giovedì, Settembre 23

Afghanistan: il raccolto del papavero da oppio field_506ffbaa4a8d4

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Centinaia di lavoratori agricoli dell’Afghanistan, molti dei quali talebani, affollano la provincia di Uruzgan per il periodo più redditizio dell’anno: il raccolto di papavero. L’anno scorso la produzione ha visto un forte calo, a causa della siccità delle campagne. Ma, quest’anno, c’è aria di festa intorno al mare di papaveri da oppio, in un villaggio meridionale afgano, dove gli agricoltori gioiscono nel corso di un raccolto abbondante. Giochi, cibo e baldoria caratterizzano l’ambiente nel quale gli agricoltori lavorano, a dimostrazione del fatto che per il paese è un momento dell’anno in cui bisogna festeggiare il raccolto abbondante, che fa dell’Afghanistan il primo produttore mondiale di oppio, a dispetto dei miliardi di dollari che l’Occidente ha impiegato per la guerra alla droga nel territorio afghano. L’oppio, raffinato in eroina, rimane un fulcro economico per il paese, che registra un tasso sempre più alto di disoccupazione.

Il lavoro degli agricoltori consiste nell’estrarre resina di oppio dai baccelli del papavero. Un lavoro tanto redditizio (si parla di 3 miliardi di dollari per il commercio dell’oppio) quanto duro, considerando il caldo torrido del mattino. «Questo è l’unico momento dell’anno per fare soldi. Le persone lavorano qui per circa 15 giorni e poi sono senza lavoro per il resto dell’anno», ha detto Afzal Mohammad, un agricoltore.

Il papavero cresce in un punto abbastanza in vista, nei dintorni dell’ufficio del governatore provinciale della capitale Tarin Kot, di edifici governativi e basi di polizia, stimolando le accuse che i funzionari afghani ricavino profitto dal commercio dell’oppio.

(Video tratto dal canale Youtube: AFP news agency)

 

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