martedì, Ottobre 19

Afghanistan, talebani all'offensiva field_506ffb1d3dbe2

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Talebani all’offensiva a sud dell’Afghanistan. Al via in Spagna le difficili trattative per la formazione di un Governo. Ha superato quota 1 milione il numero di migranti e rifugiati entrati in Europa nel 2015. Secondo la Bild sarebbero giunti in Germania e poi scomparsi una dozzina di profughi in possesso di falsi passaporti siriani provenienti dalla stessa officina in cui erano stati prodotti quelli di due attentatori di Parigi. Renzi in Libano. Le forze governative irachene stanno avanzando verso il centro di Ramadi. Il sostegno militare della Turchia all’Iraq continuerà finché Mosul sarà liberata dal sedicente Stato islamico. Libia: L’Is annuncia la creazione di una forza di polizia a Sirte. Candelotti lacrimogeni sono stati lanciati dentro una casa del villaggio palestinese di Beitilu vicino Ramallah in Cisgiordania. Mali: Al-Mourabitoune si allea con Al-Qaeda. Sud Sudan: una delegazione di ribelli prende parte ai negoziati di pace. In Zimbabwe lo yuan cinese diventerà valuta legale, dopo che Pechino ha confermato la cancellazione del debito di 40 milioni di dollari del Paese africano. Cina: avvocato dissidente condannato per alcuni commenti online. L’Unione europea e le Filippine hanno oggi avviato i negoziati per la definizione di un accordo di libero scambio. La Corte suprema di Panama ha ordinato la custodia cautelare dell’ex presidente Ricardo Martinelli.

 

Afghanistan – Il conflitto in Afghanistan entra in una fase «nuova e ancora più caotica». Ieri sei soldati Usa sono stati uccisi in un attacco a Bagram, nei pressi della principale base statunitense nel Paese martoriato da decenni di guerre. Cresce la presenza dell’Is. Ed emerge una «pericolosa lotta di potere» all’interno del movimento dei Talebani, sempre più divisi, con fazioni rivali che sempre più spesso si danno battaglia. Questo il quadro dell’Afghanistan tracciato da Shawn Snow, analista e veterano dei Marine, secondo il quale la «Casa Bianca si sta lentamente adeguando a questi rapidi cambiamenti nella regione». Il gruppo è sempre più frammentato – scrive Snow nella sua analisi sotto il titolo «Perché i Talebani divisi mettono a rischio la missione Usa in Afghanistan» – a prescindere da quale sia la «verità» sulle sorti del leader, il mullah Mansour. A inizio mese sono circolate notizie sul suo ferimento, anche sulla sua morte, durante una sparatoria scoppiata nel mezzo di un incontro tra leader di fazioni rivali a Quetta, in Pakistan. Poi è stato diffuso un audio – attribuito al successore del mullah Omar, fondatore del movimento – nel tentativo di mettere a tacere le voci sulle sorti del leader dei Talebani. Ma le voci continuano a circolare. E le spaccature all’interno del movimento rischiano di complicare ulteriore la situazione nel momento in cui l’Amministrazione Obama cerca di modificare la strategia di ritiro dal Paese, sottolineando al contempo l’importanza della cooperazione a livello regionale e il ruolo del Pakistan dopo aver ospitato nei mesi scorsi il premier Nawaz Sharif e il potente capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, generale Raheel Sharif.

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