martedì, Agosto 3

Afd: ecco chi lo finanzierebbe Il partito nazional-populista affronta le prime difficoltà

0

Gli storici del futuro guarderanno a questi anni come il periodo del populismo. Da quando la Grande Recessione si è abbattuta sul Vecchio Continente, si è assistito a un continuo fiorire in tutta Europa di partiti che, a vario titolo e secondo diversi orientamenti, possono essere definiti come populisti. Alcuni di questi già esistevano prima della crisi, ma ottenevano risultati elettorali da prefisso telefonico; altri sono nati dopo, approfittando del malcontento causato dalle politiche austere dell’Unione Europea; altri ancora si sono trasformati nel corso del tempo, cavalcando i temi dell’euroscetticismo e della difesa dei confini, riorientando la propria posizione per intercettare la voce e i voti delle masse insoddisfatte e impoverite. Ecco quindi gli exploit di movimenti populisti, di sinistra e di destra, per tutto il continente: Podemos in Spagna, Syriza in Grecia, il Movimento Cinque Stelle e la Lega in Italia, il Front National (oggi Rassemblement National) e la France Insoumise in Francia, lo United Kingdom Independence Party (UKIP, promotore del referendum per la Brexit) nel Regno Unito e, in Germania, Alternativ für Deutschland (AfD). E questi sono solo i più famosi. La crescita di questi partiti si è fatta quasi inarrestabile. Le elezioni europee del prossimo anno saranno il definitivo banco di prova della loro crescita e, chissà, della tenuta dell’Unione.

Tuttavia, la crescita, prima o poi, deve arrestarsi e, con ogni probabilità, in alcune realtà iniziano a sentirsi i primi lievi scricchiolii. È il caso del partito nazional-populista tedesco AfD. Nelle ultime elezioni nei Länder – quelle in Baviera e in Assia – l’AfD ha ottenuto risultati che possono essere analizzati solamente attraverso la logica del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: infatti, se è vero che la sua presenza nei Parlamenti regionali è aumentata significativamente, rispetto all’ultima tornata elettorale locale, è anche vero che l’AfD non ha mostrato segnali di crescita significativi in confronto all’exploit delle elezioni nazionali del 2017. Il dato è piuttosto significativo, se si considera il crollo dei partiti tradizionali, che hanno lasciato sul campo decine di migliaia di voti. L’AfD non è dunque riuscito a fare ciò che, nei suoi pochi anni di vita, era stato bravo a fare: intercettare il voto dei delusi dei partiti tradizionali. A onor del vero, va aggiunto che sono altre le zone della Germania dalle quali ci si aspetta un grande risultato del partito nazional-populista.

Figli piccoli, guai piccoli; figli grandi, guai grandi. Il figlio politico di Bernd Lucke, professore di macroeconomia all’Università di Amburgo, fondatore ed ex leader di Alternativ für Deutschland, è cresciuto da quel (neanche troppo) lontano 2013, passando dall’essere un piccolo movimento di nicchia, ultraliberista ed euroscettico, a diventare il terzo partito di Germania alle politiche del 2017, abbracciando un agenda politica più apertamente populistiche e di destra estrema, con un grosso accento messo sul controllo dei confini. Lucke ha lasciato il partito nel 2015, preoccupato per la svolta radicale; per le stesse ragioni, Frauke Petry, colei che è succeduta al fondatore, ha abbandonato il partito all’indomani del risultato delle elezioni del 2017. Ormai cresciuto, il ‘figlio’ di Lucke è stato adottato da Alice Weidel e Alexander Gauland. Da qualche tempo, tuttavia, è salito all’onore delle cronache una gestione non chiara riguardo ai finanziamenti di cui godrebbe il partito. Se prima i leader di AfD dovevano affrontare problemi comuni ai piccoli movimenti, come la propria sopravvivenza, crescendo ha iniziato a dover affrontare problemi tipici dei partiti più strutturati.

Le leggi riguardanti il finanziamento dei partiti in Germania sono piuttosto rigide. Una di queste, ad esempio, vieta espressamente ai movimenti di ricevere finanziamenti da un Paese non appartenente all’Unione Europea. AfD ha ricevuto una somma da un’azienda svizzera, per la campagna elettorale di Alice Weidel. La cifra, confermata dalla stessa AfD, sarebbe di circa 130 mila euro, proveniente da una azienda farmaceutica, destinata alla sede di partito di Costanza, al confine fra Germania e Svizzera (i due Paesi nei quali Weidel trascorrere la sua vita). La diretta interessata, nel fiume di polemiche che sono seguite e alle quali dovrà rispondere nel Bundestag, nel giro di poche settimane, ha dichiarato di non aver speso quei soldi e di averli anzi restituiti, sebbene, secondo alcune informazioni, mancherebbero all’appello 8 mila euro. I soldi sarebbero stati utilizzati per la campagna online di AfD e per il pagamento di alcune quote relative alle elezioni del 2017. Ma chi è questo segreto finanziatore di AfD? Non si conosce il suo nome. L’azienda farmaceutica svizzera ‘PharmaWholesale’ ha dichiarato di aver versato quella somma a un ‘amico d’affari’, ma di non sapere che quei soldi fossero per l’AfD.

Si conosce, invece, il nome dell’organizzazione che, dai Paesi Bassi avrebbe finanziato con 150mila euro, il partito nazional-populista: ‘Stichting Identiteit Europa’. I soldi non sono stati dichiarati al Bundestag, contravvenendo alla legge per cui ogni cifra superiore ai 50mila euro vada segnalata al Parlamento. A quanto dichiarato da AfD, sono stati restituiti al mittente, poiché non si conosce l’identità del donatore. Come per il caso svizzero, quindi, anche qui non si conosce chi sia il donatore. Chi finanzia AfD?

Nell’ambito di queste indagini, è emerso un nome: August von Finck junior. Figlio del Barone August von Finck, è uno degli uomini più ricchi di Germania e del mondo: secondo Forbes, è il 167° uomo più facoltoso della Terra, con un patrimonio netto di 8,7 miliardi di dollari. Sarebbe un suo finanziatore dal 2013, quando ancora AfD era agli inizi: avrebbe pagato suoi eventi e manifestazioni e finanziato campagne stampa, pagando per tranche di 100mila e 120mila euro. Inoltre, avrebbe sostenuto la fondazione del giornale Deutschland Kourier, che ha sostenuto la campagna elettorale di AfD nel 2017. Dietro von Finck ci sarebbe un vero e proprio sistema di società e aziende dedite al sostegno del partito nazional-populista. L’AfD, tuttavia, non sarebbe il primo innamoramento politico dell’imprenditore: in passato aveva sostenuto Franz-Josef Strauss, del CSU, il Partito Liberale Democratico (Freie Demokratische Partei, FDP) e il primo movimento antieuro tedesco, il Bund Freier Bürger quest’ultimo per 4,3 milioni di euro.

Von Finck sembra quindi essere particolarmente interessato al finanziare i movimenti conservatori, spostandosi tendenzialmente sempre più verso quella destra apertamente euroscettica. Perché, tuttavia, AfD non ha mai fatto chiarezza su questi fondi? E cosa si nasconde dietro questo sistema di aziende che finanziano l’ultradestra tedesca? Le prossime settimane saranno decisive per rispondere a queste domande.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->