sabato, Ottobre 23

Accordo Egitto-Arabia Saudita: quale prospettiva? La strategia dei due Paesi dietro gli accordi economici

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Il Medioriente è ormai uno spazio geografico dove da diverso tempo si sta cercando di ricostruire una definizione di equilibrio, che passa forzatamente per la risoluzione dei teatri di crisi e da un disimpegno americano nell’area al fine, secondo la prospettiva a stelle e strisce, di creare uno status di equilibrio di potenza volta alla parità di influenza dei vari attori regionali. Seppure questa prospettiva non è esente da difficoltà e critiche, al momento è quella maggiormente perseguita. Una delle conseguenze immediate è il riposizionamento dei vari attori regionali, come Egitto e Arabia Saudita.

Nei giorni tra il 7 e il 12 aprile il re saudita Salman è stato in visita ufficiale al Cairo dal Generale Al –Sisi. L’incontro tra i leader dei due Paesi sunniti ha formalizzato una serie di accordi volto allo sviluppo economico di entrambi. L’accordo più pubblicizzato e anche fortemente criticato è stato la cessione da parte dell’Egitto all’Arabia Saudita di due isole, Tiran e Sanafir al fine di costruire un ponte per unire sia i due Paesi che i due continenti, Asia e Africa. Questo ponte è l’emblema delle relazioni economiche e politiche tra i due Paesi.

La cessione di queste due isole alla monarchia saudita ha generato sia proteste di una larga fetta della popolazione, sia una rinnovata azione delle opposizioni. Le proteste di una larga fetta della popolazione sono spinte dalla incapacità del Governo di far fronte, dopo quasi tre anni, alle difficoltà economiche, se non attraverso aiuti stranieri, in cambio appunto di cessioni territoriali. Per quanto riguarda le opposizioni invece, o sedicenti tali, il Partito socialista ha indetto una raccolta firma per l’abrogazione dell’accordo prima che arrivi in Parlamento dove sarà ratificato, accusando tra l’altro il provvedimento di non essere legittimo, secondo l’art. 151 della costituzione egiziana che prevede una ratifica popolare, attraverso referendum, degli accordi internazionali.

Le due isole in questione hanno una valenza storica e una strategica. Riguardo a quella storica, sono state il motivo scatenante della guerra del 1967 tra Egitto e Israele, in quanto, rilevanza strategia, queste due isole sono situate nel Mar Rosso e costituiscono il crocevia per i porti di Eliat in Israele e Aqaba in Giordania. Inoltre sembra quasi che l’Egitto rinunci al suo ruolo di attore regionale di primo piano, cedendo il passo alla monarchia saudita. E’ quindi evidente che questa svendita da parte del Governo egiziano è caricata di un valore storico e strategico, tanto più se a concederla è proprio un Generale.

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