lunedì, Ottobre 25

Agosto, incarico e appalto mio, ti conosco Con tempismo perfetto, nomine e appalti pubblicati quando molti sono distratti in vacanza

0

 Porta-Pia_Ministero-Trasporti

 

E’ un copione replicato ad ogni agosto. Aumm aumm, in un periodo in cui le menti degli italiani sono affaccendate nel divertimento forzoso (altrimenti, si perdono 20 punti sulla patente di benestante, almeno benestante in apparenza), c’è chi trama nell’ombra.

Alla ripresa, qualche casellina negli incarichi pubblici che, prima della partenza, risultava scoperta o affidata a persone non grate, si ritrova riattribuita a causa di un’accelerazione maliziosa dello spoil system e affidata a nuovi boiardi, premiati per fedeltà alla causa.

Stavolta risultano favoriti quelli compresi in qualche lista in odore di Baden Powell e, sarò sfacciata, ma ricordo ai reclutatori dei nuovi boiardi emergenti, che mio figlio, 32enne, oltre a essere giornalista professionista, si è sciroppato 7 anni di scoutismo, trascinatovi da una madre conformista e, forse, presaga.

Conservo delle sue foto, sparuto nella tenuta scout di lupetto in cui ha un’espressione di tale toccante rassegnazione che, a distanti di tanti anni, mi sembra sentenzi una messa in stato d’accusa per tradimento materno.

Ripesco nei cassettini dei ricordi una circostanza ricorrente, che avrebbe dovuto farmi riflettere: puntualmente, ad ogni campo-scuola, fra boschi e cespugli, aveva la ribelle abilità di farsi venire inopinati febbroni. Servivano proditoriamente a farsi venire a prendere dai genitori ansiosi e ritornare alla sua quotidianità.

No, non ci sarà il suo nome nelle manovre per pingui incarichi assegnati d’agosto.

Ce ne saranno altri, che scopriremo vivendo. Il tutto per bypassare quella teorica apologia della meritocrazia, e radicare una manovra intesa a far entrare nell’agone un po’ di virgulti figli di … (e se ho candidato il mio, l’ho fatto per pura ironia, del tutto consapevole di essere una ‘impotente’; ai ‘potenti’ che agiscono sottotraccia, sì che gli riuscirà di piazzare il ‘prolo’ o la ‘prola’…; mentre io ho troppa fede nelle capacità di mio figlio per applicarmi in un’inane lotta contro gli eredi al trono…).

Facciamo un esempio, comparso su qualche organo d’informazione-ombra e passato quasi sotto silenzio.

Il palcoscenico è a Porta Pia, nel Palazzo condiviso in condominio fra il Ministero dei Trasporti e le Ferrovie dello Stato. L’indirizzo esatto è ‘Piazza della Croce Rossa’ ed ha un che di metaforico, pensando allo stato dei nostri treni…

E’ lì che c’è stato il cambio della guardia fra Mauro Moretti, roccioso Amministratore Delegato di FS, transitato a governare (e restituire l’immagine a…) Finmeccanica e Michele Mario Elia, proiettato dall’interno al vertice delle Ferrovie, società controllata al 100% dal Tesoro.

Naturalmente, anche lì molti posti chiave e fiduciari hanno subito un rivolgimento. Fra questi, la posizione nevralgica di responsabile degli Affari Istituzionali e Internazionali.

Chi leggesse unicamente nome e cognome della nuova investita dell’incarico, Giuseppina Baffi, potrebbe plaudire ad una vittoria in nome delle Pari Opportunità.

Pure io ero sul punto di sciogliermi in un peana in onore di questa signora, che è stata, nella sua veste di dirigente del Tesoro, anche presidente della CONSIP, ovvero della società della razionalizzazione della spesa pubblica.

Però, ho seguito un ragionamento che mi dimostra quanto la sua investitura sia stata indirizzata soltanto a garantirle un introito costante.

Il suo ruolo di capo del personale del Ministero del Tesoro, infatti, la tutelava con una retribuzione pari a circa 240mila euro lordi. Niente male, per un dipendente pubblico. Se non che, un giro di valzer, innescato dal nuovo timonier-Ministro Pier Carlo Padoan, è partito a via XX Settembre e la dottoressa Baffi è stata sostituita nel suo ruolo da un nuovo dirigente, Luigi Ferrara (anche a lui tocca uno stipendio annuo di 239mila euro annui).

Una situazione-tampone è stata trovata, allocando la dirigente defenestrata come consulente del Ministro in materia di Statistica economica.

Un ponte verso orizzonti più fulgidi, visto che la retribuzione annua prevista era meno di un terzo di quella precedentemente percepita: 75.500 euro lordi; tant’è che su quella poltrona Giuseppina Baffi s’è seduta un mese solo.

Subito dopo, oplà… simsalabim, è spuntato il ben più lucroso incarico per le FS, anche se ci sfuggono i punti di connessione fra la Statistica economica e gli Affari istituzionali e internazionali. Soccorrerà, comunque, la comprovata abilità multitasking femminile.

Naturalmente, questo esempio non esaurisce l’argomento, anzi, è semplicemente uno dei tanti spostamenti di pedine operato in tempi estivi   -l’investitura alla Baffi, figlia di Paolo, Governatore della Banca d’Italia in tempi perigliosi, è avvenuta in un periodo appena precedente al fatale agosto -.

Sarebbe assai interessante, ad esempio, scandagliare i siti storici del Governo e ficcanasare nelle nomine contenuti nei comunicati stampa agostani ivi conservati.

Sono certa che ne uscirebbero delle belle…

Così come sarebbe illuminante monitorare i bandi di concorso pubblicati nel corso degli anni a cavallo fra luglio e agosto, dalle pubbliche amministrazioni nazionali e locali e che, per un miracolo inspiegabile, sono riportati sui siti (e, in tempi ante-web, sui bollettini ufficiali) di fine luglio per scadere qualche giorno prima che termini agosto.

Una simile procedura mira a scremare il numero dei partecipanti all’appalto ad un pugno di ‘soliti noti’, salvo la presenza di elementi ‘di disturbo’, costituiti da scafati concorrenti, adusi a stare in allerta proprio in questi periodi topici. A costoro si concede la cosiddetta ‘libbra di carne’, ovvero sfilacci del bottino più dovizioso.

Siamo di fronte ad un modus operandi che ‘manipola’ le regole democratiche, piegandole comunque agli obiettivi dei dominus degli uffici che amministrano risorse e aggiudicazioni di lavori.

Ciò costituisce la spia rossa di un Paese eternamente piegato alla regola del ‘fatta la legge, trovato l’inganno’: adagio popolare di origine contadina, motiva la nazionalità italiana del dottor Azzeccagarbugli e dei suoi fratelli, spalmati nelle pieghe della nostra storia.

Cosicché, mentre i gonzi pensano di depurarsi dallo stress in frenetiche vacanze che sono più stancanti che rilassanti, gli gnomi del rastrellamento degli appalti giocano la loro personale ‘battaglia navale’.

E a settembre si riaprono i giochi, spesso con inquietanti sorprese per chi fiduciosamente si distraeva fra i mari e i monti…

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->