martedì, Ottobre 19

Agropiraterie, saranno introdotte misure efficaci?

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Perché il made in Italy è nel mirino della criminalità organizzata che mette in atto ogni strategia per eludere i controlli sulla certificazione di qualità, compiendo illeciti legati alla adulterazione, falsificazione e sofisticazione dei prodotti?

Il Made in Italy è il volano del settore alimentare e fa leva sulla qualità dei prodotti italiani e sulla loro identità.  I fenomeni fraudolenti connessi al made in Italy (agro pirateria, contraffazione, italian sounding), sia che si manifestino nella forma più esemplare di illecito utilizzo di un marchio (contraffazione propriamente detta), sia che si realizzino nelle forme più sfumate, ma non meno insidiose, di imitazione o evocazione di un prodotto ovvero si compiono con la simulazione di un’origine o una qualità diversa da quella effettiva, sono finalizzati al conseguimento di un vantaggio sui competitori determinando situazioni di concorrenza sleale che alterano il normale gioco competitivo.

Vantaggio competitivo che discende dall’associazione al falso (parafalso) prodotto di valori riconosciuti e apprezzati dal consumatore. In questa spinta motivazionale e negli ampi margini di profitto che la stessa promette sta tutta la causa del fenomeno che, nelle sue varie accezioni, determina gravi danni al nostro sistema Paese in termini di fatturato e di prodotto interno lordo. Riduce il numero dei lavoratori regolari fa lievitare i costi aziendali per la sicurezza e priva lo Stato delle entrate fiscali che gli sarebbero dovute. Così come non manca di riflessi economici la banalizzazione dei nostri prodotti che a questi fenomeni criminale conseguono compromettendo il rapporto di fiducia tra chi produce e chi consuma. Le difficoltà del contrasto si manifestano nella loro interezza laddove non è riconosciuta o riconoscibile la condizione di illegalità legata ai fenomeni descritti o per mancanza della relativa disciplina normativa di protezione o per l’enigmaticità della loro manifestazione.

 

In Italia ci sono sufficienti controlli da parte degli organi di prevenzione preposti ad intervenire prima che si consolidi attorno ad un illecito un vero e proprio sistema di agro pirateria?

L’esecuzione dei controlli ufficiali nel sistema nazionale vede coinvolti vari organi. L’attuale assetto è frutto di successive scelte di specializzazione con il risultato che ogni organo o autorità è preposto a uno specifico ambito di tutela. I controlli sono lo strumento di difesa da forme di frodi sempre più organizzate, complesse e spesso tecnologicamente evolute nonché pratiche distorsive della leale concorrenza, alle quali si aggiungono vere e proprie imprevedibili emergenze sanitarie, fortunatamente a carattere sporadico, che a causa della globalizzazione rapidamente assumono risonanza internazionale.

L’attuale compagine del sistema dei controlli assicura, da un lato, ottimi risultati nella lotta alla contraffazione e, in generale, a tutti i fenomeni fraudolenti, dall’altro, garantisce un elevato livello di sicurezza alimentare. Negli ultimi decenni non si sono verificate in ambito nazionale emergenze di carattere igienico sanitario e sono state fronteggiate efficacemente le situazioni di rischio che, originatesi in altri Paesi, si sono presto estese anche in Italia. Come qualche giorno fa ha evidenziato il Ministro Martina, nel 2015 il solo Ministero agricolo ha svolto oltre 100mila controlli e sequestrato prodotti per oltre 81 milioni di euro: sono dati che testimoniano uno sforzo senza precedenti dell’intero Paese per la tutela delle nostre produzioni agroalimentari di qualità

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