sabato, Ottobre 23

Accadde Oggi: Ucraina, fra Ovest ed Est 21 novembre 2004: Janukovyč vince un contestato ballottaggio

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‘Nord, Sud, Ovest, Est’, oltre a essere una nota canzone degli 883, sono i quattro punti cardinali. Permettono ai viandanti di orientarsi per le strade del mondo e ai geografi e ai cartografi di dare le coordinate e riportarle su mappe. Anche gli storici, tuttavia, ne fanno uso per organizzare il corso degli eventi. Con una bussola molto particolare, spiegano la storia del mondo attraverso due grandi opposizioni: quella del Nord contro il Sud e quella dell’Est contro l’Ovest.

Non c’è un’opposizione che spiega la storia dell’umanità meglio dell’altra. La dicotomia fra Nord e Sud del mondo è forse quella che sottolinea in maniera più calzante l’esistenza di due universi, uno ricco e uno povero, uno sfruttatore e l’altro sfruttato. Quella che forse ha più catalizzato l’attenzione negli ultimi cento anni è stata però quella fra Ovest ed Est, impersonati dal blocco capitalista e quello comunista. Con la fine della Guerra Fredda, questa irriducibile contrapposizione sembrava essere venuta meno. Oggi è ben chiaro che non è così e la rivalità fra Occidente e Oriente ha solo cambiato faccia, ma non protagonisti.

Uno dei terreni privilegiati di questo scontro è stata l’Ucraina. Al suo interno, è essa stessa divisa fra due forti tendenze: una più filooccidentale, l’altra filorussa. La differenziazione ha basi culturali, storiche e geografiche, con la zona ovest più attratta dall’Europa, di religione greco-ortodossa e di lingua ucraina, e quella est decisamente vicina a Mosca, russo-ortodossa e di lingua russa. Lo scontro si riverbera anche sul fronte politico: il 2004 fu un anno molto intenso da questo punto di vista. Le elezioni presidenziali erano in corso e i due candidati più forti erano Viktor Janukovyč, Primo Ministro, appoggiato da Putin, e Viktor Juščenko, indipendente filooccidentale. Superato agevolmente il primo turno, andarono al ballottaggio: il 21 novembre 2004 si chiusero così i seggi. L’esito fu favorevole al primo, ma il risultato fu contestatissimo: osservatori internazionali denunciarono brogli – in alcune zone l’affluenza fu superiore al 100%. Fu l’inizio di un grande movimento di protesta, contestato da Putin e appoggiato dall’Occidente, che portò all’annullamento delle elezioni.

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