato che oramai il suo partito viaggi verso il 25% e dovrà farsene una ragione, ma forse sarà troppo tardi perché dove passa lui nascono solo servi o risentiti, i primi sono inutili, i secondi non lo sopportano.

Tra anni fa ero a tavola con i miei figli, avevamo appena letto le dichiarazioni del neo segretario del Pd, piuttosto solenni come gli accade di solito, con le quali annunciava che alla prima sconfitta si sarebbe ritirato. Ci siamo guardati in faccia e, dopo avere riso per un quarto d’ora, abbiamo detto in coro: “Questo non ce lo togliamo più di dosso!!!”. Non era difficile essere profeti, perché lui è irresistibilmente prevedibile e banale. Infatti, eccolo dopo due scoppole, più presuntuoso di prima, più superficiale e avventato, sempre più convinto che la trinità verrà allargata a un quarto componente. Nel frattempo inanella scissioni e, da vero attaccabrighe, riesce a litigare anche con Giuliano Pisapia, che negli ultimi mesi è quello che si è speso di più per un riavvicinamento tra i progressisti, cioè per fare il lavoro che spetterebbe a Matteo Renzi, troppo impegnato a demolire la sua stessa casa e a svuotarla.

Arrivati a questo punto, prendendo spunto dalle parole sciagurate del furbetto senza qualità, sarebbe bello cominciare a pensare diaiutarlo a casa sua‘, ma non ce ne sarà bisogno perché la magia è finita e gli elettori, che spesso sono romantici ma non sempre fessi, stanno sciamando, delusi per l’ennesimo pacco.

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