martedì, Settembre 21

Aereo Egyptair, punta la pista di una bomba L’Austria rallenta sui controlli al confine, la priorità sarà Shengen.

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Proseguono intanto le manifestazioni degli opposti alla riforma del codice del lavoro in Francia che da alcune settimane sta causando diversi problemi alla viabilità. Un Tgv diretto a Parigi è stato bloccato nella stazione di Reims, nel nord-est della Francia alle 7.45 del mattino ma poi ha potuto riprendere il viaggio per la capitale, dove è arrivato con circa 20 minuti di ritardo. I sindacati francesi hanno indetto per oggi una nuova giornata di manifestazioni e proteste contro la riforma del codice del lavoro.

Altre proteste sono avvenute nella serata di ieri ad Idomeni dove la polizia ha usato gas lacrimogeni e granate assordanti contro un gruppo di almeno 200 migranti della tendopoli improvvisata al confine con la Macedonia, dopo che questi avevano tentato di sfondare il cordone degli agenti spingendo una carrozza ferroviaria sui binari lungo i quali sono accampate da mesi migliaia di persone. Medici senza Frontiere ha lasciato il campo di Idomeni dopo gli scontri tra la polizia greca e gruppi di migranti di ieri sera, ma vi ha fatto ritorno stamani. Lo riferisce la stessa organizzazione su Twitter, annunciando di essere da poco tornata nel campo, dove la situazione è ora «calma», lavorandovi «a pieno regime».

Intanto Vienna ha informato «che per il momento non si ha alcuna indicazione sulla necessità di reintrodurre i controlli di frontiera al Brennero nelle attuali circostanze, e questa decisione può essere presa solo come misura di ultima istanza, dopo una valutazione della sua adeguatezza e proporzionalità». Così il commissario Ue Dimitris Avramopoulos in una lettera ai ministri Paolo Gentiloni e Angelino Alfano. «Per preservare l’integrità dello spazio Schengen, condivido tuttavia le preoccupazioni espresse dall’Austria sul potenziale aumento dei movimenti secondari di migranti dall’Italia e all’importanza dell’essere preparati ad affrontare i flussi migratori provenienti dalla rotta del Mediterraneo centrale»,ha aggiunto.

Un protocollo di d’accesso alla Nato da parte del Montenegro ha oggi marcato «un passo storico» tanto per l’Alleanza, quanto per il paese e «per la stabilità nei Balcani occidentali». Così ha commentato il segretario generale, Jens Stoltenberg, aggiungendo che il passaggio formale di oggi -che da subito assicura al Montenegro un posto da osservatore, in attesa della piena membership a conclusione del processo di ratifica da parte degli altri 28 alleati- è anche «il segnale che le porte della Nato restano aperte» anche per gli altri paesi candidati, a cominciare dalla Georgia «che continuiamo a sostenere», ha concluso.

Un altro alleato del Patto Nordatlantico, la Turchia ha oggi annunciato sarà l’attuale ministro dei Trasporti, Binali Yildirim, il nuovo premier turco e leader del partito di governo Akp, dopo le dimissioni di Ahmet Davutoglu. Yildirim verrà eletto formalmente domenica nel congresso straordinario dell’Akp, in cui sarà candidato unico. Subito dopo, riceverà l’incarico di formare un nuovo governo dal presidente Recep Tayyip Erdogan.

 

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