sabato, Ottobre 16

Accadde Oggi: un eroe greco moderno 13 agosto 1968: Alekos Panagulis fallisce un attentato

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Si crede che l’era degli eroi greci sia confinata in un passato dai contorni leggendari, mitica, che affonda le proprie radici in un tempo di cui non conosciamo nulla se non i racconti iperbolici, esagerati della tradizione. Chi ci può dire se sia effettivamente esistito qualcuno coraggioso come Achille, astuto come Ulisse o forte come Ercole? Sono figure esclusivamente mitiche o sono ricalcate su qualche effettivo uomo straordinario, che ha sconvolto le vite dei propri contemporanei a tal punto da aver meritato un posto nell’immortale epica greca? È praticamente certo che non lo sapremo mai. Ma se oscuro rimarrà il passato degli eroi dell’antica Grecia, si può parlare con maggiore cognizione di causa di quegli uomini che hanno compiuto gesti straordinari negli anni più recenti. Un nome su tutti: Alexandros Panagulis, detto Alekos.

Politico, intellettuale, rivoluzionario, Panagulis si oppose sin da subito alla dittatura dei colonnelli, instauratasi in Grecia a seguito del colpo di Stato del 21 aprile del 1967. Di formazione marxista, decise di lasciare la sua madrepatria, per organizzare la resistenza alla giunta militare. Dopo oltre un anno, fu il momento di tornare: era l’ora di mettere in pratica quanto preparato. Così come Armodio e Aristogitone, che nell’antichità uccisero il tiranno Ipparco, Panagulis piazzò alcuni ordigni, che sarebbero dovuti brillare al passaggio dell’auto di Georgios Papadopoulos, a capo della giunta dei colonnelli. Era il 13 agosto del 1968. Sfortunatamente per lui, l’attentato fallì. Venne arrestato, torturato e condannato a morte.

Tuttavia, è qui che inizia la propria leggenda: siamo nel pieno del ’68, un anno di grandi fermenti. La forte attenzione internazionale sulle vicende di Alekos scoraggiarono il regime a eseguire la condanna. Il rivoluzionario rimase in carcere, riuscendo anche a evadere. I suoi discorsi sulla liceità del tirannicidio fecero il giro del mondo e, nel 1973, venne liberato. Morì due anni dopo, in circostanze ancora da chiarire.

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