mercoledì, Aprile 14

Adozioni da parte di omosex field_506ffb1d3dbe2

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Famiglia arcobaleno

Ancora una volta la Magistratura ha dovuto ovviare alle mancanze dei nostri legislatori.
Sto parlando della sentenza del Tribunale di Roma che ha riconosciuto l’adozione di una bambina che vive in una coppia omosessuale formata da due donne, di cui una delle due è la sua mamma biologica. 

Era già accaduto in passato per questioni diverse: quale l’assicurazione di un dipendente di una banca estesa anche al suo compagno, il riconoscimento di una coppia sposata all’estero e così via.

Ogni volta la Comunità Lgbt aveva gioito e sperato che la strada indicata dai giudici fosse a breve seguita dagli onorevoli seduti in Parlamento.
Ma ciò non è mai avvenuto e, temo, mai avverrà.
Perché?
Perché in realtà alla maggior parte dei ‘civilissimi italiani’ non importa un fico secco che ci siano tante persone costrette a sopravvivere in una vita senza diritti. I ‘civilissimi italiani’, anche molti tra quelli che si dichiarano ‘di Sinistra‘, sono lontani anni luce dal considerare i diritti delle persone Lgbt una priorità. E questo da sempre… nel nostro Paese vi sono priorità sul lavoro, sui migranti, sugli esodati, sulla scuola, sulla giustizia, tutte priorità che hanno diritto di precedenza rispetto ai diritti civili delle persone Lgbt. Perché tutto è più importante rispetto a varare una legge contro omo-transfobia, una legge per le unioni civili o per le adozioni di coppie omosex e di fatto. Non importa a nessun ‘civilissimi italiani’ che gay e persone trans continuino ad essere insultate, picchiate e alla fine magari si suicidino. Eppure la formulazione di queste leggi, a ben vedere, non preclude in alcun modo il lavorare alla soluzione delle sopracitate priorità. Basta volerlo.

Proprio il diritto di adozione per una coppia omosessuale ha scatenato tante discussioni sui social Network. Su Facebook ho rilevato molti tentennamenti e critiche anche da parte di persone “politically correct”.

Ne citerò alcuni postati su Facebook.

«Una famiglia con figli deve essere composta da un genitore maschio (papà) e da un genitore femmina (mamma). I diritti delle coppie omosessuali di costruirsi insieme la vita, decidendo cosa avere in comune, sono per me sacri. Ma anche la famiglia lo è. E lo scrivo con la massima serenità, pronto a intavolare qualsiasi discussione, sperando che nessuno mi tacci di ‘omofobia’, perché nutro la libertà di un pensiero rispettoso e tutto mio, rispettosamente diverso da quello di un altro».

«La famiglia non è semplice coppia come potrebbe essere un paio di scarpe, o di orecchini, ma è quella composta da un uomo e una donna che per legge di Dio e di Natura possono procreare. In un mondo civile la legge dell’uomo può e deve tutelare due persone che vivono insieme, per libera scelta e per amore ma la convivenza di due persone anche dello stesso sesso, non può e non deve essere equiparata al concetto di famiglia come unione di due persone di sesso diverso. Con tutte le conseguenze civili che ne derivano, come il divieto di adozione da parte di due persone dello stesso sesso».

Seguendo il ragionamento di chi ha postato questo commento, la Chiesa non dovrebbe sposare persone che hanno superato l’età per procreare. E, seguendo sempre il filo di questo ragionamento, nemmeno tutte quelle coppie che non sono in grado di procreare possono essere definite una famiglia.

Sempre da Facebook: «Se la bambina è figlia di una delle due donne, allora son d’accordo nel poterla fare adottare dalla compagna. Se si tratta adozione normale non sono d’accordo nell’affidarla a una coppia gay (forse sono un po’ bigotta, ma un bimbo ha bisogno di genitori di sesso diverso)».

Come è stato più volte fatto notare: allora nemmeno quelle madri vedove o separate o divorziate, che crescono da sole i loro figli, sono famiglie. E neppure ragazzi padri, uomini rimasti da soli.

In certi momenti mi sembra che ci sia stato un reset e ho come la sensazione di essere tornata indietro, ai tempi delle discussioni sui matrimoni misti tra bianchi e neri e dei problemi che avrebbero avuto i loro figli. Ve ne ricordate?

