venerdì, Aprile 16

Adil Hussain: fuga da Bollywood Un attore indiano ammirato per il talento, la determinazione e i valori umani si racconta sul set in Oman

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Muscat – Talento, determinazione e passione sono le armi di Adil Hussain, attore indiano di successo, conosciuto soprattutto per i film ‘Life of Pi (2012) e ‘Sunrise‘ (2015). Conquista con la sua simpatia, il sorriso e le mille storie accumulate girando in tutto il mondo, che racconta con ironia e nostalgia. Da Shatti Qurum, Muscat, chiacchieriamo con lui che ci concede un pò del suo tempo tra una ripresa e l’altra dell’ultimo film che lo vede protagonista qui in Oman.

 

Grazie per il tuo tempo Adil. Posso chiederti perchè sei venuto a Muscat?
È un piacere. Sono qui dal 31 marzo per girare un film: ‘Naval Enna Jewel‘, basato su una storia vera, e ambientato in Iran: posso solo dire che parla di una donna che lotta per i suoi diritti e ne sono da subito rimasto impressionato e dunque contento di farne parte.

 

Qual è il tuo ruolo nel film? E chi è il regista?
Recito la parte di un ufficiale dei servizi segreti. Il regista del film è Renji Lal Damodaran. È girato in una lingua a me sconosciuta, il Malayalam, ma per fortuna alcune scene sono in inglese. Grazie ad un amico, che mi ripete le battute dieci volte prima di girare la scena, riesco a recitare e usare la lingua in modo corretto, ma non è semplice.

 

Prima di venire a Muscat, a cosa stavi lavorando?
Ero a Varanasi un mese a recitare in un film, il primo dove il team era rappresentato da giovanissimi, incluso il regista, di appena 24 anni, Shubhashish Bhutiani. Ho, dunque, lavorato in un clima molto fresco, dinamico e pieno di speranza per il futuro. La mia esperienza con un team così giovane mi riempie di ottimismo. Ci sono giovani che pensano a storie davvero belle e complesse.

 

Cosa pensi del cinema indiano oggi?
Credo che l’arte non sia valorizzata o contemplata nel cinema indiano. Purtroppo la maggior parte dei film sono volti al profitto e poco è lasciato a emozioni più profonde. Quindi lavorare per registi molto giovani e attenti a tematiche che esplorano diverse emozioni dell’animo umano mi fa sperare in un cambiamento futuro e ad un’apertura maggiore rispetto a temi più profondi.

 

Conoscevi già Shubhashish prima di lavorare al suo film?
No, onestamente non ne avevo mai sentito parlare. Sono stato contattato da un amico in comune col produttore del film, Sanjay Bhutiani. È stata una bella scoperta ed esperienza da molti punti di vista. Spero di lavorare ancora con lui in futuro.

 

Cosa puoi dirci del cast?
Bellissimo cast, creativo e talentuoso. Quindi ottima scelta da parte del regista e del produttore. Con l’attore che nel film interpreta mio padre ho molte cose in comune: essendo un ex National School of Drama, abbiamo un approccio molto simile alla recitazione. Non posso rivelare altro per ora, ma mi sento di poter dire che è stato un bel lavoro di squadra e sul set non ci sono stati problemi anzi è stato divertente.

 

Parliamo della tua carriera. Come hai iniziato? Come ti è nata la passione per la recitazione?

Quando ero piccolo osservavo gli attori recitare e cercavo di fare lo stesso, anche davanti agli amici sotto forma di gioco. Ho iniziato a recitare quando avevo 7 anni, senza mai smettere, anche quando ero al college. Ho studiato filosofia al Borooah college di Guwahati, nello Stato di Assam, in India. A Delhi ho studiato alla National School of Drama dal 1990 al 1993, poi sono andato in Inghilterra a continuare i miei studi, alla Drama Studio London. Poi, tornado in India, ho iniziato la mia carriera a Delhi. Nel 1999 ho avuto la fortuna di recitare in ‘Othello‘ che ha rappresentato il mio cambiamento, facendomi viaggiare moltissimo. Tra i Paesi in cui sono stato ci sono Francia, Germania, Italia, Inghilterra, Olanda, Belgio, Egitto e Zimbawe. Dopo ‘Othello‘ ho iniziato a dedicarmi quasi esclusivamente al teatro.
Poi ho girato per molti film, il primo in assoluto è stato in hindi ‘Ishqiya‘ nel 2010. Nello stesso anno ho recitato per un film, ‘Gangor’, girato in Italia con il meraviglioso regista Italo Spinelli. Ho ricordi fantastici dell’esperienza italiana, con Italo che urlava in continuazione e con cui mi sono divertito da morire. Sono andato con lui alla prima del film al Festival del cinema di Roma. Dopo altre esperienze il successo nel 2012 con ‘Life of Pi‘, il primo film di Hollywood in cui ho recitato. Un’altro ruolo principale l’ho avuto per ‘Sunrise’ nel 2015, che considero la mia miglior interpretazione, quella di cui vado più orgoglioso. Uscirà nelle sale in America a giugno, e in Francia è fuori ora per 5 settimane. Poi ancora ‘Feast of Varanasi‘, un altro film internzionale dove ho recitato come ufficiale del CBI (Central Bureau of Investigation) inviato a Varanasi per risolvere un caso di omicidio legato a riti sacrificali antichi. È uscito nelle sale lo scorso marzo nel Regno Unito. Nel 2012 ho anche recitato nel film della regista Mira Nair ‘The Reclutant Fundamentalist‘, dove ho interpretato la parte di un terrorista. Ecco credo di aver fatto un excursus sommario dei miei maggiori lavori, ma sono davvero tanti per elencarli tutti.

 

Preferisci recitare in teatro o per il cinema? Qual è la differenza maggiore per te?
Preferisco il teatro perchè posso creare e reinventarmi continuamente, interpretando quasi sempre ruoli molto vivaci. Posso creare e ricreare fino a che c’è una melodia che possa andar bene. Nel cinema non è la stessa cosa, perchè se la scena girata non è perfetta e, a volte lo si vede in un secondo tempo, non è il massimo, è troppo tardi e non può essere cambiata o migliorata. Recitare in India è come Fedex, si deve spedire il pacco confezionato. Posso dire che Othello è il ruolo che mi ha dato più soddisfazioni a teatro fino ad oggi.

 

Cosa pensi di Bollywood?
Recito per molti film di Bollywood, anche se preferisco film indipendenti o il teatro. L’aspetto positivo è che mi permette di avere molta visibilità e notorietà, ma l’arte, come dicevo anche prima, è praticamente assente. E, ovviamente, dal punto di vista economico, paga molto bene e questo mi permette di recitare a ruoli low budget per film indipendenti e per il teatro senza problemi.

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