Accadde Oggi: Siria, il partito di Assad prende il potere 8 marzo 1963: il Ba’th va alla guida della Siria

In Siria si combatte una guerra da cui dipendono gli equilibri geopolitici non solo regionali, ma anche mondiali. Sono coinvolte tutte le più grandi potenze mondiali: dagli Stati Uniti, alla Russia, fino alla Cina, seppur in maniera minore. In questo contesto, inoltre, la Turchia si gioca una buona fetta del proprio status di potenza regionale e della sua posizione all’interno della tela di alleanze entro cui il Presidente Recep Tayyip Erdogan vuole far emergere il proprio Stato. Molto ruota attorno alla controversa figura di Bashar al Assad, Presidente siriano, fortemente osteggiato dagli americani e appoggiato dai russi. Assad è un esponente di Ba’th, al Governo in Siria esattamente da 55 anni: l’8 marzo del 1963 , Ba’th prese il potere.

Questo partito, il cui nome significa, in arabo ‘risorgimento’, ha una storia particolare. Nacque nel 1947, con il nome di Partito Ba’th Arabo Socialista, e fu un partito d’ispirazione panaraba. Ispirato ai principi del socialismo arabo – da non confondere con il socialismo di stampo marxista – e del panarabismo, il partito fu fondato da intellettuali siriani, ma si crearono in seguito delle branche in Giordania e in Iraq. Le differenze fra i diversi Stati (e i relativi ambienti culturali) in cui le branche di Ba’th si svilupparono, portarono a una rivalità interna al partito, tanto che si arrivò nel 1966 a una scissione: da un lato il Ba’th iracheno, rappresentante la destra del  partito (e dalle cui fila emergerà Saddam Hussein), e dall’altro quello siriano, che ne raccoglieva la sinistra. I due eredi del Ba’th sono tutt’oggi divisi da una profonda rivalità. Il Ba’th siriano è affare della famiglia di Assad dal 1970: per trent’anni fu Hafiz al Assad, padre di Bashar, a guidare il partito. L’attuale presidente siriano vi subentrò poi nel 2000 e ancora oggi lo guida. Nel video, possiamo ascoltare l’inno del partito siriano.