mercoledì, Maggio 12

Agropiraterie, saranno introdotte misure efficaci?

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La sicurezza nel settore agroalimentare è nel corso degli ultimi anni minacciata da importanti reati che vanno dalla contraffazione alla falsificazione del made in Italy che minacciano la qualità dei prodotti e mettono in dubbio la loro origine e provenienza. I continui monitoraggi effettuati dagli organi competenti, come Il Corpo Forestale dello Stato,  il NAF e NIPAF (Nucleo Agroalimentare e Forestale) e le numerose inchieste della Guardia di Finanza e di diverse Procure della Repubblica (in primis Brescia e Salerno), rivelano che i dati sulle agropiraterie negli ultimi anni sono in aumento.

I dati di Coldiretti rivelano che le maggiori contraffazioni riguardano i formaggi DOP (Gorgonzola e Provolone), l’olio extravergine d’oliva, la falsa etichettatura del latte e delle mozzarelle, la falsificazione del Limone di Sorrento, e perfino degli alimenti biologici. e tutte le altre imitazioni a basso costo dei cibi più rappresentativi della nostra identità nazionale, che avvengono soprattutto all’estero.

Il fenomeno della frode nel commercio lascia trapelare anche l’intervento della criminalità, che cerca di compromettere l’intera filiera che va dalla produzione al consumo. Negli ultimi anni, il Ministero delle Politiche agricole si è interrogato sulla necessità di potenziare il quadro legislativo esistente. Il Ministero dello Sviluppo economico ha realizzato anche un Vademecum per il cittadino-consumatore affinché sappia riconoscere la vera qualità di un prodotto rispetto a quella contraffatta.

Già nel 2009 nell’ambito delle ‘Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese‘, sul tema degli illeciti commessi contro l’industria e il commercio è stato introdotto il delitto di contraffazione delle indicazioni geografiche e protette, rafforzando l’art. 517 quater del Codice Penale. Inoltre, all’art. 15 era stato introdotto perfino il reato di contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni e il divieto di commercio di prodotti con segni falsi

Ora il Parlamento italiano ha fatto un ulteriore passo in avanti. Lo scorso mese è stato presentato al Senato il disegno di legge che propone ‘Modifiche al Codice di Procedura Penale in materia di contrasto ai reati nel settore agroalimentare‘. Il provvedimento nasce dalla necessità di un’azione di contrasto più incisiva nei confronti di tutti quei reati, appena descritti, che incidono sulla contraffazione dei marchi di qualità.

Le sanzioni previste nel DDL vanno dalla «interdizione per un periodo dai cinque ai dieci anni dalla professione, arte, industria e commercio fino alla sospensione o alla revoca delle autorizzazioni, licenze, o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito, nonché l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per lo stesso periodo». L’obiettivo, dichiarato nel disegno di legge, è di adottare tutti gli accorgimenti in grado di rendere più efficaci l’azione degli inquirenti, necessità dichiarata indispensabile anche dalla Guardia di Finanza, nelle ultime Audizioni parlamentari alla Camera.

Ne parliamo con Roberto Ruta, primo firmatario del provvedimento e membro Commissione Agricoltura e produzione agroalimentare.

 

Cosa prevede attualmente il codice penale per sanzionare il reato contraffazione dei prodotti italiani, l’alterazione dei marchi dei prodotti industriali o l’uso improprio dei segni distintivi o il commercio di prodotti con segni falsi? E cosa cambierà con questa legge?

Nel vigente codice penale è previsto all’articolo 473 il reato di contraffazione relativo a prodotti industriali, nazionali ed esteri, e il reato di contraffazione di indicazione geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari di cui all’articolo 517quater. La proposta rafforza l’apparato sanzionatorio penale esistente estendendo l’applicazione all’ipotesi prevista dagli articoli 517, 517bis e 517 quater di taluni istituti già previsti per altre ipotesi di reato ritenute di elevato disvalore giuridico.

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