venerdì, Ottobre 22

Accadde Oggi: superare i limiti dell’ Everest 8 maggio 1978: Messner e Habeler scalano l’Everest senza ossigeno

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Attorno al concetto di ‘limite’, un grande numero di filosofi, scrittori e pensatori hanno dibattuto a lungo. Che cos’è il limite per l’uomo? È qualcosa di dato per sempre o è una gabbia che l’uomo impone su se stesso? È possibile andare oltre? Si possono attraversare le Colonne d’Ercole senza che la propria imbarcazione venga affondata nei mari dell’incognita? A queste domande non ci sono risposte, ma superare i propri limiti è una delle grandi sfide dell’essere umano.

Non è infantile sostenere che, quando un nostro simile compie un’impresa ritenuta impossibile, ci si sente tutti un po’ più forti, parte dell’ennesimo successo della nostra specie su questo pianeta. E chissà come ci si sente a compiere quel gesto, quell’azione, arrivare dove mai nessuno prima era riuscito. Bisognerebbe domandarlo a Reinhold Messner e Peter Habeler, che furono i primi a scalare il monte Everest, in Nepal, senza l’ausilio di ossigeno supplementare. Era l’8 maggio 1978, esattamente quaranta anni fa. La notizia ebbe una eco immediata in tutto il mondo: come avevano fatto questi due a scalare la montagna più alta del mondo senza ausili? Lo stupore fu talmente forte che ci fu chi accusò l’italiano e l’austriaco di aver utilizzato delle piccole bombole di nascosto. Sul tetto del mondo, infatti, l’aria è così rarefatta, l’ossigeno è così poco che il sangue raggiunge una densità paragonabile a quella del miele, i movimenti sono pressoché impossibili e il congelamento è dietro l’angolo. Non poteva essere vero, quindi, che i due alpinisti europei erano stati in grado di compiere una simile impresa. Tuttavia, due anni dopo, Messner compì di nuovo l’impresa, questa volta in solitaria, dimostrando che non solo si poteva raggiungere l’Everest senza ossigeno supplementare, ma che fosse possibile farlo anche da soli. Ancora una volta, l’asticella dell’impossibile era stata portata un po’ più in là.

 

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