martedì, Settembre 21

Accadde Oggi: Zemin, come la Cina si aprì al mercato 27 marzo 1993: Jiang Zemin indicato come Presidente della Repubblica Popolare Cinese

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Uno degli apparenti paradossi del mondo contemporaneo riguarda la Cina. Com’è possibile che uno Stato che si dichiara comunista si comporti come un Paese capitalista? È difficile da capire ed è ancora più complicato spiegarlo in poche righe. Quello che si può dire è che la trasformazione cinese dai primi anni di governo di Mao Zedong a quella odierna di Xi Jinping è avvenuta lentamente, attraverso lenti ma inesorabili trasformazioni che hanno attraversato la storia del gigante asiatico dalla seconda metà del XX secolo ad oggi.

A dare un’accelerata alla trasformazione dell’economia cinese da quella pianificata a una di mercato, pur senza far venir meno il controllo del Partito, è stata la Presidenza di Deng Xiaoping. Quello che lui chiamò ‘socialismo con caratteristiche cinesi’ non era altro che la giustificazione teorica del passaggio dell’apertura cinese a logiche di mercato,  orientando così l’economia alla multiproprietà, pur con la prevalenza del settore pubblico. Questa apertura si rendeva necessaria, a detta di Xiaoping, per creare le condizioni favorevoli per un approdo definitivo al modello socialista.

Il passo successivo fu determinato da Jiang Zemin. Già Segretario generale del Partito, il 27 marzo 1993 venne indicato come successore di Deng Xiaoping alla Presidenza della Repubblica Popolare cinese. Rimase in carica fino al 2002, quando venne sostituito da Hu Jintao. In questi nove anni, in cui la Cina tornò in possesso di Macao e Hong Kong, Zemin consolidò le riforme di Xiaoping, con cui entrò comunque in contrasto quando lo accusò di aver rallentato il suo processo di riforme. Per queste ragioni, Zemin coniò la dizione di ‘socialismo di mercato’ per definire il tipo di economia cinese e per confermare come quella stagione di riforme fosse lontana dal potersi dire conclusa.

Fu sempre Zemin a teorizzare la dottrina della Teoria delle Tre rappresentanze, acquisita in seguito anche dal Partito. Zemin sosteneva che la forza del Partito derivassero dalla sua capacità di rappresentare le esigenze delle classi produttive, gli interessi di ampi strati di popolazione e di dare voce agli orientamenti più avanzati del Paese. E fu così che la Cina comunista si aprì al mercato.

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