lunedì, Aprile 19

Aerospazio: gli ingegneri ‘funzionano’ “Come ingegneri siamo sempre abituati a studiare e a aggiornarci. È una necessità che è sempre esistita, ma oggi è ancora più necessaria con l’evoluzione continua della tecnologia. Nel campo spaziale userei un ordine di grandezza maggiore. Il valore della commissione aerospazio nell’Ordine degli ingegneri di Roma mira proprio a questo obiettivo”. Intervista a Giovanni Nicolai

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‘Gli ingegneri non vivono, funzionano’. È un vecchio detto che prende un po’ in giro, un po’ sul serio una categoria di professionisti che radicano le proprie origini nelle grandi civiltà del passato, a partire forse già dall’Antico Egitto fino poi a noi. Gli ingegneri hanno costruito le ere storiche con testimonianze tutt’ora visibili. E ogni cultura ha avuto la sua genia. Facile per noi italiani far riferimento alla romanità e ai suoi più stretti predecessori.

Oltre poi agli ingegneri greci e romani, anche i cinesi diedero un notevole contributo tecnologico all’umanità, che già ai tempi della nascita di Cristo inventarono un avveniristico rivelatore di terremoti, per non parlare poi dei primi importantissimi studi che diedero corpo alla missilistica.

E proprio su questi principi, molto più antichi di quanto possa immaginarsi, la Commissione Aerospazio dell’Ordine degli Ingegneri sta percorrendo una strada innovativa per ampliare la conoscenza e stimolare la fantasia.

 

Ing. Giovanni Nicolai. Lei è presidente della Commissione Aerospazio dal 2017. I suoi 40 anni di esperienza nella progettazione di reti di telecomunicazione satellitari, nella progettazione del ground segment per satelliti quali Italsat, Sicral e come program manager per progetti complessi in diversi settori civili e governativi, può raccontarci da dove nasce questa idea?

Appena si insediò l’ultima presidenza dell’Ordine, il nuovo consiglio stabilì di istituire delle commissioni che avessero l’obiettivo di instaurare un dialogo specialistico con i suoi iscritti, per allargare le cognizioni e tenere aggiornati gli ingegneri romani nelle discipline più avanzate.

L’Ordine di Roma conta circa 23.000 iscritti. Che cos’è un Ordine degli Ingegneri?

Giuridicamente l’ordine professionale è un vero e proprio ente pubblico. L’ordine provinciale è una istituzione regolamentata con Legge n. 1395/1923 che, all’art. 2, che così dispone: “È istituito l’ordine degli ingegneri e degli architetti inscritti nell’albo in ogni provincia”. L’ordine è vigilato dal Ministero di Grazia e Giustizia e tra i suoi compiti è previsto l’esercizio di aggiornamento professionale. Poi c’è l’applicazione del criterio di congruità e conformità in riferimento alle prestazioni professionali e la tutela dell’esercizio professionale. Ma poi entriamo in tecnicismi molto particolari.

Giusto, allora parliamo dell’aggiornamento professionale.

Come ingegneri siamo sempre abituati a studiare e a aggiornarci. È una necessità che è sempre esistita, ma oggi è ancora più necessaria con l’evoluzione continua della tecnologia. Nel campo spaziale userei un ordine di grandezza maggiore. Il valore della commissione aerospazio nell’Ordine degli ingegneri di Roma mira proprio a questo obiettivo. Per questo ho ritenuto di organizzare seminari e conferenze fin dalla sua fondazione: all’inizio la commissione era composta da 20 professionisti, ora ci siamo più che triplicati e la presenza in aula nei seminari che abbiamo organizzato, fino a che abbiamo potuto, è stata in continua crescita.

E ora siete fermi?

Assolutamente no. I vincoli della pandemia e i DCPM ci hanno costretti a modificare il passo. Ci siamo inventati i corsi in remoto (i cosiddetti Webinar) e abbiamo riempito la sala virtuale fino alla capienza fisiologica delle piattaforme di cui disponiamo. E poiché i nostri corsi sono interattivi, la presenza e l’attenzione è testimoniata dagli interventi e dalla partecipazione del pubblico, che è continua e molto vivace.

Chi partecipa ai seminari della commissione?

