martedì, Settembre 21

Affitto di uteri senza una legislazione federale

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Lo stato di Tabasco si presenta come un paradiso della maternità surrogata; stranieri soggetti all’interpretazione legale. In Messico sono state presentate almeno otto iniziative al Congresso dell’Unione per far sì che la Legge Generale della Salute regoli la riproduzione assistita e specialmente la gestazione surrogata, comunemente conosciuta come ‘affitto di uteri’. Nessuna ha avuto buoni risultati.

Il Gruppo di Informazione sulla Riproduzione Assistita GIRE, un’organizzazione non governativa del Messico dedicata alla ricerca su questo tema, sostiene che dando regole a questa attività si darebbe anche una certezza giuridica e si proteggerebbero i diritti umani di tutti coloro che scelgono questo tipo di procreazione e di creazione di famiglia alternativi; così come quelli dei bambini stessi. Le regole dovrebbero comprendere l’ambito pubblico, privato e sociale; al momento i rischi sono molti, proprio a causa dell’assenza di legislazione nel Paese.

L’avvocato Enna Rosa Valencia Rosado ha riassunto così la situazione per ‘L’Indro’: “L’assenza di legge e la maniera in cui si interpreta questo servizio di maternità surrogata, generano un fenomeno che dà luogo a truffe per la mancanza di una sicurezza legale e, se il Messico non provvede a fornire un’adeguata legislazione, darà l’immagine di un Paese del Terzo Mondo che ‘affitta uteri’”.

 

Tabasco in affitto

Sebbene la scelta delle regole riguardanti questa pratica competa alla sfera federale tramite la Legge Generale della Salute, ogni stato può prendere le proprie decisioni in base alle proprie caratteristiche. Il Distretto Federale e gli stati di Guerrero e Puebla, hanno cercato di plasmare le proprie legislazioni per ottenere una norma a riguardo; tuttavia a Città del Messico (Distretto Federale) il tentativo del 2010 non è stato pubblicato, sebbene se ne fosse discusso nell’Assemblea capitolina.

Nel 2011 a Guerrero, nel sud del paese, è stata presentata un’iniziativa chiamata ‘Legge sulla Maternità Surrogata, che però non fu nemmeno discussa nella riunione dei deputati poiché presentava delle imprecisioni su vari aspetti. Puebla, nel centro del Messico, ha giusto preparato un’iniziativa di riforma alla sua legge della salute che contemplasse questo caso. Non c’è stato altro.

E’ Tabasco, nel sud est della Repubblica messicana, lo stato conosciuto come ‘l’unico con una legislazione’ a riguardo. Il Centro di Chirurgia Riproduttiva e Ginecologia REPROGYN, con sede in quello stato, attraverso i suoi dirigenti ha rivelato che ci sono bambini nati in questa istituzione che sono già in Canada, Spagna e Stati Uniti.

Tuttavia, l’opinione dell’avvocato Valencia dista dall’interpretazione che espongono le imprese riguardo il negozio della procreazione surrogata. “Le nostre leggi generalmente vengono create e riformate per limitare le condotte che si sviluppano giorno dopo giorno e che non sono state previste in fase legislativa; questo è successo nel Codice Civile di Tabasco, concretamente nell’articolo 92. Quest’ultimo regola il modo in cui evitare il conflitto riguardo la filiazione del minore nato da una gravidanza surrogata, meglio conosciuta come ‘utero in affitto’, e specifica il diritto di chi conferisce il codice genetico, ovvero la madre biologica. Non va oltre e si limita, in maniera sana, a proteggere la filiazione del neonato”.

L’avvocato, che esercita nel sudest del Paese, mette in evidenza che la protezione della filiazione del neonato è interesse dello stato messicano e specificando che “in relazione al suo stato di vulnerabilità, non può avere opinioni od esprimersi”. Il rapporto del GIRE, aggiornato al 2013, riporta che «a Tabasco, l’articolo 92 del Codice Civile regola la gestazione surrogata come un presupposto della filiazione e determina che si deve svolgere tra la madre gestante sostituita e la madre surrogata».

Si sta confondendo la protezione nei confronti della filiazione di un minore che prevede la legislazione di Tabasco con il diritto di surrogare una gravidanza o contrattare per un utero in affitto per ottenere un bambino, senza considerare e svolgere ciò che è già presente nelle leggi messicane riguardo il registro delle nascite”, spiega Valencia, aggiungendo che la sua opinione non vuole rientrare nel dibattito se sia etico o meno.

Il famoso articolo che viene considerato all’avanguardia in Messico e nell’America Latina incluso nel Codice Civile di Tabasco, descrive il «dovere di riconoscere un figlio, tanto per la madre che per il padre che non sono sposati tra di loro. Hanno il dovere di riconoscere il proprio figlio, però se non compiono questo dovere volontariamente, non si registrerà il loro nome nell’atto di nascita e si annoterà semplicemente l’ora, giorno, mese, anno e luogo della nascita; così come si fa normalmente con il nome e il cognome della persona di cui si sta registrando la nascita».

Il testo normativo aggiunge che «se il padre, la madre o entrambi richiedono direttamente o tramite procuratore che nell’atto di nascita si registri il proprio nome, lo si farà risultare e si menzionerà, in questo caso, che è stata fatta questa richiesta». Considera anche che quando il figlio viene presentato da uno solo dei progenitori, si registrerà solo il nome di quello presente. Nell’atto di nascita non si farà nessun tipo di menzione che qualifichi la filiazione, come ad esempio ‘figlio legittimo’, ‘figlio naturale’, ‘figlio illegittimo’, ‘figlio di ignoti’, ‘figlio di padre ignoto’, ‘figlio di madre ignota’ o ‘avuto come conseguenza di qualsiasi modo di riproduzione umana artificiale’. Farlo causerebbe una sanzione per il responsabile.

