martedì, Ottobre 26

Afghanistan, confermata la morte del Mullah Omar La Tuchia prosegue la missione “contro il terrorismo curdo”, uccisi oltre 200 soldati dello YPG curdo

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Nonostante i talebani non abbiano ancora fatto un annuncio ufficiale la conferma arriva da diverse fonti interne al movimento. Pare infatti che il Mullah Omar, leader dei talebani, sia morto nell’aprile 2013 non in Pakistan ma in uno Stato non ancora reso noto. Le voci sulla possibile uccisione della guida spirituale dei talebani si sono moltiplicate negli ultimi mesi anche sul sito web dell’Emirato islamico ma risale ad oggi l’ufficializzazione da parte del governo centrale afghano. Sia il portavoce della Casa Bianca Eric Schultz che il giornale pakistano Express Tribune ne confermano la notizia.
L’indiscrezione sarebbe circolata quando un comandante talebano è arrivato a Islamabad per partecipare ai colloqui di pace che erano previsti domani ma che sono stati rinviati. Secondo un comunicato del Ministero pachistano degli Esteri il secondo round di negoziati tra talebani e Governo afghano è stato rinviato proprio alla luce dell’incertezza creata dalla notizia sulla morte del Mullah Omar, successivamente avvalorata. Il primo round si era tenuto il 7 luglio a Murree alla presenza di osservatori degli Stati Uniti e Cina. «Il Pakistan e gli altri Paesi amici dell’Afghanistan sperano che i vertici talebani continuino a impegnarsi per portare la pace», si legge nel comunicato. Dopo Bin Laden e al Zawahiri esce dai giochi bellici di questa guerra lunga 14 anni anche il Mullah Omar per lasciare spazio ad Akhtar Mohammad Mansur, considerato il candidato con maggiori possibilità di raccogliere l’eredità. Eletto all’unanimità dal direttivo dei Talebani come ‘nuovo leader supremo’ avrà come vice Sirajuddin Haqqani, figlio di Jalaluddin Haqqani noto per la sua feroce resistenza antisovietica.

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