sabato, Luglio 24

Aiuti no, cooperazione sì field_506ffb1d3dbe2

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Il Commissario agli aiuti umanitari  Kristalina Georgieva ha chiesto nell’audizione  di questa settimana, presso le Commissioni parlamentari BUDG (Bilancio) e DEVE (Sviluppo e Cooperazione), di riconsiderare la percentuale che l’Unione Europea ha destinato agli aiuti umanitari domandando ulteriori 400 milioni di euro affinché l’obiettivo UE di diventare un punto fermo per l’aiuto umanitario non resti lettera morta. Il Commissario ha affermato che «ritardare i pagamenti significa far morire la gente. Abbiamo bisogno di ulteriori  400 milioni di  euro quest’anno, di cui 150 milioni entro il mese di luglio. Con quattro  emergenze umanitarie in corso di altissimo livello in Siria, Sud Sudan, la Repubblica Centrafricana e Filippine, siamo  ancora in arretrato con i pagamenti». Pur riscontrando un notevole assenso alle sue parole, nell’audizione, le commissioni coinvolte, attraverso la  voce della deputata Anne Jensen  del gruppo ALDE (The Alliance of Liberals and Democrats for Europe ) hanno ribadito che «la Commissione Europea deve usare tutti i mezzi per ottenere i finanziamenti necessari ,compresi gli strumenti di flessibilità  così come ha fatto il Parlamento  nei negoziati sul quadro finanziario pluriennale».

Ritardi nei pagamenti ma anche aiuti veri e propri. Il settore Sviluppo e Cooperazione continua a fornire aiuti all’Africa. La Commissione questa settimana ha chiuso importanti accordi con la Repubblica democratica del Congo e Il Ruanda per quanto riguarda lo sviluppo e la cooperazione. Il commissario Andris Piebalgs  ha annunciato il nuovo supporto dell’UE per la Repubblica democratica del Congo e il Ruanda.

Andris Piebalgs, ha annunciato poi 620 milioni di euro del nuovo supporto dell’UE alla Repubblica democratica del Congo ( RDC) e 460 milioni di € per il Ruanda per il periodo 2014-2020. Gli importi rappresentano un aumento significativo dei finanziamenti rispetto agli ultimi anni. In generale, i governi e le organizzazioni regionali dell’Africa centrale, che comprende dieci Paesi, riceveranno circa 3 miliardi di euro  di sostegno dell’UE per il periodo 2014-2020.

Il commissario  ha presentato un nuovo programma (con il sostegno di 20 milioni di euro) per affrontare la violenza di genere nella RDC (Repubblica Democratica del Congo). Implementato insieme al Fondo delle Nazioni Unite ( in particolare l’ UNICEF) e la  GIZ (Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit ), il programma si concentra sulle cause della violenza di genere nella città – provincia di Kinshasa e le province di Bandundu e Maniema sostenendo  l’empowerment  per le donne. Le attività comprenderanno, tra le altre cose , la formazione per gli insegnanti, campagne di informazione e sensibilizzazione, la creazione di un sistema di database e di allerta precoce sulla violenza di genere e il sostegno ai settori della sicurezza e della giustizia per migliorare la protezione delle donne e dei bambini.

Anche se l’instabilità politica rimane, secondo il Commissario, l’Unione Europa deve concentrarsi sullo sviluppo dell’area in termini economici e sociali. I Finanziamenti UE si concentreranno per combattere la povertà attraverso la promozione della democrazia e dei diritti umani. L’Unione insisterà  anche nel settore sanitario e in quello delle infrastrutture: per esempio verranno ristabiliti 150 km della strada statale Route Nationale 1, che è la via principale di trasporto che collega i porti marittimi con Kinshasa e Mbuji – Mayi nella centro del Paese. Inoltre, una particolare attenzione sarà sulla riforma del settore della sicurezza.

Per la Repubblica Democratica del Congo, L’UE ha previsto un programma di 40 milioni di euro per aiutare il paese a raggiungere la maggior parte dei Millenium Development Goals che si basano sulla riduzione della trasmissione madre-figlio dell’ AIDS, la prevenzione della violenza di genere, ridurre la mortalità infantile e migliorare la salute materna. L’UE ha sostenuto il settore sanitario nella RDC dal 1990, sia attraverso il sostegno umanitario in tempi di crisi e di sostegno strutturale per migliorare la gestione dei sistemi sanitari nazionali e provinciali.

Fino a mezzo milione di donne e bambini al di sotto dei cinque anni potranno beneficiare di servizi sanitari meno costosi e il trattamento migliore qualità nelle province del Nord Kivu, Provincia Orientale, Kasai- Occidentale e Kasai-Orientale. In un periodo di tre anni, il programma coprirà il 70 % delle spese mediche per le donne e bambini e il 100 % per i più poveri.

Infine è prevista anche una collaborazione in termini di sicurezza. Le istituzioni europee sono gia presenti sul territorio con una missione di polizia civile  (EUPOL RD Congo) con uno staff internazionale di 40 persone provenienti dal settore civile , nonché quello della polizia. Il suo scopo è quello di contribuire alla ristrutturazione della polizia congolese, sostenendo la creazione di una forza di polizia civile e professionale che rispetti i diritti umani e lavori in cooperazione con la società civile. Tra gli altri elementi , EUPOL fornisce consulenza strategica e ha sostenuto la PNC ( Polizia Nazionale Congolese) in settori quali la sorveglianza per un corretto svolgimento delle elezioni del 2011 e la lotta contro la violenza di genere. La RDC ha anche ricevuto un finanziamento di ulteriori € 175 milioni di euro in aree tematiche quali il sostegno alla società civile, la lotta contro il cambiamento climatico, la salute, l’ambiente , la sicurezza alimentare, la democrazia e i diritti umani.

In Ruanda l’obiettivo generale è quello di ridurre la povertà e  rafforzare lo sviluppo democratico, garantendo i diritti umani. Settori prioritari dell’assistenza dell’UE concordati con i donatori e il governo saranno l’energia sostenibile, l’agricoltura sostenibile e la sicurezza alimentare e la governance. Il Ruanda ha ricevuto 379 milioni di euro tra il 2008 e il 2013 , con un focus sullo sviluppo rurale, l’interconnettività regionale e il sostegno al bilancio (cioè il sostegno diretto al governo ruandese nel perseguire i propri piani di sviluppo nazionale ). Altri 45 milioni di euro sono stati forniti nell’ambito dei programmi tematici per la sicurezza alimentare, l’ambiente e il sostegno alla democrazia e ai diritti umani.

Secondo i dati della Commissione Europea «il Ruanda è sulla buona strada per raggiungere cinque degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio, vale a dire l’istruzione primaria universale, l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne, ridurre i tassi di mortalità materna e infantile, e la lotta contro l’HIV / AIDS, la malaria e altre malattie. Il tasso di povertà è sceso dal 57 % al 45 % 2006-2011 e la povertà estrema è scesa dal 35,8 % al 24,1 % nello stesso periodo».

Infine, trenta milioni di euro saranno destinati allo sviluppo rurale. Lo scopo  è di ridurre la prevalenza della malnutrizione cronica nei bambini di età inferiore ai cinque anni, che  è ancora al 44 % . Allo stesso tempo, l’UE sta progettando un nuovo programma nell’ambito dell’ undicesimo FES ( Fondo Europeo per lo Sviluppo) che peserà per  circa 60 milioni di euro per sostenere la sicurezza alimentare e nutrizionale delle famiglie ‘vulnerabili’, in  particolare quelle  a rischio di fame e povertà.

 

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