domenica, Ottobre 24

Airbnb scuote l'economia locale delle città turistiche field_506ffbaa4a8d4

0

Nata nel 2007, grazie a Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk, la grande piattaforma on line ‘Airbnb‘ destabilizzerebbe l’economia locale delle città turistiche. Il portale nasce con l’intento di mettere in contatto persone in ricerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono uno spazio extra da affittare, generalmente privati. L’enorme vantaggio economico, ha stimolato molti privati ad iscriversi al portale e ad affittare i propri immobili per brevi periodi ai turisti. Dopo la crisi finanziaria del 2008, la popolazione delle città continua ad espandersi, mentre il numero degli immobili diminuisce proprio perché vengono destinati ai turisti. Inevitabilmente, la popolazione locale, di molte città, risente della considerevole diminuzione degli affitti disponibili.

L’Islanda è l’emblema di questa situazione. La piccola nazione insulare, al momento, ha soltanto 9 appartamenti disponibili per un contratto di locazione a lungo termine e la popolazione locale non riesce a trovare un posto dove vivere, specialmente in centro, dove tutti gli appartamenti sono destinati ai turisti. Infatti, se i turisti cercano un appartamento per rimanere a Reykjavik, troveranno centinaia di opzioni.  L’Islanda non è la sola. Molte altre piccole  città turistiche sono scosse dalla crescita di Airbnb. A Savannah, in Georgia, con una popolazione di poco più di 140.000, ci sono più di 400 unità Airbnb. Nella contea di Lincoln, Oregon, con una popolazione di 46.000, Airbnb ospita 435 unità. E a Bordeaux, in Francia, con una popolazione poco meno di 240.000, ci sono 6.236 unità Airbnb.

(Video tratto dal canale Youtube: wochit business)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->