sabato, Maggio 8

Agatha Christie: e poi non rimase nessuno…

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Cari lettori oggi voglio aprire l’articolo con una scommessa. Quanti di voi sanno chi sono Tommy e Tuppence. Dieci, venti, trenta?  Dati non pervenuti.  Per identificare questi personaggi possiamo dirvi che,  la loro madre letteraria,  ha da poco compiuto 125 anni.  Se aggiungiamo che questa ‘arzilla vecchietta’ è anche madre  di personaggi, molto più fortunati  di quelli precedentemente citati non sarà difficile per nessuno individuare la Dama dell’Impero Britannico di cui stiamo parlando. I suoi celebri figli sono Hercule Poirot e Miss Marple. Apriamo il sipario su  Agatha Mary Clarissa Miller ovvero Agatha Christie. Nata il 15 settembre del 1890 a Torquay, Devonshire centro turistico della riviera inglese, e deceduta a 85 anni il 12 gennaio 1976.

Nel 1922 Agatha Christie è una giovane signora di 32 anni ancora felicemente sposata con Archibald Christie, ha una figlia e ha già scritto e pubblicato  il suo primo romanzo giallo “Poirot a Styles Court” con un discreto successo che non avrebbe  certo fatto prevedere i futuri trionfi. La Grande Guerra era terminata da soli quattro anni, l’autrice ritenne in quel periodo essere idoneo proporre vicende a sfondo politico spionistico. Da qui nacque il romanzo “Avversario segreto” i cui protagonisti sonno proprio Tommy e Tuppence, una coppia di investigatori dilettanti i cui nomi completi sono Thomas Beresford e Prudence Cowley. La cosa curiosa è che anche se con una certa discontinutà e il non rilevante successo, la Christie li ripropose  fino al romanzo  “Le porte di Damasco” del 1973.

Della nidiata della fantasia della Christie  ci corre l’obbligo di parlare dei suoi figli prediletti. «Poirot era un ometto dall’aspetto straordinario. Era alto meno di un metro e sessanta, ma aveva un  portamento molto eretto e dignitoso. La testa era a forma di uovo costantemente inclinata da un lato. Le labbra erano ornate da un paio di baffi rigidi, alla militare. Il suo abbigliamento era inappuntabile, un granello di polvere gli avrebbe dato più fastidio di una ferita…» Con queste parole la Christie descrive il  personaggio di Poirot  nato dall’osservazione dell’autrice dei profughi belgi durante la prima guerra mondiale. «….doveva essere un Ispettore per avere una buona conoscenza del crimine. Doveva essere anche meticoloso e molto ordinato…. Un omino preciso con la mania dell’ordine della simmetria, e una netta propensione per le forme quadrate piuttosto che per quelle tonde. E poi molto intelligente con il cervello pieno di piccole cellule di materia grigia».

Il soldalizio tra la Christie e il suo personaggio durò trentatrè romanzi. Come già avvenne a Conan Doyle con il suo Sherlock Holmes, anche lei  rischiava di rimanere intrappolata dal suo Poirot.  Decise quindi, di porre fine dopo cinquantacinque anni all’onorata carriera dell’ Ispettore. Più spietata di Doyle ne decreta la morte a Styles Court (stesso luogo della nascita del personaggio)  con il  romanzo “Sipario” del 1975. I successi cinematografici di Poirot sono legati a vari volti. Uno su tutti quello dell’indimendicato Peter Ustinov.

Hercule Poirot aveva già dieci anni di vita, letterariamente parlando s’intende, quando nel 1930 nel romanzo “La morte nel villaggio” compare in modo definito il personaggio di Miss Marple già presente in alcuni precedenti racconti. «Miss Marple si intrufolò così silenziosamente nella mia vita che quasi non mi accorsi del suo arrivo. Scrissi una serie di racconti per una rivista, immaginando che in un villaggio sei persone si riunissero una volta alla settimana per raccontare qualche caso rimasto insoluto». La figura della zitella Miss Marple prende spunto dall’universo biografico dell’autrice, e precisamente da una sua anziana zia dell’infanzia «…..nonostante la sua cordialità si aspettava sempre il peggio da tutto e da tutti e le sue previsioni si dimostravano sempre esatte…».

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