sabato, Aprile 10

Accadde Oggi: Polonia, un volo fatale 10 aprile 2010: il Presidente Kaszczynski muore in un incidente aereo

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L’uomo ha conquistato i cieli nel dicembre del 1903, con il volo dei fratelli americani Wilbur e Orville Wright. I due sono riusciti dove molti prima di loro avevano fallito: regalare agli esseri umani quello che era il sogno di Icaro, il cielo. Dal volo di pochi metri – come fu, in effetti, quello dei fratelli Wright – a quello fra due città, poi due stati, due continenti in avanti, fino al viaggio sulla Luna. Tempo ne è passato e oggi si compiono migliaia di voli al giorno, senza che ce ne accorgiamo. L’aeroplano è, senza dubbio, il mezzo più sicuro sopra cui viaggiare, ma ogni passeggero, salendo sul velivolo, percepisce sempre una strana inquietudine. Sarà per il fatto di allontanare i propri piedi dalla terraferma, o forse perché è consapevole che si sta apprestando a fare qualcosa di completamente innaturale per un essere vivente non dotato di ali: qualsiasi sia la ragione, quella lieve inquietudine non cessa di esistere. L’eccezionalità del volo, a cui dovremmo essere abituati da oltre un secolo, continua a farsi sentire: ci sarà un motivo per cui esiste la paura di volare e non quella di prendere il treno?

10Il motivo è che, non importa quanto volare sia sicuro, si sa comunque che, nella pur remota ipotesi che qualcosa vada storto, le possibilità di salvarsi sono pressoché nulle. Lo sa bene la Polonia, che, il 10 aprile 2010 si trovò all’improvviso senza il proprio Presidente. Lech Kaczynski, capo di Stato polacco, era in volo; con lui, oltre alla moglie, c’erano vari esponenti istituzionali e politici polacchi. Si stavano dirigendo verso la Russia, per commemorare il 70° anniversario del massacro di Katyn, in Russia, quando l’aereo che li trasportava, a causa di un errore umano dovuto alla scarsa preparazione del pilota, si schiantò al suolo, proprio in prossimità dell’atterraggio. In Polonia seguì una settimana di lutto nazionale per omaggiare le massime cariche dello Stato, spazzate vie, come le ali di cera di Icaro.

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