Rileggendo queste frasi e molte altre, che per brevità non riporto, mi viene in mente che l’omofobia è proprio una brutta bestia, somiglia a un virus che contagia silenziosamente le persone, in un primo momento senza neppure manifestarsi, e poi, quando improvvisamente emerge, fa danni. E si rivelano proprio questi, a mio avviso, gli omofobi peggiori, quelli che con un sorriso si dichiarano tuoi amici mentre ti distruggono la vita.

Con la scusa dei figli, qualcuno ha deciso che le persone Lgbt non possono essere una famiglia ma solo una coppia. In altri termini ancora e sempre coppie di Serie B.

Se noi omosessuali abbiamo il diritto di costruirci una vita, in questo progetto di vita potrebbe esserci anche un figlio. Perché, dunque, negarci questa possibilità?

Forse molte persone non si sono rese conto che la società è cambiata. Ci sono ormai tante coppie formate da omosessuali o famiglie allargate che non corrispondono al dettame della famiglia tradizionale, eppure vivono serenamente e crescono figli felici.

E già perché, a dispetto dei benpensanti, fondamentalisti e omofobi latenti, le famiglie arcobaleno sono in grado, nonostante i tanti handicap con i quali devono misurarsi in uno Stato privi di leggi, di garantire ai figli serenità e stabilità.
Chi lo dice?
I molteplici studi compiuti in varie università, uno addirittura da un gruppo di ricercatori gesuiti; sì avete capito bene, gesuiti.
Tutti concordano nel rilevare che i figli cresciuti in famiglie con genitori omosex stanno esattamente alla pari con quelli cresciuti in famiglie tradizionali‘. Non manifestano turbe né psichiche, né sessuali.

E allora, se i bambini stano bene, perché viene avversata in modo così forte la richiesta di una legge che permetta la costituzione di una famiglia tra da due persone omosessuali?
Perché si scatena questa fobia a concepire che due persone omosessuali possano essere genitori come tutti gli altri?
Perché anche persone apparentementecivili e democratiche’ su questo punto vanno in tilt? 

Credo che alla base ci sia ancora una volta un’interpretazione sbagliata dei principi religiosi e quella incapacità di pensare in modo laico insita in molti ‘civilissimi italiani’. Sì, l’incapacità di scindere tra  fede e legge (come un tempo tra fede e ragione) che influenza la scelta dei cittadini. Ancora una volta certo fondamentalismo religioso vuole imporre il proprio pensiero a tutti.

E mi spingerò oltre con una riflessione che sicuramente scatenerà molti risentimenti: perché il figlio nato per caso da una scopata’ non protetta da una coppia etero dovrebbe essere cresciuto meglio e con più amore rispetto a un figlio desiderato e voluto da una coppia omosex? Semplicemente perché il primo nasce da un uomo e una donna?

Fare i genitori è il lavoro più difficile del mondo (e pensare che non necessita nemmeno di una patente) e non è certo il fatto di essere biologicamente maschio o femmina ad assicuri di essere in grado di garantire tutte quelle attenzioni, cure e amore delle quali un figlio necessita.

Essere una famiglia ed essere genitori hanno un significato così profondo, così articolato e complesso che a volte nemmeno il legame sanguigno riesce a spiegare, figurarsi una legge discriminante.

In ogni caso sono convinta che l’assordante silenzio e l’immobilità dei nostri politicanti (senza alcuna distinzione tra destra, centro e sinistra) stia causando e causerà in futuro seri danni. L’incapacità di prendere una decisione, di formulare una legge per garantire i diritti a una parte di cittadini è inaccettabile e dimostra una volta ancora che chi ci governa non ha il minimo senso delle Istituzioni, non comprende cosa significhi realmente governare e prendersi cura della ‘cosa pubblica’.

E aggiungo: sono convinta che se questa battaglia di civiltà non uscirà dal ‘ghetto’ del Movimento Lgbt e non coinvolgerà tutti i cittadini, come è accaduto per il divorzio e l’aborto, allora noi resteremo sempre cittadini di serie B.

Concludo consigliando la lettura di un libro: ‘Sei come sei’, di Melania Mazzucco. Forse le vicende narrate in questo romanzo riusciranno ad aiutare le persone a riflettere e ad aprire, quindi, uno spiraglio nelle loro menti.

 

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