Prima di tutto gli iscritti all’Ordine degli Ingegneri di Roma. Poi anche i professionisti e i cultori della materia. Riusciamo a saturare le richieste generalmente in un solo giorno da quando pubblichiamo gli eventi.

E gli argomenti?

Essenzialmente questioni spaziali. Ma la filiera è lunga è complessa e cerchiamo di essere aggiornati su tutto. La Difesa per esempio ha un grosso peso essendo il principale riferimento istituzionale delle industrie nazionali ma poi parliamo di lanciatori, di telecomunicazioni e dei servizi di gestione del segnale dalla terra verso il satellite e dal satellite verso la terra.

Cosa si prefigge la Commissione Aerospazio e in genere l’Ordine degli Ingegneri di Roma come obiettivi?

Gli obiettivi principali sono la diffusione dell’informazione sui nuovi sistemi e sulle nuove tecnologie e come cercare di fare massa critica sia per valorizzare la filiera aerospaziale italiana proponendo alleanze tra le diverse aziende del settore sia per valorizzare il ruolo dell’ingegnere nell’industria come professionista al fine di focalizzare il ruolo dell’industria aerospaziale italiana in un contesto europeo ed internazionale. Le altre commissioni tematiche dell’Ordine si muovono verso gli stessi obiettivi al fine di incrementare la domanda e generare nuova occupazione.

Chi sono i docenti?

La popolazione dei docenti della Commissione Aerospazio è variegata. Dai professori delle nostre università del Lazio agli amministratori delegati e manager di aziende e imprese del settore. Le testimonianze devono essere molto diversificate. Per questo ci avvaliamo della collaborazione dello Stato Maggiore delle Difesa e naturalmente dei membri stessi della nostra Commissione che trasmettono informazioni ed esperienze delle loro attività.

Avete adottato il criterio delle quote rosa?

Nei nostri corsi ci preoccupiamo essenzialmente di trasmettere informazioni tecniche e scientifiche. Quelle non hanno genere, né colore di alcun tipo. Abbiamo molte professioniste nella Commissione e nella comunità che abbiamo creato. Certamente il numero di donne iscritte alle facoltà di ingegneria e presenti nella filiera aerospaziale italiana è minore del numero di uomini e questo dato è significativo nel contesto. Ma siamo sempre aperti e questo è un vanto per tutti noi. Dobbiamo pensare alle nuove sfide e ce ne aspettano tante.

Per esempio il volo umano.

Certo. Stiamo affrontando il tema con molto scrupolo perché l’Italia farà parte delle prossime missioni lunari e cerchiamo tutti gli argomenti che possano stimolare la curiosità dei nostri tecnici e l’attenzione delle nostre istituzioni a un settore strategico, affascinante e pieno di prospettive per il nostro Paese. Con i miei collaboratori stiamo tenendo infatti molti corsi sulla Luna. Altri settori strategici dove abbiamo organizzato molti seminari sono i servizi satellitari per l’automotive, l’intelligenza artificiale, i nuovi sistemi spaziali in ambito dell’amministrazione della Difesa, le normative aeronautiche, le nuove tecnologie per sistemi satellitari a orbita bassa ed altro. E tutti i seminari sono sempre molto affollati.

Ing. Nicolai. Lei è autore di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali e ha partecipato a più conferenze scientifiche con testimonianze e contributi. Quale sarà a suo parere il futuro della formazione nell’Ordine?

Noi pensiamo di ampliare e diversificare le commissioni, rendendole sempre più multidisciplinari. È una sfida importante di una nazione, la nostra Italia che vanta da sempre una larga tradizione nelle invenzioni e nelle innovazioni. Io ritengo che le nostre competenze devono essere valorizzate e sempre più considerate, prima di tutto dagli imprenditori italiani. Quando in altre nazioni si è provato a eliminare la presenza produttiva a favore di altre forme di economia, si è visto che alla fine tutto si è concluso in un vero disastro. Il Covid ci ha insegnato che l’Italia ha retto il colpo violentissimo solo perché ha ancora una realtà industriale capace di reagire alle dure regole imposte per ridurre i contagi. Io penso che seguire la strada della formazione e della contaminazione delle idee sia una soluzione possibile e necessaria. Il nostro è un Paese meraviglioso e pieno di talenti. Il compito degli ingegneri deve essere stimolato e sempre più aggiornato.

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