sabato, Maggio 8

Addio a Elie Wiesel, testimone della Shoah

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E’ morto sabato, nella sua casa di Manhattan, lo scrittore americano di cultura ebraica Eliezer Wiesel, che sopravvisse all’Olocausto. Aveva 87 anni. Entrò nei lager nazisti all’età di 16 anni: tra il 1944 e il 1945 fu prigioniero nei campi di concentramento di Auschwitz, Monowitz e Buchenwald. Esperienze che inizialmente Wiesel non voleva scrivere e raccontare. A convincerlo fu lo scrittore francese François Mauriac, così Wiesel iniziò a scrivere la sua esperienza nei campi di concentramento e la raccolse in ben 57 libri, il più famoso dei quali fu il suo primo libro La Notte (pubblicato nel 1958), uno dei racconti più importanti sulla Shoah. Ora non spaventerà più l’indelebile tatuaggio A-7713 impresso sul suo braccio destro.

Wiesel nacque a Sighetu Marmatiei, una città della Romania situata in Transilvania. I suoi genitori e una delle sue sorelle morirono nei campi di concentramento. Tuttavia, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Wiesel riuscì a ritrovare le altre due sorelle in un orfanotrofio francese.

Ricevette il Premio Nobel per la Pace nel 1986 per il suo impegno a parlare della situazione degli ebrei nel mondo e fu definito il ‘messaggero per l’umanità’. La stessa commissione per il Premio Nobel affermò che Wiesel aveva consegnato un potente messaggio di ‘pace, di espiazione e di dignità umana’ alla stessa umanità.

Il modo migliore per commemorare Elie Wiesel e il suo messaggio è attraverso la sua penna:

«Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai».

Brano tratto da ‘La Notte’.

 

 

 

 

 

 

(video tratti dai canali YouTube di Al Jazeera e PBS NewsHour)

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