Sul tema discusso, il Codice specifica che «nel caso dei bambini nati come risultato della partecipazione di una madre gestante sostituta, si presume la maternità della madre contrattante che la presenta, visto che ciò implica la sua accettazione». Riporta inoltre che «nei casi in cui partecipi una madre surrogata, ci si dovrà attenere al metodo dell’adozione classica». In accordo con questa regolamentazione, per madre gestante sostituta si intende la donna che porta a termine la gravidanza e offre i componenti per la gestazione, ma non il componente genetico.

La madre surrogata invece provvede ad entrambi: il codice genetico e i componenti per la gestazione. Si considera madre contrattante la donna che decide di utilizzare i servizi offerti dalla madre gestante sostituta o dalla madre surrogata, a seconda del caso. Escluso il caso in cui si tratti di un figlio nato da una madre gestante sostituta, quando il figlio nasce da una moglie sposata che vive con suo marito, l’ufficiale del Registro Civile non potrà registrare come padre nessun altro che non sia il marito stesso, se non nel caso in cui abbia disconosciuto il proprio figlio ed esista una sentenza esecutiva che lo dichiari.

 

Spagnoli in conflitto

Per l’avvocato messicano anche Notaio Pubblico, questa normativa non dà origine a un conflitto di leggi, com’è stato recentemente sostenuto nel caso di un matrimonio tra due uomini provenienti dalla Spagna, che si sono sposati a Città del Messico nel 2014 e hanno deciso di surrogare un utero per diventare genitori.

Luis Delgado e José Antonio Fernández, nel gennaio del 2015, sono diventati genitori di due gemelliLa coppia non vuole fornire il nome della madre e di conseguenza la Segreteria delle Relazioni Esterne gli ha negato il passaporto per portare i neonati fuori dal Messico. “Non esiste un conflitto di leggi, poiché non esiste legge o regolamentazione che qualifichi un contratto di gravidanza surrogata. Non è definito né lecito né illecito per chi legisla in questo paese”, considera l’avvocato Valencia da Cancún. E’ proprio in questa città che si trovano gli sposi spagnoli con la speranza di poter lasciare il Messico con i ‘propri figli’.

Così come hanno fatto Luis e José Antonio, sempre più stranieri si lasciano conquistare dalla pubblicità delle varie agenzie o cliniche di Tabasco che offrono questo servizio. «Lo stato di Tabasco in Messico è una delle poche giurisdizioni del mondo che permette i contratti di Gestazione Materna Sostituta e non discrimina lo stato civile né l’orientamento sessuale», riporta l’offerta del centro medico messicano CEFAM. Questa clinica specialista offre i suoi servizi a Tabasco, in altre nove città messicane e nella Repubblica Dominicana.

Secondo il punto di vista dell’avvocato Valencia, questo non è veritiero al 100%. “Le leggi messicane stabiliscono che l’atto di nascita di un minore deve riportare chi è sua madre, poiché è un  diritto che non può essergli portato via – in questo caso – dai ‘suoi due padri’. Questi minori hanno diritti inerenti alla condizione e alla nazionalità della madre. Questo non significa che non possono essere adottati legalmente dai due sposi, però questo comporta un altro procedimento che segue altre leggi”.

Protetto dall’articolo 347 dello stesso Codice Civile di Tabasco, anche il Centro di Surrogazione CARE rende attrattiva la sua offerta per coloro che sono in cerca di uteri in affitto o procreazione assistita.

L’articolo dice, tra le altre cose, che «quando partecipa al processo riproduttivo una seconda donna, si presume che la madre legale sia la donna che contratta; sia che quest’ultima fornisca o meno l’ovulo. Quando la madre sostituta non è la madre biologica del bambino, nato come risultato di un trasferimento di embrione, la madre contrattante sarà considerata la madre legale del bambino e quest’ultimo sarà considerato figlio legittimo della donna che ha contrattato».

Contemporaneamente alla pubblicità attrattiva di questa normativa, lo stesso Centro di Surrogazione espone ai suoi clienti che «l’unica problematica che abbiamo si presenta quando si porta il bambino fuori dal Messico e si torna al proprio paese d’origine». Per questo offrono anche attenzioni da parte dei loro avvocati durante il processo legale per portar via il neonato.

Quest’impresa nella sua pubblicità assicura che la sua offerta comprende «lo stesso ventaglio di tecniche di riproduzione assistita sia a lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, single e omosessuali che a qualsiasi altro tipo di coppia».

 

Problema di salute pubblica

Il GIRE rivela che l’Istituto Nazionale di Perinatologia ha assistito dal 2006 al 2012 un totale di 48.149 persone nel trattamento contro l’infertilità. Ha inoltre esposto calcoli accademici sulle coppie messicane che presentano problemi di infertilità: sono almeno 1.5 milioni.

Per questo motivo, il gruppo considera che questo rappresenta un problema di salute pubblica in Messico, che si aggiunge all’interesse degli stranieri che cercano la possibilità di diventare genitori in questo paese davanti alla possibilità nulla di farlo in altri paesi o ai costi elevati che si raggiungono dove la riproduzione assistita e la surrogazione gestazionale sono pienamente regolarizzate.

In questo modo, crescono la domanda e l’offerta, nonostante le incertezze legali.

Il prezzo che si richiede per questo servizio si sottopone solo alle persone realmente interessate. Nonostante negli Stati Uniti si aggiri tra i 100 e i 150 mila dollari, alcune cliniche di Tabasco assicurano che può costare fino al 70% in meno.

 

Traduzione di Sara Merlino

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