martedì, Aprile 13

Addio a Valentino Parlato, fondatore de Il Manifesto

0

È morto all’età di 86 anni Valentino Parlato, tra i fondatori de Il Manifesto. Di origini siciliane, dopo gli inizi all’Unità e poi a Rinascita cominciò nel ’69 la sua avventura nel Manifesto, sin dal primo numero con Luigi Pintor, Aldo Natoli, Luciana Castellina e Ninetta Zandegiacomi. Ne è stato direttore, spesso anzi condirettore secondo l’abitudine del Manifesto, molte volte tra il 1975 e il 2010. Nel 2012 è stato l’ultimo dei fondatori a lasciare il giornale-partito.

Da giovane divenne funzionario nel Pci, collaboratore di Giorgio Amendola. Poi la rottura con il partito, la tentata mediazione di Enrico Berlinguer ma l’invasione dell’Urss in Cecoslovacchia diede il colpo di grazia: la rivista uscì con il titolo ‘Praga è sola’, proprio contro il Pci che non aveva condannato l’intervento sovietico. Il 24 novembre 1969 Parlato è licenziato da Rinascita, e insieme a Natoli, Rossanda, Pintor, è radiato dal Pci e quindi Il manifesta diventa piano piano quotidiano vero e proprio.

Ha raccontato se stesso nel documentario ‘Vita e avventure del Signor di Bric à Brac’, scritto e diretto dal figlio Matteo insieme a Marina Catucci e Roberto Salinase ha dedicato ben due libri al suo giornale, che così lo ha ricordato: «Per ora ci fermiamo qui, abbracciando forte la sua splendida famiglia e tutti i compagni che, come noi, l’hanno conosciuto e gli hanno voluto bene».

(video tratto dal sito Ansa)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->