mercoledì, Ottobre 27

Africa Orientale: arrivano le ferrovie made in China

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La Cina e il Kenya hanno firmato un accordo di co-finanziamento per costruire una linea ferroviaria che colleghi Nairobi a Mombasa. Un progetto di infrastruttura fondamentale per incrementare il commercio regionale e approfondire l’integrazione in Africa orientale. Lo ‘spettro’ della Cina, dunque, sembra farsi sempre più reale. Anche in Africa.

Il Premier cinese Li Keqiang ha dichiarato che l’interconnessione tra l’Africa orientale ed il resto del continente sarà fondamentale nello stimolare lo sviluppo economico dei Paesi africani in toto. Il costo del progetto è stato stimato a 3,8 miliardi di dollari e si dovrebbe estendere tra il porto di Mobasa sull’Oceano Indiano e Nairobi. La prima tappa di una linea ferroviaria che collegherà Uganda, Ruanda, Burundi e Sudan meridionale. Secondo i termini dell’accordo, la Exim Bank of China coprirà il 90 per cento del costo per la sostituzione della fatiscente linea britannica di epoca coloniale con un collegamento di 609,3 chilometri. Spetta al Kenya il restante 10 per cento.

La costruzione si prevede possa iniziare nel mese di ottobre e protrarsi per tre anni e mezzo fino al suo completamento, con la China Communications Construction Co. come contraente principale. Una volta che la linea Mombasa-Nairobi sarà completata, si avvierà il successivo progetto di sviluppo di un’analoga arteria ferroviaria in Africa orientale, tra Kampala, Kigali, Bujumbura e Juba.

L’accordo è stato firmato presso la State House di Nairobi, alla presenza dei presidenti Uhuru Kenyatta del Kenya, dell’Uganda Yoweri Museveni, Paul Kagame del Ruanda e Salva Kiir del Sud Sudan. «Questo progetto dimostra che non vi è parità di cooperazione e di mutuo vantaggio tra la Cina e i paesi dell’Africa orientale e la ferrovia è una parte molto importante dello sviluppo delle infrastrutture di trasporto», ha dichiarato il Premier cinese Li Keqiang. Il Presidente cinese, durante la sua permanenza, ha visitato i quattro Paesi africani. Un interesse crescente, quello della seconda più grande economia del mondo, desiderosa di incrementare la propria presenza sul continente per trovare nuovi mercati e sviluppare nuove opportunità.

Kenyatta, dal canto suo, ha salutato l’accordo con la Cina definendolo «basato sulla fiducia reciproca», e affermando che il Kenya «ha trovato un partner d’onore nella Cina». Museveni, inoltre, ha rispolverato la sua immagine agli occhi dei finanziatori occidentali, che erano stati critici nei confronti della sua leadership a causa della corruzione in cui grava il Governo e la sua recente firma a favore della legislazione anti-gay. «Siamo felici di vedere come la Cina si stia concentrando sui problemi reali di sviluppo», ha affermato Museveni. «Non danno lezioni su come gestire i governi locali e altre questioni di cui non voglio parlare».

Tuttavia, diversi media cinesi avevano erroneamente riportato l’intenzione di Li di voler costruire linee ferroviarie ad alta velocità in Africa. Il fatto è che, in nessuno degli interventi del Premier durante il suo tour nei quattro Paesi africani interessati, ha dichiarato nulla a riguardo. Ha solo confermato l’interesse cinese di voler portare nel continente linee ferroviarie più nuove e compagnie di alta qualità, oltre ad un centro di ricerca e di sviluppo apposito per l’alta velocità che potrebbe essere trasferita in Africa, in futuro. La Cina, senza dubbio, ha spiccate competenze in materia di alta velocità. Ma ciò non significa necessariamente che intenda (almeno per il momento) costruire questo tipo di linee ferroviarie ultramoderne nei Paesi africani. Al contrario, ci si dovrebbe concentrare sul modo in cui aiutare tali Paesi a costruire e gestire le normali ferrovie di cui già sono provvisti o costruirne di altre.

