Afghanistan: Isis attacca Save The Children Davos, Gentiloni: 'No a rincorsa verso posizioni protezionistiche'. Libia: è salito ad almeno 27 morti il bilancio dell'attacco a Bengasi

Duro attacco dei jihadisti a Save The Children in Afghanistan. Un commando dell’Isis ha effettuato un attacco kamikaze a Jalalabad City e ha portato all’uccisione di cinque militanti. Circa 45 membri dello staff della ong sono stati liberati dalle forze di sicurezza afghane. Il bilancio provvisorio di tre morti (fra cui due dipendenti della ong) e 24 feriti è stato confermato nel tardo pomeriggio dal governatore della provincia di Nangarhar, Gulab Mangal.

Secondo una fonte ufficiale un kamikaze si è fatto esplodere all’ingresso dell’edificio che ospita l’organizzazione, permettendo al commando di penetrare all’interno. Testimoni oculari hanno riferito di scene di panico nella zona e della fuga degli alunni di una scuola privata che si trova vicino alla sede di Save The Children.

La rivendicazione dell’Isis, pubblicata dall’agenzia Amaq, sostiene che l’attacco è stato portato contro fondazioni britanniche e svedesi, in riferimento forse ad un’altra organizzazione presente nell’edificio di cui al momento non si sa nulla. I talebani, tirati in ballo in un primo momento, hanno subito affermato di non avere alcuna responsabilità nell’attacco armato alla sede della ong.

In seguito all’attentato comunque Save the Children ha sospeso tutte le sue attività in Afghanistan.

«Dobbiamo fare molta attenzione che non ci sia una rincorsa verso posizioni protezionistiche». E’ chiaro il messaggio che lancia da Davos, nel corso del Forum Economico Mondiale, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Chiaro il riferimento alle ultime mosse in tema di dazi del presidente Usa Donald Trump, che è atteso proprio al Forum. «Il protezionismo», ha spiegato Gentiloni, «apparentemente tutela i singoli Paesi, ma alla lunga creerebbe enormi problemi economici e finirebbe per tagliare il ramo su cui poggia la crescita».

Poi un occhio alla situazione italiana, anche in chiave elezioni: «Finalmente, dopo molti anni nei quali eravamo percepiti come un Paese un po’ ammalato, l’Italia viene percepita per come effettivamente è, ossia con grandissime potenzialità e in crescita. Il sentimento che circola qui è speriamo che continui così, che questa spinta di riforme non debba essere messa in discussione e che anzi prosegua».

Usa favorevoli al mercato. A dirlo il Segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, a Davos, dove ha sottolineato che «non ci sono incoerenze» tra il programma del Presidente Trump ‘America First’ e l’obiettivo di collaborare con gli altri Paesi da un punto di vista commerciale. Il Segretario al Tesoro Usa ha detto poi di non essere preoccupato da indiscrezioni secondo cui la Cina starebbe pensando, come reazione, di tagliare gli acquisti di titoli di Stato Usa.

In Libia è salito ad almeno 27 morti il bilancio delle esplosioni provocate ieri sera da due autobomba davanti ad una moschea a Bengasi. I feriti sono oltre 30. In un primo momento fonti dell’intelligence avevano parlato di 7 morti e venti feriti, ma il bilancio si è poi progressivamente aggravato a causa dei feriti che sono morti in ospedale. Tra i feriti, secondo fonti, vi sarebbero Almahdi Al Falah, capo dell’Intelligence department, Internal security e state security, mentre sarebbe morto Ahmed Alfaytori, capo del dipartimento delle unità investigative.

Sono almeno 260 i militanti curdi appartenenti all’Ypg, al Pkk e anche all’Isis, uccisi, feriti o catturati nell’enclave curdo-siriana di Afrin dall’esercito turco e dalle milizie siriane dall’inizio dell’operazione ‘Ramoscello d’ulivo’. Lo fanno sapere le forze armate di Ankara. Intanto la Coalizione internazionale anti-Isis a guida americana ha riferito dell’uccisione di circa 150 miliziani dello Stato islamico nella Siria orientale. L’uccisione è avvenuta sabato durante bombardamenti aerei della Coalizione nel distretto di Shafah, sulle rive dell’Eufrate.