sabato, Ottobre 16

Accordo Renzi-Berlusconi: "profondamente incostituzionale"

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foto cariello 6

 

«L’accordo Renzi-Berlusconi sulla riforma della legge elettorale è profondamente incostituzionale». Francesco Cariello, ingegnere, deputato grillino membro della Commissione bilancio, spiega la linea del M5S sul tema della riforma elettorale partendo dai punti fermi stabiliti dalla sentenza della Consulta. L’accordo Renzi-Berlusconi è di fatto raggiunto e la non opposizione di Giorgio Napolitano costringe  il Ncd di Angelino Alfano a uscire dalle barricate e ad accettare ‘obtorto collo’ l’intesa che prevede un sistema proporzionale con uno sbarramento e un bonus di seggi per la coalizione che raggiunge la soglia del 35% (ma sulla soglia si tratta ancora). Grillo è stato l’unico leader che ha rifiutato di incontrare il leader democratico, promettendo di presentare una propria proposta dopo le consultato gli iscritti al movimento.

 

Onorevole Cariello, qual è l’impatto della sentenza della corte Costituzionale sui progetti di riforma elettorale in discussione?
La Consulta ha indicato due scenari possibili: Porcellum epurato delle norme illegittime rispetto alla costituzione e nuova legge elettorale a “discrezione del legislatore”. Nel primo dichiara esattamente quali norme vanno censurate della legge elettorale n.270/2005 (cosiddetta Porcellum) specificando che «la normativa che resta in vigore […] è complessivamente idonea a garantire il rinnovo, in ogni momento, dell’organo elettivo». Nel secondo lascia al Parlamento, la possibilità di adottare una nuova normativa elettorale fino alle prossime votazioni, perché solo in tale occasione la sentenza produrrà i suoi effetti. Quindi è evidente che la Corte Costituzionale oltre alla legittimità delle norme rispetto alla Costituzione ha valutato soprattutto l’opportunità o meno di svolgere nuove elezioni per legittimare il Parlamento.

Perché il M5S ha deciso di non discutere nessuna delle sue tre proposte di Renzi per una nuova legge elettorale? Commentatori ma anche parlamentari del M5S hanno parlato di ‘occasione mancata’.
Qui credo si debba parlare di occasione mancata per l’Italia intera. Questa è veramente l’unica occasione che i cittadini hanno per poter ripristinare la legalità dal punto più alto, ovvero il Parlamento. Se il Capo dello Stato avesse un po’ di dignità, potrebbe utilizzare il suo potere per sciogliere le Camere e mandare subito al voto il Paese con una legge legittima. Purtroppo la sua scelta di non sciogliere le Camere è dettata solamente dalla paura per le conseguenze piuttosto che dalla legittimità del gesto in sé. Non si deve commettere l’errore di fare valutazioni pensando alle conseguenze che talune azioni provocherebbero. Se le azioni servono a ripristinare la legalità vanno fatte e basta!

Il modello elettorale sul quale Renzi e Berlusconi hanno trovato l’accordo presenta profili di incostituzionalità, dunque?
Certamente. Nel modello spagnolo si pensa di inserire comunque un premio di maggioranza che, stando alle valutazioni incluse nella sentenza della corte, è sempre molto difficile da commisurare alle percentuali di voto e rischia fortemente di incorrere in una nuova forma di incostituzionalità. Il modello ‘sindaco d’Italia’ mantiene i ‘listini’, ovvero liste bloccate di candidati dai partiti che non permettono il voto di preferenza e pertanto anch’esso è incostituzionale. Forse solo il ripristino del Mattarellum manteneva la sua piena e confermata costituzionalità, ma, visti i personaggi in gioco, era plausibile un rischio di incostituzionalità anche nella modifica del Mattarellum.

Qual è il modello elettorale proposto dal M5S?
Il M5S discute con i cittadini ogni passaggio politico. La nostra proposta di legge elettorale non sarà da meno. Siamo consapevoli che i processi di democrazia partecipata sono molto lunghi e complessi, ma il risultato garantisce la volontà popolare. Pertanto riteniamo che si possa benissimo tornare al voto con la legge che resta in vigore dopo la censura delle norme incostituzionali. Poi con un Parlamento pienamente legittimato si può operare per una riforma delle regole di voto. Per anni i partiti non sono stati capaci di trovare un accordo sulla riforma della legge elettorale e vorrebbero far credere di poterla trovare in meno di dieci giorni. Noi del M5S continuiamo a credere che sia più giusto tornare al voto subito e ripristinare la legalità, piuttosto che trattare con i condannati in via definitiva che sono fuori dal Parlamento e con i pregiudicati che ancora siedono nelle due Camere.

Cosa garantirebbe la stabilità al nostro sistema parlamentare?
A mio avviso un ritorno al proporzionale puro non è un male, ma anzi darebbe l’esatta dimensione del volere popolare se, durante la campagna elettorale, ci si confrontasse non solo sui temi e sulla visione futura del nostro paese, ma anche sul piano della credibilità politica di poter realmente fare ciò che si dice. Il confronto con i cittadini fornirà comunque la linea d’azione che il Movimento porterà in Parlamento.

Sul monocameralismo e la trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie (che non vota la fiducia al governo) siete d’accordo con Renzi?
Siamo certamente d’accordo ad una riduzione del numero dei parlamentari ma io personalmente credo che il bicameralismo sia una configurazione utile e molto valida se risultasse omogeneo, ovvero la legge elettorale non produca maggioranze difformi tra una camera e l’altra. Questo risultato si raggiunge solo con il proporzionale. La governabilità è un concetto astratto meglio definito dall’art. 94 della Costituzione: «Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere». Quindi se vogliono anche stravolgere la Costituzione come si è più volte tentato bisogna seguire le regole ed i tempi indicati dall’art. 138 che noi abbiamo difeso più di chiunque altro in Parlamento.

Renzi parla di «favorire la governabilità, favorire il bipolarismo, eliminare il potere di ricatto dei partiti più piccoli”. Cosa non condividete?
Tutto, perché non si capisce se queste siano opinioni personali del segretario o frutto di un percorso di partecipazione attiva con i cittadini elettori. Il segretario deve rappresentare un partito, non se stesso e gli accordi che lui stringe con altri suoi simili. Qualche giorno fa il neo-segretario del PD ha scritto una lettera al quotidiano ‘La Stampa‘ in cui affermava che “L’attuale classe dirigente dove tocca, sbaglia.” Bene è quello che sta facendo Lui con la classe dirigente di Forza Italia, dopo aver rottamato quella del suo partito. Gli elettori del PD hanno pagato 2 euro per scrivere la legge elettorale insieme al loro nemico politico numero 1. La vera storia è che i partiti sono in crisi e stanno correndo ai ripari.

 Come rispondete all’accusa di essere un partito populista?
L’unica forza politica che attualmente risponde alla Costituzione italiana è il Movimento 5 stelle perché è populista nell’accezione più elevata del termine, poiché esalta in modo demagogico il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Dall’alto del suo populismo il M5S ha sempre affermato lo stesso concetto che adesso troviamo scritto nella sentenza della Corte Costituzionale, cioè che tutti gli eletti con questa legge elettorale incostituzionale devono andare Tutti a casa!

 

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