martedì, Aprile 13

Addio alla leggenda del pugilato Muhammad Ali

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E’ sceso dal ring della vita all’età di 74 anni il miglior pugile dello scorso secolo: Cassius Marcellus Clay Jr. -o, come tutti lo conoscono dopo la sua conversione all’islam, Muhammad Ali– dopo trent’anni a combattere l’avversario più temibile di tutti, il morbo di Parkinson. Il campione dei pesi massimi se ne è andato venerdì scorso nell’ospedale di Phoenix dopo due giorni di ricovero per problemi respiratori.

La sua morte non è solo un duro colpo per il mondo dello sport, ma anche per il mondo intero che ancora oggi lo celebra come ‘Il più grande’. E’ infatti stato un Grande Uomo non solo quando indossava i guanti sul ring, ma anche -e soprattutto- quando combatteva per l’uguaglianza dei diritti e per i suoi ideali, primo fra tutti il suo rifiuto ad andare a combattere la guerra in Vietnam. E’ stato anche il simbolo della lotta per riscattare l’orgoglio dei neri d’America. Non ha mai avuto paura di prendere ‘posizioni scomode’, infatti era grande amico di Martin Luther King e di Malcom X e si schierò con Nelson Mandela nella lotta all’apartheid.

‘Si muoveva come una farfalla e pungeva come un’ape’, è questa la migliore descrizione per le sue grandi ‘danze’ sul ring del pugilato e della vita. E proprio per questi suoi impegni che Bernice King, figlia di Martin Luther King, che lo ricorda così: «Grazie a Muhammad Ali. Eri un campione in tutto… Hai ‘lottato’ bene. Riposa in pace».

 

 

(video tratto dal canale YouTube di Al Jazeera)

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