domenica, Agosto 1

Africa alla prova sul trattato contro la pesca illegale field_506ffbaa4a8d4

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Nel video di ‘Africanews’ un focus sui progressi del Trattato contro la pesca illegale ratificato il mese scorso da più di 30 Paesi (tutto il blocco Ue, alcuni Stati africani e altri in via adesione). Il documento è volto a scoraggiare le attività di pesca illegale, nel quale si legge: «La pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) provoca il depauperamento degli stock ittici, distrugge gli habitat marini, crea distorsioni nella concorrenza, pone in una condizione di svantaggio i pescatori onesti e indebolisce le comunità costiere, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. L’UE è impegnata ad eliminare le scappatoie che permettono agli operatori illegali di trarre vantaggio dalle loro attività». I propositi del continente africano combaciavano con quelli suggeriti dalla FAO che, attraverso i propri canali diplomatici, aveva sollecitato misure urgenti da attuare anche in Africa. Salutato un mese fa come «l’alba di una nuova era nello sforzo di combattere la pesca illegale», il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, ha rinnovato ieri il proprio sostegno ai Paesi africani, «nonostante vi siano ancora delle difficoltà per i Paesi in via di sviluppo e i piccoli Stati insulari». Confortante anche la partecipazione della Repubblica di Corea che ha già confermato la propria adesione e fornirà un contributo finanziario all’accordo.

L’accordo mira al supporto e alla cooperazione di aspetti legislativi, logistici e legali dei singoli Paesi, ma in Africa la situazione sembra andare a rilento. Per il continente africano la pesca è un settore fondamentale dell’economia e il Presidente della Repubblica di Guinea Alpha Condé ha precisato che «per l’Africa, i pesci sono strategici come il mais. La pesca eccessiva mette la sicurezza alimentare sostenibile a rischio», focalizzandosi sulla necessità di una legislazione che scoraggi l’illegalità e sostenga le comunità dei pescatori locali (alcuni esempi tratti dalla comunità togolese sono ritratti nel video). La gestione controllata e legale alimenta un circuito virtuoso anche in termini di fatturato, un risultato non solo a lungo termine, ma, si spera, visibile anche nell’immediato per tutti Paesi dell’Africa che aderiranno.

(video tratto dal canale Youtube di ‘Africanews’) 

 

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