I collegamenti ferroviari sono un prerequisito per lo sviluppo economico di una regione o di un Paese, perché un treno è in grado di garantire un trasporto di circa 2 mila tonnellate di merci e di migliaia di passeggeri in un singolo viaggio. Si potrebbe considerare i trasporti ferroviari per un’economia ciò che i vasi sanguigni rappresentano per il corpo umano. Gli Stati Uniti, per esempio, non solo sono la più grande economia del mondo, ma possiedono anche la rete ferroviaria più lunga grazie ai suoi oltre 220 mila chilometri. Quella cinese, d’altra parte, si sviluppa per più di 100 mila km di lunghezza, compresi i 20 mila km di linee ferroviarie ad alta velocità. Un altro Paese che ha beneficiato enormemente delle ferrovie è l’India, che ospita circa 65 mila km di strade ferrate. Molti credono che i due più importanti lasciti britannici di cui l’India ha beneficiato siano un sistema democratico efficace e, appunto, una rete ferroviaria completa.

La mancanza di trasporti ferroviari è spesso citata come motivo rilevante dell’arretratezza economica di un Paese. L’Etiopia, ad esempio, ha una sola ferrovia e collega Addis Abeba con Gibuti. Dei 681 km di linea che attraversano il Paese, quasi la metà non è più in uso. Il ricco Paese agricolo produce grandi quantità di caffè e di semi oleosi, ma stenta nel loro trasporto dalle piantagioni ai porti nei Paesi vicini, come il Kenya, Gibuti e l’Eritrea.

Relativamente ai suoi sforzi di cooperazione con l’Africa, la Cina potrebbe aiutare i Paesi come l’Etiopia e il Kenya proprio in progetti inerenti le ferrovie, come già fece nel 1970 costruendone una che collega tuttora la Tanzania con lo Zambia. Testimonianza ‘silenziosa’ di un’amicizia cino-africana di lunga data.

Il Paese del Sol Levante vanta un eccellente record nella costruzione delle ferrovie. La China Railway Construction Corporation ha costruito decine di migliaia di chilometri di strade ferrate senza quasi riportare alcun problema in materia di qualità. Inoltre, la competizione tra la CSR e la China CNR Corporation, i due giganti i materia di trasporto ferroviario, li costringe ad offrire i loro migliori prodotti e servizi sul mercato. I treni ‘made in China’ ed i relativi servizi non necessariamente sono i migliori del mondo, ma sono relativamente economici e si presentano più all’avanguardia della maggior parte dei loro concorrenti nel rapporto prestazioni/costi. In realtà, i treni cinesi hanno superato la dura prova di correre in condizioni climatiche rigide. Pare, infatti, che allorché il Primo Ministro etiope, Hailemariam Desalegn, abbia chiesto al Presidente Li se i treni cinesi fossero adatti alle condizioni climatiche africane, il Premier ha riferito che le loro prestazioni nei climi difficili delle regioni autonome del Xinjiang Uygur e del Tibet abbiano altamente dimostrato la loro qualità. Questo significa che i treni cinesi non dovrebbero incontrare intoppi di sorta nemmeno in Africa.

La costruzione delle ferrovie nei Paesi africani amplificherà le loro economie. Senza ombra di dubbio. Una rete ferroviaria globale potrebbe rivelarsi un notevole beneficio per un Paese come l’Etiopia, vista la sua estesa superficie e la produzione di enormi quantità di prodotti agricoli. Nella costruzione ferroviaria, la Cina di solito offre solo la tecnologia di base e impiega la maggior parte dei lavoratori tra i residenti locali. Quindi, nel caso di un progetto ferroviario, la Cina potrebbe contribuire a creare numerosi posti di lavoro a favore della popolazione locale che, a sua volta, vedrebbe ottimizzare i consumi.

Ciò, ancora una volta, andrebbe a smentire la propaganda occidentale secondo la quale la potente Tigre Asiatica starebbe praticando una sorta di moderno ‘neo-colonialismo’ in Africa. Tuttavia, un progetto simile comporterà alcuni problemi e il flusso continuo di fondi potrebbe essere davvero ingente. Ecco perché è importante che la Cina si concentri sulla costruzione di linee normali (in contrapposizione all’alta velocità). Inoltre, per la maggior parte dei Paesi, soprattutto quelli africani, le ferrovie ad alta velocità potrebbe davvero diventare un onere economico.

E non da ultimo, la Cina ha bisogno di selezionare prudentemente i percorsi sui quali avviare la costruzione. Dovrà condurre uno studio approfondito riguardo la possibilità che una linea ferroviaria possa davvero essere in grado di rilanciare l’economia prima di intraprenderne la sua costruzione. Si deve, quindi, concentrare sui progetti di ferrovie nei quali vi è un’ampia necessità per il trasporto delle merci, ovvero laddove sono presenti piantagioni o siti minerari. Solo in questo modo le ferrovie cinese andranno a beneficio dei Paesi africani in modo sostenibile.

 

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