domenica, Aprile 18

Addio a Nanni Bignami, mentre il Parlamento si occupa di spazio

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Da poche ore è scomparso a Madrid Nanni Bignami, uno dei nomi più noti delle attività spaziali internazionali.

Chi scrive lo ha intervistato perL’Indro‘, in un grande rapporto di amicizia e di stima professionale. Parlammo di Marte, e quel colloquio è da rileggere oggi, non ultimo visto che in questi mesi tanto spesso a sproposito di parla di Marte.

Bignami era nato a Desio 73 anni fa e tra i ruoli di grande responsabilità è stato Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana e Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ma ha anche diretto il Centro di Studi Spaziali di Francia, conseguendo la Legion d’Onore, un riconoscimento a cui i francesi tengono molto. In Italia era membro dell’Accademia dei Lincei, che rappresenta la punta più alta della cultura del nostro Paese. Molti i libri di divulgazione pubblicati, che hanno rappresentato per gli appassionati un importante punto di attacco di una disciplina affascinante.

E’ da molto tempo che pensiamo di andare su Marte. Più o meno abbiamo idea di come arrivarci, ma sopravvivere diventerà un altro discorso perché i tempi di permanenza sul pianeta prima di far ritorno saranno assai lunghi a causa delle opposizioni con la Terra. Ebbene, quando un equipaggio umano si recherà su Marte, sarà necessario costruire un piano di approvvigionamenti che permetta il sostentamento e la sopravvivenza degli astronauti con cibi freschi. E dunque è necessario pensare allo sfruttamento delle risorse in loco“, ci raccontava Bignami.

E in una giornata così triste dobbiamo tuttavia evidenziare il grosso passo in avanti che sta compiendo la governance spaziale, argomento che ci impegnamo ad approfondire con i protagonisti nelò prossimo futuro.
E’ stato approvato ieri, in Senato, con 176 voti favorevoli e 2 astenuti,  il testo unificato proposto dalla Commissione Industria, in materia di politiche spaziali e aerospaziali (ddl n. 1110 e connessi).
Primo firmatario relatore il senatore Pd Salvatore Tomaselli. Il provvedimento, che ora deve passare all’esame dell’Aula prevede l’attribuzione alla Presidenza del Consiglio della direzione e del coordinamento delle politiche spaziali e aerospaziali e, in particolare, istituisce un Comitato interministeriale con il compito di definire gli indirizzi del Governo in materia con riferimento anche alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alle ricadute sul settore produttivo, oltre che di favorire la competitività del sistema produttivo italiano. Il Comitato avrà il compito di indirizzare e supportare l’Agenzia Spaziale Italiana nella definizione di accordi internazionali e nelle relazioni con i diversi organismi internazionali, definendo anche il quadro delle risorse finanziarie disponibili per il settore ed avrà l’obiettivo di promuovere i processi di internazionalizzazione delle capacità nazionali e lo sviluppo e il potenziamento tecnologico delle piccole e medie imprese, nonché i trasferimenti di conoscenze dal settore della ricerca ai servizi di pubblica utilità, con riferimento ai settori dell’ambiente, del trasporto e delle telecomunicazioni.

Lo spazio rappresenta un settore importantissimo,  ha sottolineato la relatrice del ddl, Paola Pelino, con importanti ricadute nello sviluppo dell’economia e nella crescita del nostro Paese. «L’Italia dello spazio sarà più forte grazie alla nuova legge. La partecipazione dell’ASI al comitato interministeriale, consoliderà il suo ruolo in termini di governance del sistema, come agenzia governativa che coordina il sistema industriale e della ricerca interfacciandosi con tutte le istituzioni nazionali e internazionali. Si rende così sistematico il lavoro della Cabina di Regia grazie al quale è nato il Piano stralcio Space Economy», così il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Roberto Battiston.

In generale, prosegue Pelino «ogni scoperta generata dalla ricerca nel settore aerospaziale crea innovazione negli altri settori industriali ad esso collegati, che si concretizza nella produzione di oggetti utili nella vita di tutti i giorni. Vorrei solo ricordare gli effetti che la ricerca aerospaziale produce nel mercato delle telecomunicazioni e della navigazione satellitare, ma anche delle applicazioni nel campo delle osservazioni della Terra».
Lo spazio va quindi considerato un sistema complesso per le conoscenze, i settori industriali, le applicazioni e gli utenti globalmente coinvolti. Allo stesso tempo esso si sviluppa, da sempre, tramite un cospicuo numero di cooperazioni e di partnership internazionali, sia nel settore della ricerca, che nel settore industriale che da esso discende, conclude la relatrice.

«Siamo entrati in una fase densa di nuove sfide scientifiche e tecnologiche, con la Space Economy che sta diventando un formidabile fattore di crescita economica e sociale, con potenziali ricadute positive per il nostro Paese», afferma Battiston. «Il 2017 è quindi un anno importante per il sistema spaziale italiano che ha già visto il successo della quotazione in Borsa di AVIO e tra poco la partenza di Paolo Nespoli per la sua terza missione per la Stazione Spaziale Internazionale. L’impegno del Parlamento e del Governo nel portare avanti il provvedimento è fondamentale per mantenere e rafforzare la posizione di potenza spaziale che, dalla geniale intuizione di Luigi Broglio ad oggi, l’Italia si è meritatamente guadagnata».

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