martedì, Settembre 21

Adam Driver, dai panni di Kylo Ren a quelli della 'tuta bomba' In Kuwait una esperienza davvero particolare

0

Il pubblico italiano lo ha conosciuto nel 2014, quando a Venezia ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo, ma ora è ancor più famoso, e a livello mondiale, per aver interpretato in Star Wars: il risveglio della Forza il ‘cattivo’ di turno Kylo Ren. Adam Driver però è anche un ex-marine e per questo ancora legato all’ambiente militare. E’ fondatore infatti della AITAF, una organizzazione non-profit dedicata a portare un teatro contemporaneo più stimolante e d’impatto per il personale militare americano. In una delle sue ultime uscite, Driver ha incontrato il team di eliminazione degli ordigni esplosivi (EOD) a Camp Arifjan in Kuwait e ha voluto provare la famosa bomb suit, la tuta bomba o per meglio dire l’armatura progettata per resistere alla pressione generata da una bomba e a tutti i frammenti che questa può produrre, usata soprattutto dagli artificieri.

Al contrario delle altre armature, che di solito si concentrano sulla protezione del torso e la testa, questa bomb suit deve proteggere tutte le parti del corpo, poiché i pericoli posti dalla esplosione di una bomba interessano l’intero corpo. La maggior parte dei vestiti bomba presenta strati di Kevlar, schiuma e plastica. Al fine di massimizzare la precisione, le tute bomba mancano di guanti: questo permette a chi la indossa la massima mobilità, ma lascia senza protezione avambracci e mani.

(video tratto dal canale Youtube di Vice News)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->